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Gennaio 2002 Arti
AA.VV.,
Avant Miró, aprés Dalí. L'art catalan du XXème
siècle, Regione Autonoma Valle d'Aosta, Aosta 2001
Catalogo dell'omonima mostra dell'estate 2001, ultimissimo per conoscere
un momento dell'arte europea ancora poco noto al di fuori della
Catalogna, a parte i grandi maestri come appunto Miró, Dalí,
ma anche Picasso e Tapies (e ancora Gaudí, Gargallo, Gonzales).
Prima e dopo la dittatura franchista a Barcellona e dintorni all'inizio
del Novecento e in anni recenti la pittura ha espresso invece artisti
di valore, in sintonia con le correnti moderne degli altri Paesi.
Nella stessa collana editoriale anche splendide monografie su singoli
autori italiani come Piero Guccione, Giacomo Manzù, Sandro
Chia.
AA.VV.,
Cento anni di "Quarto stato", M&B Publishing, Volpedo
2001
Catalogo di una delle mostre che hanno celebrato nel 2001 il secolo
esatto del celebre quadro di Pellizza da Volpedo, senza dubbio la
tele più conosciuta della moderna pittura italiana. In questo
libro però si parla dell'utilizzo del Quarto stato in due
direzione per così dire extraartistiche, opposte e complementari
far loro: da un lato la politica, dall'altro i mass media. La sua
fortuna in questi cent'anni è infatti oscillata spesso fra
ideologia e comunicazione sociale, come mostrano, oltre le illustrazioni,
anche i saggi di Francalanci, Pernigotti, Tosini.
AA.VV.,
G. De Chirico, Villa Ponti, Arona 2001
Ancora una mostra a celebrare il genio di uno dei massimi artisti
del XX secolo, inventore della pittura metafisica e del ritmo al
classicismo, nonché ispiratore dell'avanguardia surrealista
e dei cosiddetti 'ritorni all'ordine'. Ciò che più
colpisce in De Chirico, ancor oggi, è la capacità
di variare sul tema dell'antica cultura greca (il discorso sul mito)
e di omaggiare continuamente se stesso, con un gusto ironico, che
pochi hanno colto in pieno. Nel catalogo, oltre le immagini, sono
presenti saggi di Velati, Cramella, Farina, Boscolo, nonché
interviste e scritti dello stesso De Chirico.
AA.VV.,
Segni e sogni della terra, De Agostini, Novara 2001
Il sottotitolo Il disegno del mondo dal mito di Atlante alla geografia
delle reti spiega solo in parte questo catalogo dell'omonima mostra
a Palazzo Reale di Milano (autunno 2001). Il libro tra l'altro ha
validità in sé come ottimo manuale che ricostruisce
la storia della cartografia e di come, in Occidente, gli uomini
dalla Preistoria ad oggi, hanno tentato di rappresentare il mondo
in maniera più o meno obiettiva, alcune volte condizionati
pesantemente dalle mitologie e dalle religioni, altre invece liberi
di applicare la ricerca scientifica al viaggio e alla visione.
Barbero
Giovanna, Licata. Il Giardino abitato, Verso l'Arte, Roma 2001
Catalogo di una mostra dedicata al pittore e scultore Riccardo Licata
(Torino, 1929) tra i massimi esponenti dell'astrattismo italiano.
L'iniziativa riguarda l'abbellimento del giardino del castello di
Rinco (Asti), appunto con opere lignee dell'artista, che anche quando
si cimenta con il movimento plastico resta coerente con la poetica
della sua opera su tela, carta, tessuto. Si tratta appunto di un
astrattismo che pare inventare misteriosi alfabeti segnici dai vivaci
colori che forma liriche geometrie che a loro volta paiono suggellare
il mondo della natura: non a caso a guardare queste scultore vengono
subito in mente le forme degli alberi senza foglie.
Berlin Isaiah, Le arti in Russia sotto Stalin, Archinto, Milano
2001
Il testo si compone di due relazioni che un funzionario inglese
(di origine lettone) stese dopo un viaggio in Urss quale incaricato
del Foreign Office. Da quando aveva lasciato il Paese nel 1920 a
soli undici anni molte cose sono cambiate: ed in effetti egli, contrando
anche intellettuali (dissidenti) di spicco come Pasternak e la Achmatova,
delinea un quadro angosciante del tipo di cultura che lo stalinismo
aveva imposto agli artisti e al popolo. Un librino utile per capire
le intolleranze del giorno d'oggi presso altre culture.
