Devil: Il Diavolo Custode
di Kevin Smith e Joe Quesada
Mondatori Best Sellers

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UN REGISTA DI LARGHE VEDUTE E UN SUPEREROE CIECO... di Paolo Ferrara

Suggerire a chi legge il fumetto occasionalmente, o a chi proprio non lo legge, una storia pubblicata all’interno di un mensile è poco pratico. O hai la possibilità di prestargli fisicamente i numeri che ti interessa fargli leggere, oppure speri in quei pochi che incuriositi si prendano la briga di andare in una fumetteria, luogo dove probabilmente molti non hanno neppure mai messo piede, e si mettano a scartabellare alla ricerca di quei cinque o sei numeri di quella determinata rivista. L’immagine mi pare piuttosto utopistica. Ma a volte, misteriosamente, l’editoria italiana decide di farci qualche gradita sorpresa e capita che la Mondadori decida di infilare in uno dei suoi economici Oscar, volumetti che raggiungono persino i supermercati, proprio la storia che avevi voglia di consigliare in giro. Rosso sgargiante, una bella copertina e la scritta Devil in grande: non si può dire che il volume non si faccia notare. Cominciamo con l’ovvio: il volume raccoglie un gruppo di storie, un arco narrativo completo (cioè con un inizio ed una fine e leggibile da solo) per essere precisi, tratto dalla serie regolare di Devil, L’uomo Senza Paura, come suggerisce il titolo. Prima digressione: per chi non lo sapesse Devil è un supereroe Marvel i cui “superpoteri” si limitano ad un incredibile sviluppo di tatto, olfatto, udito e gusto a causa di un incidente con cui è entrato in contatto con sostanze particolari che lo hanno reso cieco. Sì, Devil è un supereroe cieco che di giorno fa l’avvocato e la sera pattuglia Hell’s Chicken, uno dei quartieri bassi di New York, in giro per i tetti. Il personaggio fece il suo salto di qualità quando cominciò a lavorarci un certo Frank Miller che realizzo storie intense e indimenticabili. Per quanto riguarda la miniserie pubblicata in questo volume, ci troviamo ad avere a che fare con un eccezionale stranezza, soprattutto per tre validi motivi: l’autore, la trama e i suoi sviluppi, la collana in cui è inserita in originale la storia. Con il terzo motivo ci si sbriga in fretta: per tentare di rivitalizzare alcune serie un po’ sotto tono, sia per qualità artistica che per vendite, la Marvel varò un progetto chiamato Cavalieri Marvel, affidato in gestione a Joe Quesada, autore di discreto successo nel campo dell’autoproduzione. Quesada raccolse un gruppo di autori e fece il suo lavoro. Il risultato è che ora è diventato l’editor in chief, cioè gestisce tutte le testate, non solo quelle relative al progetto Cavalieri Marvel, risollevandole, sia qualitativamente che a livello di vendite. Devil è stato uno dei personaggi inseriti nel progetto Cavalieri Marvel dopo i primissimi successi e Joe Quesada decide di affidare il primo ciclo di storie, che disegnerà lui stesso, al regista Kevin Smith. Sì, regista. Kevin Smith è il regista di una serie di ottimi film indipendenti passati quasi in sordina (quelli che sono passati..) qui da noi ma molto apprezzati. Qualcuno di voi avrà pur visto o sentito parlare di Clerks, In cerca di Amy o di Mallrats, in Italia tristemente chiamato Generazione X. Il suo ultimo film, nonché il più atteso e discusso, Dogma qui, nella patria del Vaticano, non è mai arrivato. Seconda digressione: Kevin Smith è un regista grazie alla sua passione per i fumetti. Agli albori della carriera vende la sua intera collezione di fumetti per trovare i soldi con cui realizzare Clerks. Il film in America ha successo e il regista prosegue realizzando i successivi. Con i ricavati prima ricompra tutti i fumetti venduti, poi si apre la sua fumetteria. Ma il suo rapporto con il mondo del fumetto non è così semplice. Intanto i due personaggi che appaiono in ogni suo film, Jay e Silent Bob (Bob il taciturno, interpretato da…Kevin Smith!), diventano i protagonisti di una serie a fumetti, sempre scritta da lui e di ottima fattura (ne è appena uscito un volume in Italia per la Macchia Nera editrice, in fumetteria, nel caso..) che portano avanti le tematiche dei suoi film. Uno dei suoi film, In cerca di Amy ha per protagonista proprio un fumettista (che realizza un fumetto su Jay e Silent Bob). Scrive la sceneggiatura del prossimo film su Superman, ma gli viene bocciata perché troppo legata alla serie a fumetti e quindi di difficile comprensione per chi non conosce il personaggio. Ed infine diventa un entusiasmante scrittore di fumetti.

Questa di Devil è la sua prima prova su di un supereroe. Ed eccoci al terzo motivo di stranezza di questo volume: Kevin Smith imbastisce una storia sconvolgente, bella e complessa. Prende il personaggio e lo lancia ad alta velocità, aspettando di vedere che accade. Devil è un personaggio di una certa religiosità (la madre si è fatta suora, tra le altre cose), con una storia passata fatta di perdite, sconfitte e rinascite. Smith lo prende o lo porta all’estremo, lo accompagna sul baratro pronto a dargli una spinta. Insinua il dubbio e la follia in un cast di personaggi mai tanto umani, mai tanto vulnerabili, mai tanto mortali. Kevin Smith arriva e colpisce dritto sul muso e in maniera inaspettata. Una miniserie splendida e stupefacente. Certo, il formato Oscar Mondadori sacrifica un po’ gli ottimi disegni di Quesada (un bizzarro mix con vago sapore di gotico e art nouveau), ma ben venga per se questo significa permettere una maggiore diffusione di questa splendida e piacevole lettura. E mentre vi lascerete affascinare da quest’incredibile narrazione io continuo a sperare che qualcuno pubblichi in italiano la nuova serie a fumetti di Green Arrow (Freccia Verde) ad opera del nostro regista, mentre giro per i videonoleggi con la speranza di trovare, almeno in home video, un edizione italiana di Dogma...

© 2001 Paolo Ferrara - per gentile concessione dell'autore

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