Arrivano anche in
Italia le ultime novità della Troma
2005
recensione di Glauco Guardigli
• The Toxic Avenger IV: Citizen Toxie.
Regia: Lloyd Kaufman - distribuzione Arstone Communication
• Apocalypse Soon - The Making of Toxic
Avenger IV: Citizen Toxie. Regia: Lloyd Kaufman
- distribuzione Arstone Communication
Chi conosce la Troma sa già cosa aspettarsi predisponendosi
alla visione: film horror a basso -bassissimo!- costo. Di quelli che uno spettatore
medio arriva a chiamare trash o, negandogli anche questo status,
semplicemente porcate. Eppure qualcuno (ve lo giuro!) arriva a
definire queste produzioni una valida alternativa allimperante
omologazione del cinema mainstream e qualcun altro si spinge a decantarle
come affascinante e imprescindibile esperienza di vita. Tantè
che in America è impossibile, in un modo o nellaltro, ignorare
la Troma.
La Troma è oggi diventata sinonimo di una filosofia indie, low
budget e freaky, che in trentanni, soprattutto attraverso
i tratti deformi del proprio portabandiera, The Toxic Avenger,
si è insinuata nella coscienza del pubblico statunitense, fin dalla
più tenera età, con una meditata e fortunata strategia di marketing:
dalla serie a cartoni animati Toxic Crusaders, realizzata nel 1991 dalla stessa
casa di produzione che aveva rincoglionito mezzo mondo con le Teenage
Mutant Ninja Turtles, alle godibilissime action figures delle
Playmate dello stesso anno; dal videogioco per NES della Bandai del 1992 -
per soli irriducibili otaku e hardcore gamers, a quanto mi dicono-
a quello per Pc Toxic Mayhem: The Troma Project del 2002, passando magari
per le due serie a fumetti della Marvel, The Toxic Avenger (11 numeri) del
1991 e Toxic Crusaders (8 numeri) del 1992, e per la raccolta di cards
(88 pezzi più otto ologrammi) della Topps, del 1991. Discorso
a parte, meriterebbe forse - a dimostrazione che i due padri fondatori dello
Studio, Lloyd Kaufman e Michael Herz, sono
tuttaltro che due sprovveduti - la massiccia presenza in rete, terreno
quanto mai battuto dalla tipologia classica di appassionati della casa.
Ma, al di là di questi cavalli di Troma (sic), il Troma-pensiero
nasce grazie ai film. E da lì si è diffuso e ha contaminato
gli altri mezzi con cui è entrato in contatto, mietendo vittime perfino
nella cosiddetta MTV generation -i sintomi sono rintracciabili per
esempio nel video di Moby in cui appare, oltre allo stesso
Toxie, unaltra icona dello studio, il variopinto e
fracassone Sgt. Kabukiman.
In Italia nei primi anni Novanta, Toxie & c. fecero una breve comparsata
grazie alla distribuzione di una piccola etichetta indipendente, a cui seguì
un breve ciclo su Tele+. Qualche anno fa toccò invece a una serie di
videocassette uscite in edicola nella collana American Trash.
A parte questi episodi sporadici però, la Troma non ha mai avuto una
distribuzione organica nel nostro Paese. Colma oggi questa lacuna la romana
ArStone, che si propone
quasi come filiale italiana dello studio newyorkese, esordendo con la distribuzione
in dvd, in unedizione ottimamente curata, del titolo a più alto
budget prodotto finora, ovviamente con protagonista il solito Vendicatore
Tossico, The Toxic Avenger IV - Citizen Toxie, accreditato
questa volta al solo Lloyd Kaufman.
Ma prima un po di storia.
Alle origini della Troma troviamo film sexy e commedie
adolescenziali con abbondante esposizione di anatomie femminili, opere che
comunque non si distinguevano in nessun modo dalla miriade di prodotti analoghi
di quegli anni. Poi la folgorazione, concentrarsi su una linea di produzione
che puntasse alleccesso (con punte che arrivassero allestremo)
e al gore, e che desse allo Studio quel tratto distintivo che fece
la sua fortuna e che lavrebbe reso famoso in tutto il mondo. Il primo
The Toxic Avenger uscì nel 1984. E fu un clamoroso
successo, se non altro in termini di visibilità. Contro ogni previsione.
Non per la trama, suppongo: Melvin, un giovane nerd, viene spinto da
alcuni coetanei in un fusto di scorie nucleari e si trasforma nel primo supereroe
del New Jersey, The Toxic Avenger, un essere deforme - secondo
la leggenda, la truccatrice Jennifer Aspinall si ispirò
allarte cubista - che combatte il male in tutù rosa e armato
di spazzolone! Rimarchevoli, invece, la messa in scena, potente e visionaria,
e le tematiche rigorosamente e pervicacemente politically uncorrect.
