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Gennaio 2002/terza parte
Salvatori Dario, Di tutto un pop, Adnkronos Libri Roma 2001.
Il fine e l'idea di Salvatori sono un servizio
puntuale ed intelligente attorno ad un fenomeno che da mezzo secolo,
in campo discografico, radiotelevisivo, concertistico, vanta ormai
una messe quasi infinita di rituali, premi, classifiche, festival,
concorsi, record, attribuzioni talvolta certosine o plateali. Dallo
Zecchino d'Oro a San Remo, dal Cantagiro a Castrocaro, dai Grammy
Awards al Club Tenco, passando attraverso le inchieste sui 100 migliori
album del XX° secolo proposte da riviste straniere o referendum
popolari, l'elenco di questi 'servizi' è troppo lungo anche
per una rapida sintesi: ciò che conta, in questa guida preziosa
(e unica nel suo genere), è osservare come ormai la musica
non classica del Novecento, la si chiami giovanile, pop o rock,
abbia molto rapidamente acquisito le esigenze, i tratti, le dimensioni
di una moderna mitologia che, a sua volta, si nutre di eroi, semidei
e comuni mortali, spaziando tra arte e industria, creativitàe
mercato, estetica e mass media. In definitiva un libro non solo
per addetti ai lavori, ma anche simpaticamente diretto acuriosi,
esigenti, nostalgici, melomani, consumatori di dischi, napster,
musicassette.
Settimelli
Leonardo, Dal profondo dell'inferno. Canti e musica al tempo dei
lager, Marsilio, Venezia 2001
Il celebre etnomusicologo analizza un argomento
di solito rimosso dalle storie della musica: il rapporto con il
linguaggio sonoro che ebbero i milioni di ebrei rinchiusi nei campi
di sterminio. Settimelli racconta non solo ciò che i condannati
eseguivano o scrivevano, ma anche quanto erano costretti ad interpretare
o ascoltare dalle SS. Una grossa parte del libro è riservata
anche ai testi delle canzoni che parlano di deportazione, sterminio,
nazismo, con i punti di vista dei nuovi cantautori sull'argomento
medesimo.
Shapiro Peter, Hip-hop, Rough Guide, Londra 2001
E' forse il foklore metropolitano per eccellenza,
grazie alla rabbia e all'autenticità che esprime. L'hip-hop
(chiamato anche rap) nasce nel South Bronx di New York a metà
degli anni Settanta e anche se una parte di esso è finito
in discoteca continua ancora ad esprimere presso le comunità
afroamericane di tutti gli Stati Uniti un ritmo genuino, ispirato,
semplice, diretto, polemico che manifesta direttamente il disagio
dei giovani nelle comunità di colore. Questa è una
storia molto accurata dei principali esponenti, alcuni dei quali
diventate vere pop star (Afrika Bambaataa, Ice-T, Gang Starr,
Fugees, Run Dmc, Tupac, Ice Cube, De La Soul, Cypress Hill)
Stewart Sue, Latin. 100 essential cd's, Rough Guide, Londra 2001
Col termine musica latina si indica di solito
tutto quanto viene prodotto in Centro e Sud America, dalle culture
di origine iberica a contatto con realtà fortemente meticciate.
In questa bella guida ai 100 migliori CD (con precise note informative)
viene preso in considerazione il sound più recente dal sapore
etnico ed autoriale a dimostrazione di una vitalità artistica
che è impossibile riassumere in poche righe, visto che ogni
nazione contempla al proprio interno infine varietà di scuole,
tendenze, risorse. Ovviamente, sul piano quantitativo (non disgiunto
però dall'originalità estetica) prevalgono Cuba, il
Brasile e gli ispanici statunitense a tutto ritmo.
Vivaldi Antonio, Folk inglese e musica celtica, Giunti Firenze 2001
L'autore è solamente un omonimo del
Prete Rosso, anche perchè la musica è estremamente
diversa, per quanto si può anche riscontrare un certo barocchismo
in questa tendenza revival che propone dagli anni Sessanta, senza
mai cessare di produrre gruppi e solisti talvolta di assoluto valore,
la rivalutazione dell'eredità popolare sonora delle Isole
Britanniche: Albion Band, Chieftains, Fairport Convention, Pentagle,
Steeleye Span, il francese Alan Stivell tra i grandi
protagonisti. Come sempre scelta di dischi con riproduzioni a colori
delle copertine.
Zambellini
Mauro, Southern rock, Giunti, Firenze 2001
Il rock sudista è quello che
immediatamente suona come il più americano, per lo meno alle
nostre orecchie europee. Si tratta di un sound tipico degli
anni Settanta (ma vivissimo ancor oggi) che sulla linea maestra
del grande rock inserisce di volta in volta inflessioni heavy,
country, tex-mex, blues. Quarantaquattro gruppi storici più
altre sedici nuove band vengono analizzate discograficamente in
questo agile dizionarietto che riporta tantissime copertine originali
e che discute con giudizi accurati le carriere artistiche di Allman
Brothers, Little Feat, Lynyrd Skynyrd, Black Crowes,
ecc.
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