EYES
WIDE SHUT (Eyes Wide Shut), regia di Stanley Kubrick Tom
Cruise, Nicole Kidman, Sydney Pollack tratta
dal romanzo "Doppio Sogno" di Arthur Schnitzler Warner Bros.
160' 2 ottobre 1999 ***1/2
Desiderio
e fedeltà. Convivenza dinamica di due stati d'animo, sia nel
singolo sia nella coppia, che posso essere in perfetta simbiosi (l'oggetto
del desiderio e quello della fedeltà coincidono) o in totale
antitesi (i due oggetti differiscono tra loro).
In quest'ultimo caso, l'oggetto del desiderio può essere reale
(l'amante) oppure semplicemente idealizzato: è il desiderio
stesso che crea la situazione ambita.
L'oggetto del desiderio è comunque causa scatenante di un conflitto
interiore, nonchè di una frattura nel rapporto di coppia, come
avviene tra Fridolin e Albertine di Schnitzler e ai loro (ipotetici)
successori Bill e Alice.
La confessione di una idealizzazione dell'oggetto del desiderio -
di Albertine/Alice scatena in Fridolin/Bill il desiderio dell'oggetto:
nell'uomo, colpito nel suo amor proprio, scatta il desiderio di una
situazione contrapponibile a quella che viene vista come un tradimento
della moglie. L'insicurezza di Bill gli fa perdere di vista l'insoddisfazione
latente nel rapporto di coppia per focalizzarlo sulla ricerca di qualcosa
che possa compensare la sua sofferenza. E su questo forzato obnubilamento,
in questo volontario rifiuto di vedere la realtà - eyes wide
shut/occhi ben chiusi anzichè ben aperti/ wide open - Kubrick
sviluppa il viaggio erratico di Bill alla ricerca dell'oggetto del
suo desiderio.
Questa contrapposizione tra reale e virtuale, il doppio sogno schnitzleriano,
Kubrick la trasferisce dalla Vienna degli anni Venti a una decadente
New York di fine secolo.
Il film ha un ritmo narrativo indovinato e in linea con il romanzo,
di cui rispetta tempi e personaggi: peccato per l'inserimento della
figura di Frank Ziegler, facoltoso e cinico amico del medico (peraltro
interpretato molto bene da Sydney Pollack) che risulta essere
didascalica, facendo a tratti scivolare il film su un piano hitchcockiano
che non gli pertiene.
La coppia Cruise-Kidman, probabilmente imposta dalla produzione,
è convincente nella loro dialettica: in particolare Cruise,
in inedita versione ambigua e tenebrosa.
Pur essendo il film un'opera d'arte da valutarsi indipendentemente
da un eventuale libro al quale si ispira, in questo caso suggeriamo
una preventiva lettura del romanzo : si ottiene in cambio una chiave
di lettura più ricca ed approfondita.
Non è il miglior film di Kubrick, ma neanche "Doppio
sogno" - nonostante l'ampia notorietà - può essere considerato
il miglior romanzo di Schnitzler, troppo compiacente e morboso rispetto
allo stile abituale dello scrittore austriaco.
Sono entrambe due opere stilisticamente eccellenti, molto interessanti,
ma imperfette.