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AA.VV.
- "Fragments" (Psychotica Records - 2003)
Attraverso questa raccolta, distribuita in Italia dalla Goodfellas, la
Psychotica Records si propone di fare il punto dell'attuale stato
di saluto dell'indie tricolore con una serie di brani brani inediti e
non, in totale una ventina, composti per la maggior parte da formazioni
italiane.Venti brani non sono pochi, la qualità media è
al di sopra della media e, naturalmente, la personalità e l'originalità
delle musiche è altalenante. Gli americani The Planet The aprono
alla grande con la loro Man Called Wife dall'andamento sbilenco
e malsano, fra progressioni ritmiche-chitarristiche ruvidamente crimsoniane
ed isteriche sfuriate jazz-funkeggianti. Seguono a ruota gli ormai veterani
Zu con la loro gelida Portrait #2, Emma Goldman, ovvero
un minuto e mezzo circa di una lugubre marcetta dissonante condotta dal
loro solito inconfondibile barrito di sax. I Twig Infection premono
sull'acceleratore con I've never had any cavities in my life: punk
futurista, new wave anfetaminica ed un pò d'intrigo melodico
unito ad un costante uso del synth fanno di questo brano uno dei più
accattivanti della raccolta. Gli Spriggan di Doormat uniscono
una base melodica di ascendenza rock blues vagamente anni settanta
ad un impianto sonoro granitico e violento. Una volta sfilate le depressioni
cerebrali dell'ottima My Atom dei Lillayell
e Wind Me Up degli inglesi Querelle, le ritmiche riprendono
a farsi meno furiose e la sperimentazione tende a prendere il sopravvento:
Revised Cadillac dei Comfort è un bell'esempio di
jazz rock urbano, interamente strumentale, scarno e notturno in
perfetta linea con l'atmosfera generale del cd, mentre, successivamente
al roccioso e trascinante hard-funk dei Ceke e alle spiritose
bizzarie new wave dei Generoso Gallina, il rumorismo
ambientale di H.C.-B. con Tauroland sconfina nella psichedelia
più oscura ed ermetica. In settanta minuti abbiamo quindi ottenuto
un buon resoconto "di frontiera" per quello che rappresenta
le recenti tendenze del rock più sotterraneo.
© 2003 Giovanni Carta - per gentile concessione dell'autore
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