DATABASE LIBRI: Media - saggistica, a cura di Guido Michelone

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Gennaio 2002 Media


AA.VV., Immagini e retorica di regime. Bozzetti originali di propaganda fascista 1935-1942, Motta, Milano 2001
Catalogo dell'omonima mostra realizzata al Museo Civico di Sansepolcro nell'autunno 2001, con 69 bozzetti originali, il volume è l'occasione per riflettere sul primo grande sviluppo mediatico nella storia italiana: i manifesti vogliono esaltare imprese o gesti esemplari, celebrare Mussolini o propagandarne l'ideologia. Questo effetto di comunicazione viene discusso anche nei molti saggi presenti ad opera di Braun, Bucchi, Ceccuti, Ceserani, Isnenghi, Lenzi, Pinkus, Polezzi, Rovere, Sturani.

AA.VV., La sfida al G8, Manifestolibri, Roma 2001
Il movimento No Global nelle sue infinite diramazione può senza dubbio considerarsi un mezzo di comunicazione alternativo ai media controllati dal potere finanziario, industriale, partitico. In tal senso questo libro può essere inserito in un discorso sugli strumenti della comunicazione sociale, anche se gli interventi tendono perlopiù a ricostruire il quadro politico entro cui si muovono tendenze anche molto lontane fra loro. Intervengono Bascetta, Caldiron, Caminiti, Colombo, Di Cornito, Fumagalli, Marazzi, Negri, Pianta, Vecchi.

Balassone Stefano, Come cavarsela in TV?, Meltemi, Roma 2001
Il libro è la sistematizzaione di sette lezioni che Balassone (dal 1998 membro del CdA della RAI) tenne all'Università di Cassino nell'inverno 2000/2001 per spiegare come funziona la comunicazione audiovisiva, con uno stile molto comprensibile, che però non rinunciare ad affrontare anche questioni teoriche complesse, come ad esempio quelle relative ai problemi della conoscenza e dello specifico linguaggio televisivo.

Ballarè Mauro, Scoop! Il Novecento in prima pagina, Interlinea, Novara 2001
Un bel volumone illustrato che riporta (in vari formati) dal 1900 al 200 diverse prime pagine dei maggiori quotidiani italiani, in modo da ricostruire anno per anno (con un minimo di commento e introduzione da parte dell'autore) la storia novecentesca così come risalta dalla cronaca dei titoli spesso a nove colonne. Il libro ha quindi una doppia utilità: sia come 'manuale' di storia contemporanea sia in qualità di antologia di uno dei grandi medium tradizionali ma tuttora autorevolissimi.

Calabrese Omar, Breve storia della semiotica, Feltrinelli, Milano 2001
La semiotica (o semiologia) ovvero la scienza che studia le funzioni dei segni non è nata negli anni Sessanta con Roland Barthes o Umberto Eco e nemmeno a fine Ottocento con l'americano Peirce o lo svizzero De Saussure. E' una disciplina che semiologicamente affonda le prime radici in tutta l'esperienza filosofica del mondo occidentale. Omar Calabrese con estrema intelligenza illustra i discorsi sulla segnicità presenti dai presocratici agli hegeliani, in un percorso storico che comprende ad esempio Ippocrate, Platone, Aristotele, Epicuro, Cicerone, Agostino, Tommaso d'Aquino, Bacone, Hobbes, Cartesio, Leibniz, Hume, Rousseau, Diderot, Kant ed Hegel.

Caprettini Gian Paolo, Totem e tivù, Meltemi, Roma 2001
Riedizione del libro omonimo che il celebre semiologo fece uscire del 1994 da Marsilio, rispetto allora è cambiata ed in parte è mutato anche il libri, pur conservando inalterata la struttura ed il punto di vista: che non è solo quella del freddo analista, anzi risulta una prospettiva ricca di fascino intellettuale e suggestioni filosofiche: Caprettini insomma affronta le questioni e il linguaggio televisivo adoperando persino gli strumenti della cultura classica, per dimostrare come persino i nuovi media elettronici reiterano spesso modelli archetipi del nostro sapere e del nostro comportamento. Fondamentale al proposito il capitolo sul Maurizio Costanzo Show.

