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DC Universe: una rivista mensile in un mondo di volumi, di Paolo Ferrara

Da tempo voci di corridoio davano ormai per morta la linea editoriale americana della Play Press. Prima la scomparsa dalle edicole (ovvero la scomparsa per il grande pubblico di personaggi icona come Batman, Superman o vagamente meno famosi Flash e Lanterna Verde, tanto per fare qualche nome a caso), poi un lungo periodo di pubblicazioni in volumi vaga ed incerta. Si diceva persino che il pantheon Dc Comics fosse ormai nelle mani di ben altra casa editrice italiana, pronta a sommergerci di scintillanti albi mensili. Il parco volumi Play Press si è però fatto sempre più organico e consistente, sia per numero che per qualità di proposte (tutt’altra cosa la qualità tipografica che ci ha spesso regalato volumi fascicolabili fin dalla prima lettura..) fino a quest’ultima nuova proposta che più che un colpo di coda come qualcuno pare vederci, sembra un’ennesima smentita, una dichiarazione del tipo “Noi siamo qui e siamo ben lungi dal volercene andare!”.
Ecco quindi DC Universe, antologico in formato rivista da libreria (subito dietro alla lezione di Wildstorm e Vertigo Presenta di casa Magic Press) che ripropone finalmente gli eroi DC mensilmente. L’idea di base da sola non può che solleticare la nuca di parecchi fan di vecchia data e le premesse contenutistiche non fanno che alimentare brividi piacevoli, con un piatto ricco e succulento. La formula vede una serie regolare accompagnata da una coppia di miniserie. E come titolo di punta scegliere Batman non può che far fibrillare. Ancor di più poi se la scelta è quella di partire dal nuovo ciclo narrativo scritto dall’ottima penna di Jeph Loeb, che tanto ci ha deliziato con le splendide miniserie in accoppiata con Tim Sale, e illustrato da un nome che, salvo sporadiche occasioni e copertine, mancava da tempo al tavolo da disegno, il talentuoso fondatore dei Wildstorm Studios nonchè uno degli autori che in passato regalarono maggior popolarità agli X-Men, Jim Lee. E solo questo porta il valore dell’albo alle stelle (commento simile che farà il vostro portafolgio, ma il mercato purtroppo è attualmente questo).

Nell’esordio di questa nuova rivista vediamo due “rinascite”. Un’ennesima rinascita del superuomo per eccellenza, ovvero un nuovo (buon) racconto ambientato tra i suoi primi passi nel nostro mondo, scritta da Mark Waid, autore che aveva già lavorato con Superman costruendo l’incredibile ed epico Kingdome Come e lavorando sulla JLA, e illustrata dal particolare Lenin Francis Yu, che ha guadagnato notorietà soprattutto sulle pagine di Wolverine. La seconda rinascita è di quelle capaci di far commuovere anche i fan più granitici. Sarà solo per sei numeri ma potremo tornare tutti a godere di una tra le più spassose serie dedicate al mondo superomistico. Potremo finalmente “riabbracciare” Blue Bettle, Buster Gold, Capitan Atom, Elongated Man, Maxwell Lord e non solo, ovvero i componenti che formavano la Justice League alla fine degli anni '80, per mano del un trittico che ce li fecero amare: Kieth Giffen, Jean Marc DeMatteis per i fantastici testi e quella meravigliosa lumaca (si intende per velocità d’esecuzione) di Kevin Maguire, maestro nel disegnare espressioni facciali. Ad aiutarlo nella sua lentezzail disegnatore Joe Rubinstein. Per quel che riguarda invece i contenuti “giornalistici” per ora siamo davanti all’elemento deludente.
Un po' scarni e, per quanto riguarda la pagina delle news, un pò troppo autoreferenziali e autopropagandistici (qualcuno ricorda ancora con affetto Play Magazine e forse sognava il ritorno di qualcosa di simile...).
Ma in fondo questo non è altro che il primo numero e siamo tutti pronti ad offrirgli il beneficio del dubbio e a mostrare tutto il nostro incoraggiamento.
Ci voleva, non deludeteci ragazzi!

© 2003 Paolo Ferrara - per gentile concessione dell'autore

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