articolo di Andrea Voglino

 
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L'ALBA DEI MORTI VIVENTI (DAWN OF THE DEAD); regia e sceneggiatura di Sofia Coppola, con Scarlett Johansson, Bill Murray, Giovanni Ribisi, Anna Faris; produzione: USA; distribuzione: Mikado; anno: 2003


I tempi avanzano e si fanno frenetici. Ed ecco infatti che in questo remake del classico di George Romero gli zombi corrono (riprendendo una buona idea lanciata dall'ottimo 28 giorni dopo di Danny Boyle). Questo tipo di operazione, ultimamente tremendamente di modo, lasciano sempre tremendamente perplessi. Quando ci si siede in sala e si spengono le luci ci si sente decisamente prevenuti. Poi il film inizia e difficilmente si riesce a soffermarcisi un attimo finchè le luci nella sala non si riaccendono. Non sono solo i morti viventi a correre.
Il film è dinamico quanto un videoclip e risulta molto meno ingenuo di quanto ci si poteva aspettare. Insomma in definitva supera le basse aspettative. Non male, decisamente. La tensione funziona, funziona bene e non riuscirete ad evitare qualche saltino sulla sedia nemmeno quando siete spettatori scafati e decisamente avvezzi al genere.
Certo, Romero è decisamente un'altra cosa ed è difficile trovare qui quella dura critica trasversale alla società moderna (nello specifico dell'alba a quella consumistica) che risultava essere un pò la sua firma, ma non si può dire che il film non si faccia godere. Certo, capita spesso che finiate per chiedervi perchè i protagonisti di un film horror debbano sempre fare cazzate che nessuno in quella situazione farebbe mai, ma fa parte del gioco e questo è uno di quei casi in cui non è così fastidioso che succeda.
Insomma non un capolavoro, ma un lavoro decisamente interessante, ricco di ottime idee. Apprezzabili ad esempio alcune interessanti inquadrature dall'alto (la prima che pare trasformare la realtà in un immenso videogame) e gli straniati accostamenti musicali (quando nei primi minuti la protagonista, e con lei il film, va verso l'imminente catastrofe sentiamo "It's a nice day", così come quando i nostri entrano nel centro commerciale per barricarvisi sono accolti da "Don't worry be happy).
Non mancano poi i camei d'eccezione, com Tom Savini (lo sceriffo che alla tv spiega come sia la testa il punto debole dei morti risorti) e Duane Jones, il protagonista di colore degli originali (anche lui appare alla tv). Nel paesaggio di mediocri remake e film horror che nel tentativo di reinverdire fasti del passato ci propinano squallide e insoddisfacenti pellicole questa spicca decisamente. Sarà un buon segnale o un'eccezione?

© Paolo Ferrara 2004 - per gentile concessione dell'autore

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