Chomsky Noam, 11 settembre. Le ragioni di chi?, Tropea, Milano 2001
Il celebre linguista americano è da sempre un professore universitario che, fatto abbastanza raro negli Stati Uniti, si occupa di politica americana, in una prospettiva apertamente marxista dai netti contrasti con le tradizioni locali. Fin dall'epoca della guerra in Vietnam e della contestazione studentesca si è schierato contro l'imperialismo yankee. Lo fa anche ora, dopo l'attentato di Bin Laden, in questo pamphlet, quasi un istant book, ricavato da articoli e interviste dei giorni immediatamente successivi all'attacco alle Twins Towers. Pur condannando l'episodio; Chomsky non evita di sottolineare le nefandezze, a suo parere, della politica estera a stelle e strisce.

Codeluppi Vanni, Il potere della marca. Disney, McDonald's, Nike e le altre, Bollati Boringhieri, Milano 2001
L'autore è il massmediologo che forse meglio d'ogni altro in Italia si sta occupando di pubblicità, analizzando i rapporti tra quest'ultima e la merce, la comunicazione, la realtà attuale. Qui, attraverso esempi notissimi, spiega come il marketing aziendale risulti ormai l'ideologia di riferimento della società contemporanea. Codeluppi si concentra soprattutto su queste imprese multinazionali, che però vantano origini profondamente yankee.

Costanzo Maurizio, Show. Vent'anni di storie e di personaggi, Mondadori, Milano 2001.
Per festeggiare il ventennale della sua trasmissione più fortunata, appunto il Maurizio Costanzo Show, tra l'altro anche il talk show più longevo della storia televisiva italiana, il celebre presentatore scrive un libro che racconto soprattutto ciò che è avvenuto sulle scene del Teatro Parioli che ogni pomeriggio ospita il celebre appuntamento con una parata di migliaia e migliaia di ospiti più o meno famosi. Trattandosi di un riassunto (anche se piuttosto corposo, ossia di circa 360 pagine) è ovvio che Costanzo ometta qualche fatterello: anzi egli è abilissimo nel costruire una vicenda pro domo sua, erigendo soprattutto un monumento a se stesso, pur mascherando assai bene le furbesche doti di assoluto protagonismo che gli competano sul video come per la pagina scritta.

Damerini Leopoldo, Margaria Fabrizio, Dizionario dei telefilm, Garzanti, Milano 2001
Oltre millecinquecento schede delle serie trasmesse dalla tivù italiana dalle origini ai nostri giorni: il telefilm (compresi serials e soap operas) viene sezionato in ogni sua componente: titoli originali (e italiani), cast, trame, backstage, produttori, riconoscimenti, sequel e trasposizioni cinematografiche. Una mole gigantesca di lavoro critico-informativo, da vero encomio come sottolinea pure Aldo Grasso nella prefazione.

De Luna Giovanni, Mignemi Adolfo (a cura di), Storia fotografica della Repubblica sociale italiana, Bollati Boringhieri, Torino 2001
Fare storia attraverso un medium come la fotografia: da non molti anni ci provano e quando gli autori risultano seri, profondi e informati, come in questo caso, il risultato non può essere che positivo: la materia (ovvero la RSI) viene suddivisa, a seconda della documentazione in foto pubbliche e private, con una ulteriore ripartizione nelle tre diverse componenti in guerra: i fascisti, i nazisti, gli alleati. E alla fine si capisce come la fotografia, rispetto al cinema, su quest'argomento sia in una posizione di netto vantaggio, grazie alle eterogenee situazioni che ha nel bene o nel male immortalato.

Dorigo Francesco, La lingua parlata nei massmedia, Cinit, Mestre 2001
Che tipo di italiano si parla in radio, al cinema, in televisione, ma anche nella pubblicità e in politica? E' ciò di cui si occupa un decano della critica cinematografica italiana, analizzando svariati testi mediali: un documentario su Mussolini, alcuni lungometraggi (La vena delle beffe, Uccellacci e uccellini, Boccacio 70), il telegiornale il Rischiatutto di Mike Bongiorno e altro ancora. Ne vien fuori una verità di situazioni (e di stereotipi) che solo in parte rappresenta la vera realtà del nostro paese.