A questo primo episodio seguirono due sequel nel 1989, finanziati
in parte da una casa di produzione tedesca, la Vestron. In realtà doveva
trattarsi di un solo film, ma vista la complessità della trama e la
quantità di girato, i due genietti dietro la macchina da presa decisero
di suddividerlo in due parti, riuscendo a far sborsare altri soldi al partner
europeo. Nella prima (The Toxic Avenger Part II, 1989),
Toxie si reca in Giappone, utilizzando un singolare mezzo di trasporto - un
surf! -, per trovare suo padre
e ucciderlo. Tornato a Tromaville, scopre
che la Apocalypse Incorporation ha approfittato della sua assenza per trasformare
la ridente cittadina (!) nella capitale mondiale del rifiuto tossico.
Fondamentale per la realizzazione del progetto fu lapporto dei numerosi
fan giapponesi, per i quali Toxie nulla aveva da invidiare alle più
psicotroniche icone del proprio Paese. Nel terzo (The
Toxic Avenger III The Last Temptation of Toxie, del 1990)
assistiamo quindi alla resa dei conti tra Toxie e il Diavolo in persona, ovviamente
a capo della bieca multinazionale, non prima però che questultimo
abbia tentato il protagonista, trasformandolo in un terrificante
-questo sì!- yuppie.
Citizen Toxie arriva a negare, nel voice over del
teaser (recitato dal papà dellUomo Ragno, il sorridente
Stan Lee), la leggittimità dei due seguiti. La trama
è un pretesto per presentare la controparte malvagia di Toxie, Noxie,
giunto a Tromaville in seguito a unesplosione che ha aperto un varco
dimensionale tra le due realtà parallele. Ovviamente, secondo le regole
canoniche di questo meccanismo narrativo, il vero Toxie si ritrova nella distopica
Amortville. Fin qui, tutto nella norma. Eppure, frugando tra frattaglie, ettolitri
di sangue e violenza gratutita è evidente, se non limpegno, almeno
un tentativo di critica politico/sociale. Il regista punta il dito accusatore
verso i vari problemi che affliggono la sua amata america: la violenza giovanile
(la Mafia del Pannolino che fa una carneficina allinterno di una scuola
per minorati), i problemi razziali (la scena delluomo trascinato da
un camioncino non può non far pensare a un raccapricciante e recente
fatto di cronaca), lingerenza dei media (una critica senza peli sulla
lingua ai mezzi dinformazione e alla gestione mediatica del massacro
alla Columbine) e la religione (la Sacra Bibbia usata come mannaia o Dio che
viene interpretato da Hank, the Angry Drunken Dwarf, un nano sboccato e perennemente
arrapato!). Il film non scontenta gli appassionati del genere e soprattutto
della Troma, nonostante manchi un po di organicità. Può
stupire, forse, un più limitato ricorso a scene pruriginose, ma nel
documentario sul making of del film, distribuito a parte in un altro
dvd della ArStone, il mistero della latitanza di tette, culi
e accoppiate lesbo ci viene finalmente svelato.
E a proposito del documentario Apocalypse Soon - The Making of Toxic
Avenger IV: Citizen Toxie, vale la pena di spendere qualche parola
in più. Nel corso degli anni lo stile della Troma non sembra sia cambiato
poi tanto. Quella che qualcuno ha definito la sciatteria programmatica
delle ultime produzioni sembrerebbe frutto della sciatteria involontaria
di cui Loyd Kaufman, lo stralunato folletto volto pubblico della Troma Inc.,
ha pian piano preso coscienza: da messa in scena volutamente grottesca, ma
involontariamente pedestre, a rilevante discorso di riflessione metalinguistica
(forse più in film come Terror Firmer o Tromeo
& Juliet che in questo The Toxic Avenger IV!),
comunque tratto distintivo della casa. Ebbene, guardando il documentario,
questa tesi viene irrimediabilmente a cadere: di programmatico in questa sciatteria
sembra non esserci nulla, o quasi. I professionisti di cui si serve la Troma
per le riprese del film risultano degli incompetenti senza possibilità
di riscatto, per esempio lesperto di armi chiamato a sovrintendere alla
scena della sparatoria allinterno della scuola o lo stuntman
specializzato nel ruolo di
torcia umana. Anche il clima che si respira
sul set è assai diverso da quello che ci si sarebbe potuti aspettare:
non un clima scanzonato e goliardico, bensì una tensione da nido di
vipere. Troppo forse. Tanto che alla fine delle due ore di documentario rimane
il dubbio di aver assistito soltanto a unaltra presa in giro del folletto
Kaufman.
Nel più puro stile Troma, of course!
Comunque un making of che non sfigurerà nella vostra collezione,
accanto ai dvd di Taxi Driver e Manhunter.
© 2004 Glauco Guardigli - per gentile concessione dell'autore
