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Wildstorm: il sito ufficiale (in inglese)

DC Comics: il sito ufficiale (in inglese)


WILDSTORM n.12, AA. VV. , Magic Press, colore, spillato, pagg. 96, £ 7.500, edicola e fumetteria

Col dodicesimo numero Wildstorm inaugura il suo nuovo corso: a un maggior numero di pagine si accompagna un leggero ritocco del prezzo, ma la straordinaria qualità delle storie presentate vale assolutamente la spesa.
La storia della Wildstorm ha visto diversi cambiamenti nella gestione dei suoi titoli: all'inizio studio più prolifico della Image (a eccezione forse degli Extreme Studios di Liefeld, poi cacciato dall'azienda), la divisione fondata da Jim Lee produceva testate assolutamente cool e di richiamo, come Gen13 (in seguito caduti rapidamente nel dimenticatoio), per poi vivere un momento di stallo dovuto sia alla scarsa puntualità delle uscite (un problema che affligge l'Image dalla sua fondazione) sia alla qualità veramente bassa di gran parte degli albi; se a questo si aggiunge la decisione di Lee di dedicarsi al progetto Heroes Reborn della Marvel, ci si potrà rendere conto di come la situazione della Wildstorm non fosse del tutto rosea; tuttavia lo studio di LaJolla ha avuto l'intuizione di aprire la divisione Cliffhanger, dedicata ai prodotti dei giovani artisti più gettonati d'America (Joe Madureira e Jeff Campbell in particolare) e che ha riscosso un notevole successo, e la fortuna di far entrare nelle fila dei suoi collaboratori colui che è stato votato "scrittore hot dell'anno" dalla rivista Rolling Stone, ovvero Warren Ellis. Oggi la Wildstorm, divenuta parte della DC Comics, produce storie di supereroi, ma di taglio decisamente più adulto rispetto alla media della produzione statunitense.
Diamo quindi un'occhiata al sommario della rivista che presenta in Italia i prodotti più significativi del marchio di Jim Lee: Warren Ellis, cattivissimo scrittore inglese, ha risollevato le sorti della pessima Stormwatch, trasformandola in un piccolo capolavoro, e dalle sue ceneri ha creato Authority, sicuramente la testata supereroistica più interessante degli ultimi anni (sia per quanto riguarda il ciclo di Ellis, sia per quello - acclamatissimo - di Mark Millar). È infatti Authority (scritta da Ellis e disegnata dal britannico Bryan Hitch) che apre le pagine dell'albo, una miscela di fumetto supereroistico revisionista (due membri del gruppo sono omosessuali e hanno una relazione) mescolato a una visione politica decisamente anarchica e un senso della spettacolarità da fare invidia al più costoso blockbuster hollywoodiano. Authority è una serie estremamente variegata, che consente diversi livelli di lettura: il più immediato, è quello dell'azione supereroistica spettacolare, un altro è costituito dalla riflessione sul ruolo del supereroe: se Ellis nel suo primo ciclo di Stormwatch aveva presentato un gruppo di supereroi anarchici che volevano liberare l'uomo comune dalle sue costrizioni e dall'oppressione di forze politiche che non lo rappresentavano, Authority mostra supereroi che sembrano muoversi secondo una politica di non-intervento negli avvenimenti del pianeta, dedicandosi esclusivamente a minacce di proporzioni planetarie. In questo, bisogna ammetterlo, la carica politica del fumetto è andata perduta, tuttavia Authority resta una lettura imperdibile, sia per i dialoghi acidissimi del perfido Ellis, sia per la sua portata visionaria che per le trovate grafiche degli autori, sia per la riflessione metanarrativa (Authority è composta da sette membri come la JLA, e tra le sue fila conta anche Midnighter e Apollo, rivisitazioni dei due archetipi del supereroe, ovvero Batman e Superman).
Ancora più autoriflessiva è Planetary (una serie per cui l'aggettivo postmoderno risulta veramente calzante): con questa serie disegnata dal giovane e talentuoso texano John Cassaday, Ellis si prefigge lo scopo dichiarato di analizzare le più importanti icone pop del fumetto e del cinema del ventesimo secolo, e di rivisitarle con il suo gusto macabro e perverso. Abbiamo così una rilettura dei classici dei pulp, dei film di mostri giapponesi, del cinema di Hong Kong, di Little Nemo, dei Fantastici Quattro, dei fumetti della Vertigo e del revisionismo anni '80, dei film di fantascienza degli anni '50… Il tutto mescolato con le trame da teoria del complotto globale che Ellis adora e con i suoi personaggi sopra le righe.
A concludere, segnaliamo anche la presenza dei Wildcats, ex testata di punta della Wildstorm, affidata nella sua seconda reincarnazione editoriale a Scott Lobdell e Travis Charest per un rilancio mai avvenuto, e le cui storie vengono curate adesso da Joe Casey e Sean Phillips. La serie si segnala per un taglio decisamente intimista e per storie basate sulle interazioni tra i personaggi, ma l'aspetto più interessante è forse dato da un'intuizione avuta da Alan Moore nella sua gestione della testata; la guerra cosmica che i protagonisti del gruppo pensavano di combattere era in realtà finita da tempo, e questo lascia i Wildcats con un dilemma: per usare le parole dello stesso Casey, "Cosa succede ad un gruppo di supereroi che sopravvive alle premesse per cui è stato creato ?".
Nella produzione supereroistica contemporanea solo Astro City di Kurt Busiek e forse Rising Stars di Joe Straczinsky raggiungono un tale stadio di raffinatezza nell'analisi dei personaggi e nella riflessione metanarrativa. Il che significa che se fra le numerose testate di supereroi che vengono pubblicate in Italia ne volete scegliere soltanto una, non abbiate dubbi: la migliore in assoluto è Wildstorm.

© Adriano Barone 2001 - per gentile concessione dell'autore - Immagini ™ & © DC Comics, 2001

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