Ferraro Guido, La pubblicità nell'era di Internet, Meltemi, Roma 2001
Lo studioso torinese, fine esperto di semiotica, antropologia e multimedialità spiega come oggigiorno non sia possibile afferrare gli enormi mutamenti che avvengono in campo pubblicitario se non si considera la pubblicità quale specchio e metafora dell'odierno sistema culturale, in un intreccio di competenze che vanno dagli aspetti commerciali ai legami con la vita individuale e collettiva. Il futuro della comunicazione è insomma 'qualcosa che portiamo con noi'.

Gomerasca Alessandro (a cura di), La bambola e il robottone. Culture pop nel Giappone contemporaneo, Einaudi, Torino 2001
Il Paese del Sol Levante continua ad offrire negli ultimi decenni nuovi immaginari collettivi, rifacendosi soprattutto ad una elaborazione autonoma e talvolta singolare della cultura di massa universale. I manga e i cartoons ne sono forse l'esempio più sintomatico. Ma c'è anche un'intero sottobosco di altre culture visive e mediatiche. Ed è infatti quanto discusso in questa significativa raccolta di saggi italiani, statunitensi, nipponici, a colmare un vuoto nei recenti cultural studies su una realtà al contempo vicina e lontana.

Innis Harold A., Impero e comunicazioni, Meltemi, Roma 2001
Questo libro uscito ad Oxford nel 1950 ha aperto la strada alla linea di ricerca mediologica della cosiddetta scuola canadese, che ha avuto in Marshall McLuhan il personaggio di spicco. Tuttavia proprio McLuhan è stato discepolo di Innis, singolare figura di studioso interdisciplinare che in questo bellissimo saggio ripercorrere la storia dell'Occidente dalle antiche società (egizi, babilonesi, greci, romani) fino alla nascita della stampa (ovvero del mondo moderno) attraverso gli strumenti della comunicazione tra scritture e oralità, ideogrammi e alfabeti, carte e pergamene.

Joly Martine, Introduzione all'analisi dell'immagine, Lindau, Torino 2001
Il libro è un saggio teorico, breve ma intenso, talvolta di non facile lettura (perlomeno richiede lo sforzo di adeguarsi alla terminologia specifica dell'analisi semiotica), ma è una guida indispensabile per capire il funzionamento dei mass media come elementi testuali: in questo libro la Joly si occupa solo dell'immagine fissa (pittura, fotografia, manifesto), ma con una premessa epistemologica che risulta poi utilissima a comprendere anche le cosiddette immagini semoventi, alla base di tutti i media moderni dal cinema alla televisione.

Lepri Laura; Sgarbi Elisabetta (a cura di), Panta Editoria, Bompiani, Milano 2001
L'editoria è un medium, alla pari della stampa periodica o degli audiovisivi, e come tale viene trattata in questo libro che è la rivista annuale sempre pubblicata con bellissimi numeri monografici (ricordiamo in ambito mediologici quelli dedicati al cinema, alla musica, alla scrittura creativa). Elegante e rigorosa nella forma, non ha però la noiosità e la durezza dei monografici delle riviste accademiche: qui al contrario l'argomento viene trattato inventivamente, dando la parola di volta in volta agli editori (grandi e piccoli) agli editors, ai redattori, agli scrittori, con una scelta di nomi sai italiani sia stranieri che dà spazio ad ogni voce dal diciassettenne Vincenzo Latronico al 'classico' Umberto Eco.

Marra Claudio, Le idee della fotografia. La riflessione teorica dagli anni Sessanta ad oggi, Bruno Mondadori, Milano 2001
E' un'antologia di scritti che riflettono dell'importanza mediologica di questo mezzo, proprio a partire dell'avvento della società, della cultura e della comunicazione di massa. I teorici non sono tutti fotografi o storia della fotografia. Anzi nella efficace quadripartizione contenutistica (pratica sociale, problemi di linguaggio, rapporti con arti visive, estetico-mediale-virtuale) troviamo di volta in volta celebri studiosi di letteratura, cinema, arte, semiotica, mass media.

