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ARRIVANO
ANCHE IN ITALIA LE ULTIME NOVITA' DELLA TROMA...
The Toxic Avenger
IV: Citizen Toxie. Regia: Lloyd Kaufman - distribuzione Arstone
Communication
Apocalypse Soon
- The Making of Toxic Avenger IV: Citizen Toxie. Regia: Lloyd Kaufman
- distribuzione Arstone Communication
Chi conosce la Troma sa già cosa aspettarsi predisponendosi
alla visione: film horror a basso -bassissimo!- costo. Di quelli
che uno spettatore medio arriva a chiamare trash o, negandogli anche
questo status, semplicemente porcate. Eppure qualcuno
(ve lo giuro!) arriva a definire queste produzioni una valida
alternativa allimperante omologazione del cinema mainstream
e qualcun altro si spinge a decantarle come affascinante e
imprescindibile esperienza di vita. Tantè che
in America è impossibile, in un modo o nellaltro, ignorare
la Troma.
La Troma è oggi diventata sinonimo di una filosofia indie,
low budget e freaky, che in trentanni, soprattutto
attraverso i tratti deformi del proprio portabandiera, The Toxic
Avenger, si è insinuata nella coscienza del pubblico
statunitense, fin dalla più tenera età, con una meditata
e fortunata strategia di marketing: dalla serie a cartoni
animati Toxic Crusaders, realizzata nel 1991 dalla stessa
casa di produzione che aveva rincoglionito mezzo mondo con le Teenage
Mutant Ninja Turtles, alle godibilissime action figures della
Playmates dello stesso anno; dal videogioco per NES della Bandai
del 1992 - per soli irriducibili otaku e hardcore gamers,
a quanto mi dicono-, a quello per Pc Toxic Mayhem: The Troma
Project del 2002, passando magari per le due serie a fumetti
della Marvel, The Toxic Avenger (11 numeri) del 1991 e Toxic
Crusaders (8 numeri) del 1992, e per la raccolta di cards (88
pezzi più otto ologrammi) della Topps, del 1991. Discorso
a parte, meriterebbe forse -a dimostrazione che i due padri fondatori
dello Studio, Lloyd Kaufman e Michael Herz, sono tuttaltro
che due sprovveduti - la massiccia presenza in rete, terreno quanto
mai battuto dalla tipologia classica di appassionati della casa.
Ma, al di là di questi cavalli di Troma (sic),
il Troma-pensiero nasce grazie ai film. E da lì si è
diffuso e ha contaminato gli altri mezzi con cui è entrato
in contatto, mietendo vittime perfino nella cosiddetta MTV generation
-i sintomi sono rintracciabili per esempio nel video di Moby
in cui appare, oltre allo stesso Toxie, unaltra icona dello
studio, il variopinto e fracassone Sgt. Kabukiman.
In Italia nei primi anni Novanta, Toxie & c. fecero una breve
comparsata grazie alla distribuzione di una piccola etichetta indipendente,
a cui seguì un breve ciclo su Tele+. Qualche anno fa toccò
invece a una serie di videocassette uscite in edicola nella collana
American Trash. A parte questi episodi sporadici però, la
Troma non ha mai avuto una distribuzione organica nel nostro Paese.
Colma oggi questa lacuna la romana ArStone,
che si propone quasi come filiale italiana dello studio newyorkese,
esordendo con la distribuzione in dvd, in unedizione ottimamente
curata, del titolo a più alto budget prodotto finora,
ovviamente con protagonista il solito Vendicatore Tossico, The
Toxic Avenger IV - Citizen Toxie, accreditato questa volta al
solo Lloyd Kaufman.
Ma prima un po di storia.