D'Amato
Gabriella, L'arte di arredare, Bruno Mondadori, Milano 2001
Il sottotitolo La storia di un millennio attraverso gusti, ambienti,
atmosfere, spiega appunto come la cosiddetta architettura d'interni
sia qualcosa di più che un semplice modo di sistemare sedie
o tavoli in uno spazio abitativo: l'arredamento indica infatti un
preciso livello di civiltà, entrando in gioco dialettico
con la Storia con la S maiuscola. Non si possono capire molti cambiamenti
epocali, senza osservare come essi si siano riflessi nella maniera
che l'uomo occidentale ha avuto e possiede e tuttora di circondarsi
di oggetti, suppellettili, mobilia.
Dante
Umberto, L'utopia del vero nelle arti visive, Meltemi, Roma 2002
L'esigenza del giorno d'oggi da parte del grosso pubblico di consumare
storie vere al cinema ed in televisione non è un fatto nuovo,
ma fa parte dell'immaginario sociale collettivo fin dai tempi della
preistoria con i graffiti rupestri. Ed in tal senso Dante analizza
e teorizza esemplarmente i legami tra le arti e la realtà
e la verosimiglianza, distinguendo tra epoche storiche e linguaggi
espressivi, confrontando le ere antiche con quella tipicamente novecentesca
dei mezzi di comunicazione di massa.
Duranti
Marco, Ponti Antonio Carlo (a cura di), Aeropitture di acque e di
colline, Effe, Perugia 2001
E' il catalogo della mostra svoltasi in Umbria, e precisamente a
Corciano e Tuoro sul Trasimeno, luoghi ameni, dove operò
l'autore futurista Gerardo Dottori, tra gli esponenti di
spicco della cosiddetto aeropittura, ovvero l'esperienza del Secondo
Futurismo (anni Trenta, ma per Dottori anche oltre) legata per così
dire all'esperienza tecnologica. Infatti i quadri che ritraggono
quei luoghi sono paesaggi visti dall'alto, o meglio dal volo di
un aereo con la prospettiva sfalsata che ne consegue e che dà
vita ad effetti di grandissima suggestione visuale.
Fiz
Alberto (a cura di), Il colore della musica. Sinestesie, Mazzotta,
Milano 2001
Quinta edizione nell'inverno 2001 dell'iniziativa della milanese
Fondazione Maimeri che mette a confronto musica e pittura (o arti
visive in genere). In questo è tocca al rock confrontarsi
coi linguaggi figurati, nel senso che sono presenti in mostra sia
musicisti pop che dipingono, sia un pittore famoso che s'ispira
spesso al sound giovanile. Risultato: appunto sinestesia interessantissime.
Da un lato Marco Lodola, dall'altro Jovanotti, Andy dei Bluvertigo,
i Timoria e Max Pezzali.
Gosso
Sandra, Psiconalisi e arte, Bruno Mondadori, Milano 2001
E' stato ovviamente Sigmund Freud il primo ad interrogarsi sull'argomento,
cercando di svelare il mistero della creatività artistica.
Poi su quest'argomento, come spiega Gosso in questa efficace sintesi,
sono interventi gli analisti della scuola anglosassone, tra cui
Melanie Klein e il suo allievo Wilfred R. Bion e ancora Donald Meltzner,
a sua volta un discepolo di quest'ultimo. Bion e Meltzner in particolare
sottolineano la priorità del conflitto estetico tra madre
e bambino quale nucleo originario della vita mentale.
Irace
Fulvio, Dimenticare Vitruvio, Il Sole 24 Ore 2001
Temi, figure e paesaggi dell'architettura contemporanea: questo
il sottotitolo di un libro che raccoglie gli articoli che Irace
ha pubblicato sul quotidiano Il sole 24 Ore di critica architettonica,
con particolare riguardo per i fenomeni recentissimi, ossia gli
edifici costruiti fra il 1998 e il 2001, senza dimenticare una serie
di profili sui grandi architetti del XX secolo. O Gehry, Meier,
Foster, Holl, Siza, Piano, Mendini, Calatrava, Herzog, Rossi, Libeskind,
Jerde dimostrano tutti (sia pur in maniere spesso diversissime tra
loro) come Vitruvio (ossia l'idea di classicità che ha dominato
per decenni) sia forse definitivamente abbandonata.
