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DIARIO AMERICANO – Promemoria cinematografici di uno spettatore qualunque


DONNIE DARKO di R. Kelly
I casi clinici, non essendo io uno psicoterapeuta, mi interessano poco nella vita vera, figuriamoci al cinema. Ma quando scopri che un diciottenne schizofrenico, impasticcato dalla psicologa, malconsigliato da un amico immaginario alto due metri e con la faccia da coniglio horror, ha più acume della maggior parte delle persone che lo circondano, allora la faccenda si fa interessante. E’ vero, l’amico coniglio gli fa compiere gesti trasgressivi e criminali, ma come non plaudire quell’ascia ficcata nella testa del mostruoso monumento che troneggia all’ingresso della scuola? Sui contenuti del film, militanti e sociologici, si innesta inoltre una “delirante” e affascinante teoria delle pieghe del tempo. Ma, a parte gli ingorghi spazio-temporali, forse si voleva dimostrare una sola importante cosa: sacrificare se stessi per salvare la persona amata, pardon, il mondo, è sempre un gesto apprezzabile.

GLI INCREDIBILI di B. Bird
Finalmente un film che ridà dignità al fumetto: non pupazzi in calzamaglia, ma esseri senzienti e pensanti, anche se in costume da supereroe. Una prima parte più riflessiva, con scenografie suggestive di ambienti mobiliati con classe, costruita su problemi quotidiani e frustrazioni per una società che privilegia i furbi e danneggia i “buoni”; e una seconda parte, tutta d’azione divertita degna del miglior James Bond, ti triturano amabilmente e abilmente nella vicenda raccontata. A un certo punto non te ne frega niente se i personaggi sono in computer grafica, potrebbero essere marionette alla Jirí Trnka, persone in carne ed ossa (sempre ammesso che nei film gli attori siano in carne ed ossa) tanto sei preso dall’intelligenza dell’operazione. Se hai amato la tua infanzia devi correre a vederlo.

HERO di Zhang Yimou
Lo sapevamo già, ma finalmente ci pensa Zhang Yimou ad esplicitare che l’iperviolenza cinematografica di molti film avventurosi (con poliziotti, samurai, moschettieri, cyborg, sceriffi…) è più vicina alle coreografie di un balletto spettacolare, leggiadro, volteggiante, che agli omicidi e alle guerre che rattristano la realtà quotidiana. Poi il regista di suo ci mette tutta la sapienza cinematografica di cui dispone e ne fa un’operazione estetizzante dove eroi, abiti dalle cromìe simboliche, elementi naturali come aria e acqua, la forza anche fisica della scrittura, ti fanno danzare sotto la pioggia, sulla cima degli alberi accompagnato da un codazzo di foglie svolazzanti, sul pelo dell’acqua… Da non perdere, se vi interessa per qualche ragione il bello.

MILLION DOLLAR BABY di C. Eastwood
Clint, il destroso Clint, mostra una ragazza lottare per divenire pugile. Dovrà vincere prima la sua squallida povertà, poi il suo essere donna, alla fine si avvicinerà al trionfo. Ma Clint non ce la fa, alla sua veneranda età, a raccontarci la fiaba di Cenerentola e ripiega su quella della piccola fiammiferaia. Da settantaquattrenne brillante e intelligente qual è, presentando tutta questa fisicità giovanile, fatta di allenamenti, botte, muscoli in azione, corpi elastici, gli diventa naturale mettersi a riflettere ad alta voce sulla sua decadenza fisica. Allora fa capitare alla sua bella e tonica campionessa un terribile incidente: così, vinto dalla malinconia della malattia (filmica e finta) e della propria vecchiaia (vera e incombente) finisce per diventare un po’ triste e patetico. Ma due cose belle rimangono: la prestanza maschia e adorabile della protagonista e le straordinarie domande piene di humour che Clint si pone su Dio.

APPUNTAMENTO A BELLEVILLE di S. Chomet
Vai a vedere dei film tragici e li trovi talmente falsi che ti fanno ridere. Vai a vedere un cartone animato (roba da poppanti) e assapori cinismo, pietas, violenza, dolcezza e riflessioni (amare? veritiere? scandalose? necessarie?) sulla vecchiaia. Me lo compro il DVD, porca vacca! C’è il ciclismo (l’ultimo delirante sport proletario), c’è un bambino problematico e la sua nonnina baffuta, c’è un cagnone obeso e la città con le sue case, le sue strade, i suoi trasporti che invadono e maltrattano ogni cosa, ci sono dei gangsters cattivi da eliminare con le bombe a mano di tre vecchiette ex stelline del varietà… Se vi interessa il cinema, non quella burletta piccolo borghese e diabolica che è la TV, non dovete assolutamente perderlo.

© Giampaolo Mascheroni 2005 - per gentile concessione dell'autore

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