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FUMETTI E ALTRE FORME D'ARTE di Paolo Ferrara

Come vive il fumetto il rapporto con altre forme d’arte e comunicazione di cui è spesso considerato il fratello povero?
Al di là del rapporto con i quotidiani e il giornalismo, consuetudine riconosciuta (tutti i giornali propongono quanto meno un vignettista e l’origine del fumetto deve molto ai quotidiani, da Yellow Kid ai primi eroi in striscia: è lì che tutto è cominciato) sono due le forme d’arte con cui condivide parecchie caratteristiche e con cui, nel corso degli anni ha intessuto rapporti molto particolari: il cinema e la letteratura.

Come vive il fumetto il rapporto con altre forme d’arte e comunicazione di cui è spesso considerato il fratello povero?
Tralasciando per il momento tutto quello che è il cinema d’animazione, che merita un discorso a parte e più approfondito, cinema e fumetto hanno sempre avuto un forte rapporto di interscambio che, nel corso degli anni, si è rinforzato sempre più
Nel campo del non dichiarato molti fumetti si sono ispirati a film (o come nel caso di molte storie Bonelli, Tex, Dylan Dog, etc. per intenderci, spesso ci ritrovavamo ad avere a che fare con un film dove il protagonista veniva sostituito con il protagonista della serie a fumetti e niente più), e spesso è capitato il contrario.
Il discorso sarebbe molto lungo e complesso, ma tanto per semplificare possiamo dire che le cose non si fanno sempre di nascosto e che ci sono tre principali vie di comunicazione dirette tra mondo del fumetto e mondo del cinema.

La prima, e forse la meno conosciuta nonostante più diffusa in assoluto, è quella che vede diventare grandi illustratori del fumetto veri e propri concretizzatori di idee. Macchine, scenografie, mostri, creature, costumi, sono tutti elementi che dalla sceneggiatura devono poi essere concretizzati, resi un immagine per poi poterle realizzare cinematograficamente. Ed ecco che personaggi come i francesi Moebius e Druillet danno vita all’immaginario che tanto ci ha affascinato in film come Aliens, Star Wars, Il quinto elemento, Dune, Blade Runner, e autori come l’arcaico Geoff Darrow danno vita ai complessi macchinari di Matrix.
Ancora più spesso disegnatori di comics venivano contattati (ora la computer graphic sta soppiantando questo tipo di figura) per realizzare graficamente il testo della sceneggiatura, ovvero realizzando lo storyboard, che altro non è che una versione a vignette della stessa , dove le vignette diventano l’inquadratura della cinepresa. Nel corso degli anni tanti autori si sono avvicendati in tanti film.

La seconda via, bizzarra e più recente, è lo “scambio” di artisti. Ovvero in alcuni casi ci sono fumettisti che si sono dati alla carriera cinematografica (come Neil Gaiman), e molti registi o sceneggiatori cinematografici (o televisivi) sono passati al mondo del fumetto (come l'indipendente Kevin Smith o il particolarissimo Strazinsky, realizzatore del serial televisivo di fantascienza Babylon V).
Il tutto senza contare eccezioni illustri come ad esempio Alejandro Yodorosky, uno dei più grandi sceneggiatori di fumetto francesi (soprattutto nel campo della fantascienza, con serie come l’indimenticabile Incal in coppia con Moebius, ma non solo), che è anche regista, romanziere e autore teatrale.

L’ultima via è invece quella delle trasposizioni: film che vengono riraccontati in fumetto, fumetti che diventano film.
Si comincia con i film che diventano fumetti. In America è una consuetudine, in altre parti del mondo a volte capita. Film di grande richiamo hanno una loro diretta trasposizione a fumetti, ovvero viene realizzato un albo che riporta esattamente al storia così com’è nel film (un po’ come capita con i romanzi tratti da film). Da 2001 di Stanley Kubrick realizzata dal grande e scomparso Jack Kirby, al nuovo Pianeta delle Scimmie.
Ma questo tipo di scambio non si esaurisce così facilmente: presto infatti il passaggio da cinema a fumetto comincia a provare strade nuove. Una casa editrice americana su tutte, la Dark Horse, fa dei diritti su personaggi cinematografici la sua forza. Prende personaggi creati nel grande schermo e comincia a fargli vivere altre avventure.
Il caso più imponente è quello di due creature del cinema di fantascienza: Alien e Predator. Dark Horse, coadiuvata di volta in volta dagli autori più disparati, realizza serie, miniserie e volumi autoconclusivi con protagonisti questi personaggi, in storie che indagano via via mondi e situazioni diverse. Alti e bassi certamente, ma spesso gli autori coinvolti sono di un livello notevole e le storie realizzate sono quasi sempre quantomeno interessanti, spingendosi oltre i film senza mai snaturarne il concetto di base. In Italia potete trovare qualche albo e qualche volumetto con protagonisti le razze aliene, spesso in albi in cui incontrano eroi del mondo dei fumetti, come Superman (molto bello, per quanto strano possa sembrare, il volume Superman /Alien edito da Play Press), Batman, etc. Caldamente consigliati i tre volumi su Aliens pubblicati da Phoenix di Bologna, ovvero Kidnapping (rapimento), Labyrinth e Salvation. Tutti e tre volumi autoconclusivi, tutti e tre notevoli indagini nell’animo umano e in quello del mostro.
Tutt’altra storia invece il tema opposto: il passaggio da fumetto a cinema. Il passato ci ha regalato un po’ di tutto, quasi sempre stabilendo un parametro di qualità piuttosto scarsa. Pochi i film di un certo interesse tratti da fumetti. Batman ha funzionato nei primi due, prima di diventare pupazzoso e concettualmente fin troppo simile (salvo per gli effetti speciali) allo sciocco telefilm di fine anni '70 (almeno quello adesso possiede il gusto del kirsh retrò..). Superman idem. Tanti altri personaggi hanno fatto poco più che figuraccie (compresi Tex, Kriminal e tanti altri Italiani. Resta decente, ma non di più, Diabolik). Certo, ci sono anche un sacco di film di cui molti ignorano l’origine a fumetti, come ad esempio il grazioso e ironico Men in Black, o il recente From Hell, in Italia tristemente titolato come La vera storia di Jack lo squartatore interpretato da Johnny Depp, che nasce da uno dei momenti più alti del fumetto mondiale.
From Hell, pubblicato in cinque volumi da Magic Press, è un’opera dove sceneggiatura e disegno si sposano con una

