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recensioni
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EXCITER
"Quando il tramonto brucia il cielo faresti meglio
a scappare a nasconderti / la bestia ruggira'dal di dentro...
" Nati come terzetto, gli Exciter sono tra le realta'
piu' belle della scena rock dei primi anni Ottanta. La formazione
originaria comprende John Ricci alla chitarra, Dan
Beehler alla batteria e alla voce e Allan Johnson
al basso. Le basi da cui il gruppo trae ispirazione sono quelle
fornite da certa parte della New Wave of British Heavy Metal,
e su questa lezione gli Exciter inventano la formula nuova e
aggressiva dello speed, che di li' a poco raccogliera' molti
sostenitori. Quando appaiono sulla scena sembrano rappresentare
la risposta dell'heavy metal nordamericano allo strapotere dei
gruppi britannici come Judas Priest e Raven, e
questo e' uno dei motivi per cui la loro proposta viene subito
accolta con tanto entusiasmo. Il loro album d'esordio, Heavy
Metal Maniac (1983), e' un concentrato di energia e di irruenza
sonora, espressa in brani come The Holocaust, la programmatica
Heavy Metal Maniac, Mistress of Evil, Iron Dogs, Rising of
the Dead, Blackwitch e Cry of the Banshee. In seguito
al clamore suscitato dalla prima uscita il gruppo firma un contratto
con la Megaforce di John Zazula, per la quale
incidono Violence and Force, nel 1984. I soggetti delle loro
liriche abbandonano in parte i toni horror del'esordio per rivogersi
alla fantasy guerriera che gli Exciter colorano comunque di
gore. Swords of Darkness, Saxons of the Fire e Destructor
sono gli esempi piu' signifiativi di questa nuova tendenza.Dopo
un tour con i Motorhead, la band si reca a Londra per
la preparazione del nuovo disco. Long Live the Loud (1985)
acquista in pulizia, ma il suono perde la rozza freschezza degli
inizi. Anche il pubblico sembra non gradire questo cambio di
direzione e le quotazioni dei canadesi iniziano a scendere precipitosamente,
fino ad arrivare al fiasco di Unveiling the Wicked (1986),
con una brutta copertina in goffo stile Visitors. Nel frattempo
Ricci abbandona la formazione. Per i superstiti Exciter e' tempo
di una pausa di riflessione. Riemergono alla ribalta due anni
dopo, con l'album Exciter che vede la presenza del cantante
Rob Maltani. Il disco del rinnovamento non riesce a risollevare
le sorti del gruppo e sui campioni dello speed sembra calara
il sipario. Ma dopo quattro anni di silenzio il maniaco dell'heavy
metal torna a colpire...L'album del ritorno, Kill After Kill,
mette in scena la formazione originale a tre e li conferma,
ancora una volta, come uno dei maggiori ispiratori della corrente
thrash. In Rain of Terror, Cold Blooded Murder, Shadow of
the Cross, The Second Coming e la tiratissima Born to
Kill ( registrata dal vivo), il ritmo esplode, fragoroso,
privo di qualsiasi sperimentalismo, travolgendo l'ascoltatore
con il fascino di un tempo.
Formazione:
Dan Beehler: v, bt / John Ricci: ch / Allan
Johnson: bs
Discografia: Heavy
Metal Maniac
(Shrapnel), 1983;
Violence and Force (Megaforce), 1984;
Long Live the Dead
(Megaforce), 1986;
Exciter (Maze Music), 1988;
Kill After Kill
(Noise Records), 1992; Better Live Than Dead (Bleeding
Heart Records), 1993; The Dark Command (Osmose Productions),
1997; Blood
of Tyrants
(Osmose), 2000;

EXHORDER
E'
un death metal davvero brutale quello proposto da questo gruppo
della Louisiana. Rispetto ad altri colleghi come Obituary e
Deicide, gli Exhorder rivelano un'assonanza con
gli Slayer
abbastanza insistita, che emerge sul primo disco (Slaughter
in the Vatican, prodotto da Scott Burns), e nei ritornelli
di brani come Homicide o negli attacchi esasperati di
Anal Lust. I testi parlano di violenza e di perversione
e rendono Slaughter in the Vatican un album scandaloso
che annovera episodi efferati come The Tragic Period
e la ritmata Legions of Death. Trionfatori del cattivo
gusto metallico, gli Exhorder superano in estremismo sonoro
gruppi come i Napalm Death,
i gia' citati Deicide o i clowneschi GWAR. Nel loro secondo album, The Law
(1992) evidenziano un death ormai maturo, tecnicamente migliore
e ancora piu' brutale del precedente. Accanto a brani come Soul
Searchs Me, Unforgiven, Unborn Again (dal
testo anticristiano) e la furiosa The Truth si colloca
il giusto tributo ai Black Sabbath con una versione di
Into the Void.
Formazione:
Kyle
Thomas: v / Jay Ceravolo: ch / Vinnie
Mabela: ch / Frank Sparcella; bs / Chris Mwil:
bt
Discografia:
Slaughter
in the Vatican
(Roadracer), 1990;
The
Law
(Roadracer), 1992 |

