APRILE 2002
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Fantomas - Millennium Monsterworks: Bizzarro e selvaggio questo disco dal vivo (registrato da Slim's a San Francisco la sera del Capodanno 2000) arriva dal supergruppo underground Fantomas, tra le cui fila militano Buzz Osborne dei Melvins e l'ex frontman dei Faith No More Mike Patton. In scaletta brani dei Fantomas e dei Melvins. Diciotto episodi che, con titoli come "Musthing with the Phunts" e "Liquorton Gooksburg" si rivelano esercizi di stranezza musicale ed eccesso. Quando il chitarrista cantante Osborne si unisce a Patton nei Fantomas, (la cui formazione include anche Dave Lombardo, ex Slayer) scaturisce una cacofonia di influenze, dal death metal allo sperimentale fino ai Black Sabbath. In Millennium Monsterwork troviamo in scaletta "Hooch" e "Night Goat" (tratte dall'album dei Melvins Houdini), "Mombius Hibachi" (da Honky), "Cape Fear" e la versione gotico punk metal di "The Omen," apparse originariamente sull'album d'esordio dei Fantomas, Director's Cut , il noise doloroso di "White Men Are the Vermin of the Earth, il rock crudo di "Ol' Black Stooges," e l'inquieta e sinistra "Skin Horse." Potere e libertà attraverso il caos...
drive segnala anche:

Mark Eitzel - Music for Courage & Confidence
Wilco - Yankee Hotel Foxtrot: Il quarto album dei Wilco offre canzoni che iniziano in modo elegiaco e pieno di grazia - Ashes of American Flags e Poor Places - e si chiudono in un'esplosione catartica di distorsione. Accanto a loro coesiste il pop di brani come Heavy Metal Drummer. Mixato dallo "sperimentatore" Jim O'Rourke e prodotto dalla band, Yankee Hotel Foxtrot ci riporta indietro a un tempo quando le parole "pop" e "avventurismo sonico" erano reciprocamente legate. I Beatles e Kurt Cobain lo sapevano bene, e così anche Jeff Tweedy e soci.
Brian Ferry - Frantic
Wishbone Ash - Argus (ristampa): Terzo album nella corposo disocgrafia del gruppo, "Argus" (1972) vede all'opera la classica line up: Andy Powell alle chitarre (Gibson Flying V) e alla voce, Ted Turner alla chitarra (Fender Strat) e voce, Martin Turner al basso e alla voce e Steve Upton alla batteria. Votato come miglior album dell'anno all'epoca della sua uscita dalle più titolate riviste britanniche, Argus mette in mostra lo stile unico della band, le cui influenze spaziavano dal progressive rock al folk, dal jazz al blues/boogie. Brani come "Time Was" e "Sometime World" evolvono da aperture acustiche verso sviluppi ed epiloghi più rockeggianti. "Blowin' Free" é forse l'inno della band e la chiarezza del remix permette di apprezzare meglio l'approccio armonico delle chitarre. Anche il basso di Martin Turner sembra essere più in primo piano nella nuova versione remixata di "Argus". "The King Will Come", una canzone sul secondo avvento divino, contiene uno dei riffs più azzeccato della storia del rock. "Leaf And Stream" mostra invece l'approccio più folk/rock del gruppo. "Warrior" e "Throw Down The Sword" concludono l'album e sviluppano perfettamente le suggestioni della copertina, sviluppata da Storm Thorgerson per Hipgnosis . Il successo dell'album permise loro di aprire il tour degli Who nel 1972. L'ep "Live In Memphis" fu registrato durante questo periodo e propone tre dei loro migliori pezzi: il boogie di "Jail Bait", "The Pilgrim" (entrambi dal secondo disco della band) e "Phoenix" (tratta dal primo album).
Medeski, Martin and Wood - Uninvisible
Elvis Costello - When I Was Cruel: Dopo una serie di buone ma qualche volta un po' esangui collaborazioni con Sophie Van Otter, Bill Frisell, e la London Symphony Orchestra, Elvis Costello ci regala il suo album più viscerale. Riunito per l'occasione con metà degli Attractions, Pete Thomas and Steve Nieve, Costello si riallaccia alle taglienti melodie new-wave che avevano consacrato la sua reputazione nei tardi anni '70s e '80, rivitalizzandole con potenti nuovi tocchi, grazie anche all'uso di samples, loops e di strumenti atipici. Anche sul piano dei testi l'artista ritorna brillante, come lo era stato in Blood & Chocolate.
in uscita a giugno: Heathen, di David Bowie

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