In questi ultimi anni, lo avranno capito in molti, Hollywood è entrata in piena crisi di idee: sono anni che ormai sforna remake su remake, film tratti da telefilm, persino da vecchie serie animate...
melodia incredibile, dove la realtà storica, in questo caso l’età vittoriana inglese, viene dipinta e cesellata con una capacità di realismo unica, il tutto su di un prodotto fumettistico di alto livello intellettuale, al punto da generare nel suo scrittore una paura d’incomprensione da parte del lettore, come dimostrano le dottissime note che egli stesso ha inserito alla fine di ogni volume.
In questi ultimi anni, lo avranno capito in molti, Hollywood è entrata in piena crisi di idee: sono anni che ormai sforna remake su remake, film tratti da telefilm, persino da vecchie serie animate (dai Flintstone a Scooby-Doo).
Costantemente a caccia di nuovi terreni fertili, ad un certo punto alcuni produttori hanno scoperto l’esistenza del mondo del fumetto.
Dopo il primo successo economico di questo nuovo tentativo, il roboante Blade (zeppo di effetti speciali ma scarno quanto a contenuti e trama) con Wesley Snipes, lentamente il mondo a vignette è diventato un bacino da cui pescare, sempre di più, e su cui investire soldi.
È arrivato X-Men (e qui andiamo già molto meglio, forse anche per merito del regista, quel Brian Singer già noto per I Soliti Sospetti e L’allievo) e con lui altri soldi e già il nuovo attesissimo film sull’Uomo Ragno diretto da Sam Raimi (La casa) promette di far tremare i botteghini.
Così adesso i progetti di film presi da fumetti sono una quantità esorbitante, da quelli ormai già pronti (il sopracitato From Hell, il film su Ghost World, un fumetto indipendente sulla vitae la crisi di due adolescenti che crescono) a quelli in produzione (dal nuovo X-Men al nuovo film sull’Incredibile Hulk con la regia del poetico Ang Lee), fino a quelli che per ora sono solo progetti (Batman Anno Uno, Devil, ecc. ecc.)
Insomma il rapporto fra cinema e fumetto si fa sempre più stretto e biunivoco, nel bene e nel male.
Nel mondo dei comic books hanno così cominciato a girare soldi che non si vedevano da un po’. Chissà se il cinema non possa finalmente ritornare nella gentaela voglia di leggere fumetti?

LA LETTERATURA
Per quanto riguarda il rapporto tra fumetto e letteratura le cose sono molto più semplici.
Banalmente ci sono autori che fanno entrambe le cose (dal monumentale Hugo Pratt, che addirittura realizzava spesso la stessa storia in entrambe le verioni, come la bellissima Ballata del Mare Salato, al bizzarro Tiziano Sclavi), ma il rapporto è molto più “univoco”.
Il fumetto e i suoi autori hanno spesso fatto della letteratura una grande fonte d’ispirazione, al punto che molti, invece che solo farsi ispirare, hanno provato il desiderio di realizzarne le versioni a fumetti.
Prodotti come quelli raccolti nelle tre antologie su Dino Battaglia, Racconti 1 e 2 e Maupassant edite da poco per le Edizioni Di, sono uno splendido esempio di come racconti di grandi classici, appunto Maupassant e poi Poe, Lovecraft, etc.etc. possono diventare, grazie alle mani di un grande artista, visioni straordinarie.
Oppure ancora, sempre per le Edizioni Di, il bellissimo Sharaz-De dove Sergio Toppi rilegge Le mille e una notte.
Un bizzarro incontro è invece quello che ha visto Daniel Pennac prestare parole a Jacques Tardì, nella realizzazione de Gli Esuberati, piacevolissimo volume edito da Feltrinelli, dove ci addentriamo in uno dei tanti mondi Pennacchiani (aspettandoci di veder spuntare la famiglia Malaussene in qualunque momento).
E come, ma in maniera diversa, per il cinema spesso grandi fumettisti vengono chiamati ad illustrare, non necessariamente con vignette ma solo con disegni e stampe, libri, che siano ristampe di classici o nuovi prodotti (come i due romanzi che illustrati dal grande Enki Bilal: “Sarcophage” edito da Alessandro Distribuzioni e Fuori Gioco per la Hazard Edizioni).
Insomma, come spesso accade, distinzioni e discriminazioni sono più facili da trovare in chi di questi mondi usufruisce piuttosto che nei mondi stessi.
Letteratura, cinema, fumetto: tre diversi modi di raccontare che sanno perfettamente di poter contare l’uno sull’altro.
Chissà se prima o poi anche giornalisti e critici italiani se ne renderanno conto…

© 2001 Paolo Ferrara - per gentile concessione dell'autore

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