Alle origini della Troma troviamo film sexy e commedie adolescenziali
con abbondante esposizione di anatomie femminili, opere che comunque
non si distinguevano in nessun modo dalla miriade di prodotti analoghi
di quegli anni. Poi la folgorazione, concentrarsi su una linea di
produzione che puntasse alleccesso (con punte che arrivassero
allestremo) e al gore, e che desse allo Studio quel tratto
distintivo che fece la sua fortuna e che lavrebbe reso famoso
in tutto il mondo. Il primo The Toxic Avenger uscì
nel 1984. E fu un clamoroso successo, se non altro in termini di
visibilità. Contro ogni previsione. Non per la trama, suppongo:
Melvin, un giovane nerd, viene spinto da alcuni coetanei
in un fusto di scorie nucleari e si trasforma nel primo supereroe
del New Jersey, The Toxic Avenger, un essere deforme -secondo la
leggenda, la truccatrice Jennifer Aspinall si ispirò
allarte cubista - che combatte il male in tutù rosa
e armato di spazzolone! Rimarchevoli, invece, la messa in scena,
potente e visionaria, e le tematiche rigorosamente e pervicacemente
politically uncorrect. A questo primo episodio seguirono
due sequel nel 1989, finanziati in parte da una casa di produzione
tedesca, la Vestron. In realtà doveva trattarsi di un solo
film, ma vista la complessità della trama e la quantità
di girato, i due genietti dietro la macchina da presa decisero di
suddividerlo in due parti, riuscendo a far sborsare altri soldi
al partner europeo. Nella prima (The Toxic Avenger Part II, 1989),
Toxie si reca in Giappone, utilizzando un singolare mezzo di trasporto
- un surf! -, per trovare suo padre
e ucciderlo. Tornato a
Tromaville, scopre che la Apocalypse Incorporation ha approfittato
della sua assenza per trasformare la ridente cittadina (!) nella
capitale mondiale del rifiuto tossico. Fondamentale
per la realizzazione del progetto fu lapporto dei numerosi
fan giapponesi, per i quali Toxie nulla aveva da invidiare alle
più psicotroniche icone del proprio Paese. Nel
terzo (The Toxic Avenger III The Last Temptation of Toxie,
del 1990) assistiamo quindi alla resa dei conti tra Toxie e il Diavolo
in persona, ovviamente a capo della bieca multinazionale, non prima
però che questultimo abbia tentato il protagonista,
trasformandolo in un terrificante -questo sì!- yuppie.
Citizen Toxie arriva a negare, nel voice over del
teaser (recitato dal papà dellUomo Ragno, il
sorridente Stan Lee), la leggittimità dei due seguiti.
La trama è un pretesto per presentare la controparte malvagia
di Toxie, Noxie, giunto a Tromaville in seguito a unesplosione
che ha aperto un varco dimensionale tra le due realtà parallele.
Ovviamente, secondo le regole canoniche di questo meccanismo narrativo,
il vero Toxie si ritrova nella distopica Amortville. Fin qui, tutto
nella norma. Eppure, frugando tra frattaglie, ettolitri di sangue
e violenza gratutita è evidente, se non limpegno, almeno
un tentativo di critica politico/sociale. Il regista punta il dito
accusatore verso i vari problemi che affliggono la sua amata america:
la violenza giovanile (la Mafia del Pannolino che fa una carneficina
allinterno di una scuola per minorati), i problemi razziali
(la scena delluomo trascinato da un camioncino non può
non far pensare a un raccapricciante e recente fatto di cronaca),
lingerenza dei media (una critica senza peli sulla lingua
ai mezzi dinformazione e alla gestione mediatica del massacro
alla Columbine) e la religione (la Sacra Bibbia usata come mannaia
o Dio che viene interpretato da Hank, the Angry Drunken Dwarf, un
nano sboccato e perennemente arrapato!). Il film non scontenta gli
appassionati del genere e soprattutto della Troma, nonostante manchi
un po di organicità. Può stupire, forse, un
più limitato ricorso a scene pruriginose, ma nel documentario
sul making of del film, distribuito a parte in un altro dvd della
ArStone, il mistero della latitanza di tette, culi e accoppiate
lesbo ci viene finalmente svelato.
E a proposito del documentario Apocalypse Soon - The Making of
Toxic Avenger IV: Citizen Toxie, vale la pena di spendere qualche
parola in più. Nel corso degli anni lo stile della Troma
non sembra sia cambiato poi tanto. Quella che qualcuno ha definito
la sciatteria programmatica delle ultime produzioni
sembrerebbe frutto della sciatteria involontaria di
cui Loyd Kaufman, lo stralunato folletto volto pubblico della Troma
Inc., ha pian piano preso coscienza: da messa in scena volutamente
grottesca, ma involontariamente pedestre, a rilevante discorso di
riflessione metalinguistica (forse più in film come Terror
Firmer o Tromeo & Juliet che in questo The Toxic
Avenger IV!), comunque tratto distintivo della casa. Ebbene,
guardando il documentario, questa tesi viene irrimediabilmente a
cadere: di programmatico in questa sciatteria sembra non esserci
nulla, o quasi. I professionisti di cui si serve la Troma per le
riprese del film risultano degli incompetenti senza possibilità
di riscatto, per esempio lesperto di armi chiamato a sovrintendere
alla scena della sparatoria allinterno della scuola o lo stuntman
specializzato nel ruolo di
torcia umana. Anche il clima che
si respira sul set è assai diverso da quello che ci si sarebbe
potuti aspettare: non un clima scanzonato e goliardico, bensì
una tensione da nido di vipere. Troppo forse. Tanto che alla fine
delle due ore di documentario rimane il dubbio di aver assistito
soltanto a unaltra presa in giro del folletto Kaufman.
Nel più puro stile Troma, of course!
Comunque un making of che non sfigurerà nella vostra collezione,
accanto ai dvd di Taxi Driver e Manhunter.
© 2004 Glauco Guardigli - per gentile concessione dell'autore
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