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articolo
di Andrea Voglino
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L'ALBA DEI MORTI VIVENTI (DAWN OF THE DEAD)
I tempi avanzano e si fanno frenetici. Ed ecco infatti che in questo
remake del classico di George Romero gli zombi corrono
(riprendendo una buona idea lanciata dall'ottimo 28 giorni dopo
di Danny Boyle). Questo tipo di operazione, ultimamente tremendamente
di modo, lasciano sempre tremendamente perplessi. Quando ci si siede
in sala e si spengono le luci ci si sente decisamente prevenuti.
Poi il film inizia e difficilmente si riesce a soffermarcisi un
attimo finchè le luci nella sala non si riaccendono. Non
sono solo i morti viventi a correre.
Il film è dinamico quanto un videoclip e risulta molto meno
ingenuo di quanto ci si poteva aspettare. Insomma in definitva supera
le basse aspettative. Non male, decisamente. La tensione funziona,
funziona bene e non riuscirete ad evitare qualche saltino sulla
sedia nemmeno quando siete spettatori scafati e decisamente avvezzi
al genere.
Certo, Romero è decisamente un'altra cosa ed è difficile
trovare qui quella dura critica trasversale alla società
moderna (nello specifico dell'alba a quella consumistica) che risultava
essere un pò la sua firma, ma non si può dire che
il film non si faccia godere. Certo, capita spesso che finiate per
chiedervi perchè i protagonisti di un film horror debbano
sempre fare cazzate che nessuno in quella situazione farebbe mai,
ma fa parte del gioco e questo è uno di quei casi in cui
non è così fastidioso che succeda.
Insomma non un capolavoro, ma un lavoro decisamente interessante,
ricco di ottime idee. Apprezzabili ad esempio alcune interessanti
inquadrature dall'alto (la prima che pare trasformare la realtà
in un immenso videogame) e gli straniati accostamenti musicali (quando
nei primi minuti la protagonista, e con lei il film, va verso l'imminente
catastrofe sentiamo "It's a nice day", così come
quando i nostri entrano nel centro commerciale per barricarvisi
sono accolti da "Don't worry be happy).
Non mancano poi i camei d'eccezione, com Tom Savini (lo sceriffo
che alla tv spiega come sia la testa il punto debole dei morti risorti)
e Duane Jones, il protagonista di colore degli originali
(anche lui appare alla tv). Nel paesaggio di mediocri remake
e film horror che nel tentativo di reinverdire fasti del passato
ci propinano squallide e insoddisfacenti pellicole questa spicca
decisamente. Sarà un buon segnale o un'eccezione?
©
Paolo Ferrara 2004 - per gentile concessione dell'autore
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