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L'esorcista
25 anni dopo: due capitoli del libro di Daniela Catelli disponibili
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L'ESORCISTA (THE EXORCIST, 1973), regia di William Friedkin; Interpreti:
Ellen Burstyn, Max von Sydow, Lee J. Cobb, Kitty Winn, Jack MacGowran,
Jason Miller, Linda Blair; Usa
LA RIVOLUZIONE DELLESORCISTA...
Sono passati trent'anni anni da quando il termine "possessione
demoniaca" entro' prepotentemente nelle coscienze di milioni
di telespettatori sparsi in tutto il globo terrestre. Mai prima
di allora il "culto di Satana" nonche' le relative metafore
sul male piu' estremo immaginabile erano stati trattati in maniera
cosi' scioccante, inusitamente violenta.
E' il 26 Dicembre 1973, giorno di Santo Stefano: viene proiettata
per la prima volta sui grandi schermi una terrificante, agghiacciante
pellicola su
di uno (scottante, assai per l'epoca) tema all'interno del quale
nessuno si era mai praticamente imbattuto. Prima dell'ESORCISTA
(regia di William Friedkin, gia' Oscar per il capolavoro
poliziesco da lui diretto due anni prima, IL BRACCIO VIOLENTO
DELLA LEGGE, protagonista un debordante Gene Hackman)
la figura di Satana aveva ricevuto scarne, blande rivisitazioni;
semmai la sua tetra, inquietante presenza si poteva palpare, percepire
sotto le sembianze di "mostri" passati alla storia del
genere horror, quali Frankenstein, il Conte Dracula (od Orlock,
vedi primo
memorabile "saggio" sul Principe dei Vampiri, Nosferatu,
di Murnau, 1922), Dottor Jekyll e Mr. Hyde, Il Fantasma dell'Opera,
di sicuro essa era una presenza "implicita", una delicata,
sottile perversione accennata, ma mai approfondita del tutto.
Conl l'Esorcista il magma malefico incandescente eruttato
dal Diavolo acquista per la prima (e forse unica) volta una dimensione
a 360°, una forza di inesauribile, inconvertibile male vomitato
sullo spettatore sotto forma di estrema, incalcolabile fisicita'.
Il sottoscritto ha sempre vivacemente sostenuto il Cinema Horror,
dovesse venire suddiviso, idealmente, in due, antitetiche ere: l'era
che precedette l'Esorcista, e quella che lo succedette. In
brevi, succinte parole: grazie all'Esorcista, il cinema fantastico
avrebbe assistito alla sua piu' grande rivoluzione "stilistica-horror-visiva":
c'era un "prima", e ci sarebbe stato un "dopo":
l'Esorcista avrebbe funto da punto transitorio nonche' a legittimo
, ufficiale ingresso nell'era del Cinema Horror Moderno.
Nessuno aveva mai concepito il tema thriller in ambito cosi'
spregiudicamente "demoniaco-possessivo", e con tale feroce
visualita' e trascendenza.
L'Esorcista non e' solamente un grande, insuperato noir
dell'orrore, ma, lungo l'arco di questi trent'anni, ha acquistato
via via le sembianze di un peso, quasi di una maledizione dalla
quale risulta impossibile liberarsene. Una pellicola di straordinario
impatto visivo, in grado di "portarti via" occhi, cuore
(soprattutto) e mente. Lo si potrebbe definire, senza alcun risparmio
di personali vedute, un "sadico, abominevole attentato alle
coronarie", tale e' la potenza delle immagini, l'espressivita'
del maleficio gettata sadicamente sulll'incauto, per sempre segnato
spettatore. Un perfetto, terremotante connubio di fisicita' e "psichicita":
l'una compensa l'altra, e quando agiscono nello stesso momento il
risultato e' quanto di piu' terribile e pauroso si possa immaginare.
All'interno di un contesto simile gioca un ruolo di assoluta importanza
la sceneggiatura di William Peter Blatty, per la quale lo
scrittore vinse (strameritatamente) l'Oscar: essa e' la perfetta
sintesi di tutti gli screenplay dei 30 anni prossimi a venire,
naturalmente per quel che concerne il genere fantastico: la Sacra
Bibbia subisce uno scioccante, imprevisto scossone, spesso viene
attaccata, ridicolizzata, rivoltata su se stessa, massacrata, ribaltata
a piacimento dalla opprimente teatralita' "schizzata"
dal corpo ("distorto", deformato dal Demone possessore)
della disgraziata Reagan (una straordinariamente intensa, indimenticabile
Linda Blair, per sempre psichicamente "condannata",
e non poteva essere certo diversamente, dallinterpretazione
offerta ne l'Esorcista).
Lo sconcerto e' il piu' lampante, ovvio comune denominatore per
un'opera ancora in grado di stupire e catalizzare l'occhio umano
indirizzandolo verso il piu' grande spettacolo grandguignolesco
mai apparso sulla scena. Tutto cio' che sarebbe venuto dopo l'Esorcista
ci apparira' come scontato, noioso, prevedibile: per anni si credera'
(infaustamente) che possano bastare effettacci scenici (alquanto
di dubbio gusto) onde spaventare una folta platea, la quale al massimo,
oramai abituata alle sconcezze sacrileghe del masterpiece
di Friedkin, potra' attendersi non piu' di qualche scia di vomito
bollente o un paio di crocefissi rivolti al contrario....
Allora il termine splatter non esisteva: film il cui epicentro
era rappresentato da corpi sventrati o piu' semplicemente divorati
da morti viventi non costituivano ancora il palinsesto horrorifico-visivo
a cui tutti oggi, piu' o meno, siamo abituati. Ne L'Esorcista
vengono tracciate anche le prime coordinate di questo nuovo ...
"movimento": come mai altro si potranno definire le orde
di poltiglia verdastro-incandescente gettate a folle velocita' dalla
posseduta Reagan?...
Una caratteristica di estrema peculiarita' riguardante questa pellicola
sta nell'accuratissimo, mai debordante dosaggio di effetti speciali
e trovate sceniche: la grandezza del film e' (soprattutto, a mio
vivacissimo, incontestabile parere) insita nella perfetta, maniacale
misurazione degli elementi scenici che hanno reso l'Esorcista
un fenomeno cinematografico di assoluta unicita'.
In definitiva, grazie a questa trasposizione cinematografica delleterno
scontro tra Bene e Male, Satana viene introdotto alla psiche umana
dellaspettatore come anima astratta e senza volto,per poi,
nel proseguio del film, apparire in una forma progressivamente fisica,
assumendo connotati ultra-macabri e deformi, evidenziato dal monumentale,
a tratti quasi glam-kitsch, trucco attraverso il quale il
maleficio compie prodigi di estetica e contorsione mai escogitati
e poi tradotti in scena prima dellavvento di questo capolavoro
per antonomasia del cinema fantastico. Elementi hard-gothic-core
e torture psichiche si fondono in un melting pot insuperato e di
grande appeal.
E dopo essersi divertito a squarciare, ledere e assalire milioni
di menti umane, Sua Grande Entita del Male il Diavolo fara
presto ritorno nella piu abituale dimora, quella
astrattezza implicita sepolta (ma mai del tutto cancellata) dai
grandi lati oscuri che la vita, quando meno te laspetti, e
in grado di offrirti
per non lasciarti mai piu
© 2003
Alan Tasselli - per gentile concessione dell'autore
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