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Vampire Effect
2005
recensione di Paolo Ferrara

VAMPIRE EFFECT

Le Twins sono una coppia di giovanissime cantanti che furoreggiano in quel di Hong Kong. Charlene Choi e Gillian Chung sono due deliziose e frizzanti bamboline, che hanno deciso presto di accompagnare ai grandi successi discografici una sortita nel mondo del cinema.
Dopo varie pellicole, principalmente delle commedie, dal 2000, eccole protagoniste di The Twins Effect (2003), ribattezzato in occidente come Vampire Effect, un film che mescola commedia, horror e kung-fu con una forte dose di ottimi effetti speciali.
Piacevole e gustoso, Vampire Effect è una di quelle sorpresine del mercato dvd italiano. Una di quelle cose che non ci si aspettava di vedere.

L’edizione è essenziale, con il solo film e le due lingue, originale (cinese sottotitolato) e italiano, ma ci si può accontentare.
Inoltre, come capita spesso alle pellicole orientali nel loro viaggio verso l’occidente, il film è tagliato (ma un paio di momenti sono stati reinseriti, mistreriosamente, durante i titoli di coda).
Il film è una specie di risposta cinese a Buffy The Vampire Slayer. I vampiri sono tra noi ed esistono cacciatori il cui scopo è sterminarli.
Il conte Deskotes, potente vampiro, sta uccidendo i principi della razza dei vampiri per ottenere le chiavi di un segreto che gli darà la possibilità di uscire al sole. A fronteggiarlo Reeve (interpretato da Ekin Cheng, già protagonista di pellicole come A Man Called Hero), un cacciatore di vampiri, a cui si affiancheranno la pepata sorellina, la nuova assistente e l’ultimo principe vampiro rimasto ancora in vita. Inutile dire che le due ragazze in questione sono le Twins, così come è inutile raccontare di come le due si innamoreranno rispettivamente di cacciatore e vampiro.
Il film scivola via rapidamente, tra gag e umorismo tipicamente cinese, combattimenti spettacolari e qui e là trovate di sceneggiatura particolarmente gustose.
A tratti, forse, la regia di Dante Lam scivola un po’ nel confusionario, ma nel complesso si comporta dignitosamente.
A impreziosire la pellicola c’è poi un cameo niente male, quello di Jackie Chan, che ci regala un siparietto comico e un immancabile (e spassosissimo) scontro acrobatico con un paio di vampiri.
Leggero e senza pretese il film assolve egregiamente al suo compito di puro entertainment.
In patria ha riscosso un discreto successo, dando vita a un Twin Effect 2 – The Huadu Chronicles 2: Blade Of The Rose, proiettato anche in Italia in occasione del 22° Torino film festival.
In realtà non si tratta di un vero seguito. Torna una parte del cast, ma si tratta di un film completamente differente. Questa volta l’ambientazione non è più contemporanea, ma ci si sposta in un mondo fantasy di guerrieri e magie, offrendo come sempre una buona dose di kung-fu, ottimi effetti speciali, commedia e ancora un cammeo (qui uno spettacolare combattimento nella fucina di un’armeria) di Jackie Chan. Tra l’altro questa volta uno dei due protagonisti maschili ad accompagnare le due Twins è l’esordiente Jaycee Chan, figlio di Jackie! I registi invece questa volta sono due: Patrick Leung (per anni coautore di registi come John Woo e Johnny To) e Corey Yuen, e che oltre a dirigere alcuni film ha coreografato le sequenze di combattimento di molte pellicole di Jet Lee.
Il risultato è un film ancor più piacevole, che speriamo faccia prima o poi capolino tra le bizzarre sorprese della distribuzione italiana di dvd.
Un ultima piccola curiosità: Charlene Choi appare anche nel cast dell’ultimo film che Jackie Chan ha girato ad Hong Kong nel 2004, New Police Story, spettacolare e intelligente action movie (forse il miglior film mai girato da Jackie Chan) che dovrebbe essere distribuito nelle sale italiane nei prossimi mesi.

© 2005 Paolo Ferrara - per gentile concessione dell'autore