Jorn
Asger, La comunità prodiga, Editrice Zone, Rapallo 2001
Il celebre pittore astratto danese (1914-1973) fu assieme al filosofo
Guy Debord all'origine dell'Internazionale Situazionista, il movimento
intellettuale che raccoglie l'eredità delle avanguardie storiche,
anticipando le nuove sperimentazioni e le contestazioni globali
in tutto il mondo. In questa raccolta di scritti (tra cui uno di
Debord su Jorn e viceversa) troviamo la molteplicità degli
interessi dell'autore che in vita fu pure archeologo, architetto
selvaggio e agitatore politico. Per ricordare una stagione culturale
irripetibile.
Lia
Pierluigi, Il cantico di Chagall, Ancora Torino 2001
Un giovane teologo, docente all'Università Cattolica di Milano,
già autore di un bel saggio sulla michelangiolesca Pietà
Rondadini, analizza cinque quadri del pittore franco-russo Marc
Chagall, esposti al Museo del Messaggio Biblico di Nizza,
ed ispirati al Cantico dei cantici. La lettura di Lia è un
ottimo esempio di metodologia interdisciplinare in cui le ragioni
dell'arte si sposano a quelle della fede.
Montesano
Gian Mario, Mostra occidentale, Mazzoli, Modena 2001
Un album che raccoglie i quadri del pittore Montesano, aventi come
tema l'Occidente soprattutto nelle manifestazioni (spesso aberranti)
del XX° secolo. Le tele, spesso monocrome, o meglio simili ad
un film in bianco e nero, trasfigurano in maniera onirica e talvolta
metafisicheggiante personaggi, luoghi, ambienti, problemi della
storia novecentesca con un tocco realistico ed infantile che esprime
simbolicamente il dramma e l'angoscia di un passato ancora bruciante.
La presentazione è di Achille Bonito Oliva.
Perniola
Mario, L'arte e la sua ombra, Einaudi, Torino 2001
Tra gli studiosi di estetica più originali degli ultimi anni,
Perniola indaga il presente dell'arte, esaminando le tendenze più
recenti (come pure i movimenti culturali paralleli) fino a chiedersi
se esista veramente la possibilità di grandezza per l'arte
presente, contro i tentativi di commercializzazione che essa quotidianamente
subisce. La risposta sta in questa sua teoria dell'ombra: ossia
all'ombra del duplice atteggiamento di apocalisse e integrazione
(come direbbe Eco) ci sono invece nuove corrente che si concentrano
giustamente sul riconoscimento della difficoltà dell'arte.
Difficile da spiegare in poche parole, il libro, anche per la sua
brevità merita una spassionata lettura.
Trimarco
Angelo, Napoli ad Arte 1985/2000, Editoriale Modo Milano 2000
Una storia delle attività galleristiche nel capoluogo campano
durante questi ultimi quindici anni, a dimostrazione di come esistano
diversi spazi espositivi che a loro volta si legano alle maggiori
tendenze dell'arte contemporanea internazionale. Sfogliando il lungo
elenco di artisti di fama mondiale (italiani e stranieri) che hanno
esposto soprattutto in gallerie private ci si rende conto di come
anche Napoli stia vivendo un momento di frenetico impegno organizzativo.
Vallora
Marco (a cura di), Dal Divisionismo all'Informale, Mazzotta, Milano
2001
Catalogo dell'annuale mostra organizzata ad Acqui Terme, com'è
ormai consuetudine nel Palazzo Liceo Saracco (con una folta
appendice nell'area espositiva ex Kaimano), come dice il sottotitolo
si occupa di Tradizione, visionarietà e geometria nell'arte
in Piemonte 1880-1960. Viene quindi documentato il fondamentale
contributo che pittori (e scultori) attivi a Torino ed in altre
province hanno fornito a creare un'immagine della modernità,
attraversando o anticipando molti stili europei dall'art nouveau
alle avanguardie storiche fino alle nuove ricerche, di volta in
volta con Balla, Bistolfi, Carrà, Casorati, Cremona, Farfa,
Fillia, Fontanesi, Levi, Mastroianni, Morbelli, Pelizza, Rama, Rosso,
Spazzapan e decine di altri ancora.
Vergine
Lea, Ininterrotti transiti. Arte di fine secolo, Rizzoli, Milano
2001
Una raccolta di scritti apparsi su quotidiani, riviste, cataloghi
tra il 1988 e il 2000 sulle tendenze dell'arte contemporanea grosso
modo dagli anni Sessanta ai nostri giorni: nonostante il libro sia
di proposito asistematico (in quanto antologia eterogenea), esso
rivela comunque il gusto, la serietà, il rigore e soprattutto
la capacità dell'autrice di trasmettere al pubblico i messaggi
spesso contorni delle arti visive di fine secolo, con un'emancipazione
mentale che supera definitivamente ogni categoria preconcetta.
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