Marrone Gianfranco, Corpi sociali, Einaudi, Torino 2001
Questo saggio corposo è sostanzialmente un trattato di sociosemiotica, una nuova disciplina nata dal convergenza di altre scienze sociali, con la necessità di un metodo e di un approccio interdisciplinari per la conoscenza di una realtà sempre più complessa e stratificata. Prendendo aspetto da precisi argomenti (moda, televisione, giornalismo, pubblicità, politica, spazialità) Marrone integra gli studi sul linguaggio e sulla società, in cui agiscono veri e propri corpi (sociali) che danno significato all'esistenza personale e collettiva.

Militant A, Il viaggio della parola. La potenza del linguaggio zapatista, Derive Approdi, Roma 2001
Un famoso rapper italiano ha seguito la marcia zapatista per la dignità indigena che il subcomandante Marcos ha compiuto qualche mese fa in Messico dalle montagne alla capitale con un seguito di milioni di diseredati. Per comunicare il leader non si è servito negli ultimi sofisticati ritrovamenti della scienza, della tecnologia, dei media, bensì della potenza evocativa della parola orale: i suoi comizi politici erano in rima, attraverso una forma poetica che all'autore del libro evoca l'hip-hop metropolitano dei ghetti newyorchesi.

Moia Luciano, Figli televisivi?, San Paolo, Cinisello 2001
Un librino di sole sessanta pagine, che però riassume assai bene, in tono discorsivo e colloquiale, i problemi che si compongono ai genitori quando tra loro e i bambini c'è di mezzo l'ingombrante schermo elettronico. Moia passa in rassegna non solo problemi teorici, ma soprattutto situazioni concrete, dal numero di ore concesse ai figli davanti al monitor televisivo, alla scelta dei programmi gesti, all'uso delle videocassette e delle trasmissioni, dai cartoni animati ai potenziali valori educativi del medium stesso.

Pellizzari Tommaso, No Milan. Guida teorica e pratica all'antimilanismo (per interisti ma non solo), Limina, Arezzo 2001
E' un testo decisamente sui generis: un pamphlet, una satira giornalistica, un libro sullo sport. Fin dalla copertina (che ironizza sul marchio No Logo), Pellizzari si scaglia, da buon interista, contro l'altra squadra meneghina, raccontando i giocatori milanisti più invisi (e a quelli più amati per la loro broccaggine) e facendo la cronaca delle partite perse con tremende figuracce. Ala fine ovviamente un 'omaggio' al presidente Berlusconi.

Rapaccini Chiara, Debbora va in tivvù!, Piemme, Casale Monferrato 2001
Questo è un libro di narrativa per bambini, ma avendo come argomento principale il mezzo televisivo, può essere tranquillamente incluso in una bibliografia sui mass media, anche perché è uno di quei testi adatti, per il giovane pubblico, a riflettere sui problemi connessi al potere mediatico. Protagonista è la piccola Debbora invitata da Marisol e Dudù a partecipare alla loro trasmissione, con una serie di trovate gustose e talvolta imprevedibili.

Rivoltella Pier Cesare, Media education, Carocci, Bologna 2001
Il giovane studioso bergamasco è da oltre un decennio il pioniere assoluto e il massimo esponente della media education italiana, della quale con questo nuovo volume fornisce un esauriente quadro teorico-critico. Che cos'è la media education? Semplicemente l'educazione ai mass media, la necessità di offrire ai giovani gli strumenti per conoscere il funzionamento dei mezzi di comunicazioni di massa, che spesso appaiono l'unica agenzia educativa per le nuove generazioni, senza che gli educatori tradizionali se ne accorgano minimamente.

Tournier Michel, Celebrazioni, Garzanti, Milano 2001
Scrittore parigino (classe 1924) è ritenuto il massimo esponente della letteratura vivente in lingua francese. Alterna la sua attività tra la narrativa ed una saggistica sui generis di grande illuminazione culturale. Nelle sei parti di questo libro che, ha come argomento la ricerca di un rapporto dell'autore con una realtà come quella attuale variamente sfaccettata, è diviso in sei parti (Naturalia, Corpo e beni, Località, Stagioni e santi, Immagini, Personalia) e solo una (la quinta) è dedicata espressamente ai mass media con argute riflessioni sulla televisione e sul cinema, su Leo Ferré e Michael Jackson, su Sacha Guitry e Jean Renoir, ecc., ecc.

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