EXHUMER
Quintetto
tedesco che unisce lo stile death e quello thrash in un sound
influenzato pesantemente da Slayer e Possessed. Si sono sciolti improvvisamente dopo la
pubblicazione del secondo album, Rising from the Sea.
Discografia: Possessed
by Fire (Disaster),
1987; Rising from the Sea (Disaster), 1988 |

EXODUS
Storica formazione thrash della Bay Area.
Esecutori del metallo piu' spinto, profeti del cannibalismo
ultraheay, gli Exodus esordiscono nel 1985 con un primo,
mitico album, Bonded in Blood, che contiene capolavori
di eccesso sonoro come And Then There Were None, Strike of
the Beast, A Lesson in Violence, Piranha e Deliver Us
to Evil. Il secondo, Pleasure of the Flesh (1987),
prosegue sullo stesso cammino, aggiungendo al patrimonio del
thrash metal altri micidiali gioielli come Deranged, Parasite,
Chemi-Kill, Till Death Do Us Part/Brain Dead e Choose
Your Weapon. Con il terzo, Fabulous Disaster (1989)
i thrashers californiani, ormai in possesso di un solido contratto
con la major Capitol, cercano di rinverdire i fasti delle
origini, ma non sempre con successo. Tuttavia la gloria barbarica
del precedente disco permane in Low Rider, remake di
un vecchio brano dei War, band di colore street funk,
in Cajun Hell, nello speed accanito e feroce di The
Last Act of Defiance e nell'odissea di otto minuti e mezzo,
dai riffs spesso tenebrosamente decelerati, di Like Father
Like Son. Con il quarto album in studio, Impact Is Imminent
(1990), la vena rimane la stessa pur registrando minore energia
creativa: Only Death Decides, The Lunatic Parade, Within
the Walls of Chaos sono scampoli di un passato vissuto sulla
corsia di sorpasso. Force of Habit, il disco del rilancio,
li mostra ancora pervasi da una devastante durezza e velocita',
anche se il sound si rivela piu' elaborato. A metà degli
anni '90 la band si scioglie per riformarsi con la presenza
del primo vocalist, Paul Baloff, e incidere il
live Another Lesson in Violence. Dopo un secondo scioglimento
il gruppo si riforma per l'ennesima volta nel 2001, fino alla
tragica morte di Baloff avvenuta nel 2002. Con il ritorno di
Steve Souza, gli Exodus progettano di incidere un album entro
la fine del 2003.
Formazione:
Steve
"Zetro" Souza: v / Gary
Holt: ch / Rick Hunolt: ch / Mike Butler:
bs / John Tempesta: bt
Discografia:
Bonded
by Blood (Torrid), 1985;
Pleasures of the Flesh (Combat), 1987;
Fabulous
Disaster (Combat), 1989;
Impact
Is Imminent (Capitol), 1990;
Good Friendly Violent Fun
(Relativity), 1991, live;
Force of Habit (Capitol), 1992; Another Lesson in Violence (Century
Media), 1997, live |

EXORCIST
Formazione
canadese. Voci insistenti sostengono che dietro ai bizzarri
pseudonimi dei componenti si celino nientemeno che i vecchi
Virgin
Steel. Quale che sia la verita',
gli Exorcist propongono nella loro unica traccia discografica
un furioso death metal niente affatto dozzinale.
Discografia: Nightmare Theatre (Cobra),
1986 |

EYEHATEGOD
Quartetto
proveniente dalla Louisiana. Si sono imposti all'attenzione
con una sorta di doom sperimentale, una musica esasperatamente
lenta e pesante in cui domina la voce fangosa di Mark Williams,
leader del gruppo. Sono in attivita' dal 1988, ma solo il contratto
con l'etichetta tedesca Century Media li ha portati alla
realizzazione del primo disco, In the Name of the Suffering.
Sulla scia di esperienze precedenti come quella elaborata dai
britannici Cathedral, gli Eyehategod propongono una decina di brani
sospesi tra death e doom che mettono in evidenza i suoni malsani
della chitarra di Jimmy Bower e una sezione ritmica malignamente
ossessiva. Egualmente influenzati, come molti altri gruppi della
loro generazione, dalla lezione impartita dai Black Sabbath,
Williams e compagni infondono sapientemente in pezzi come God
Song, Shinobi e Run into the Ground un senso di minaccia
e di malessere quasi fisico. Naturalmente, un nome come quello
adottato dal gruppo non poteva non attirare l'attenzione del
PMRC, l'associazione moralistica costantemente impegnata nel
reprimere la liberta' d'espressione dei musicisti non integrati
attraverso gli strumenti della censura.
Discografia: In
the Name of the Suffering (Century
Media), 1992: Dopesick, 1996; Southern Discomfort,
2000; Confederacy of Ruined Lives, 2000; 10 Years
Of Abuse (And Still Broke (Century Media), 2001 |
The Rock
and Horror Encyclopedia © Stefano Marzorati 1999/2004
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