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Gennaio 2003 Media
Baudrillard
Jean, Lo spirito del terrorismo, Cortina, Milano 2002.
Si tratta semplicemente di un lungo articolo che il noto semiologo
francese pubblicò su Le Monde il 3 novembre 2001, dunque
a quasi due mesi dal tragico attentato alle Torri Gemelle di New
York. Raffaello Cortina ha fatto benissimo a tradurre e pubblicare
questo breve scritto che assume la valenza di una teoria illuminate
su un fenomeno che l'Occidente a livello di analisi socioculturale
tende a rimuovere o sottovalutare. E il testo di Baudrillard è
anche un'ottima riflessione mediologica sul rapporto finzione/realtà.
Carlini Franco, Divergenze digitali. Conflitti, soggetti e tecnologie
della terza Internet, Manifestolibri, Roma 2002.
L'autore sostiene che con l'esplosione di massa (e quindi il successo
commerciale) della rete, i caratteri di egualitarismo e di solidarietà
che prometteva Internet, sembrerebbero destinati a scomparire progressivamente,
in quanto sono in atto pesanti tentativi di restaurazione all'insegna
dei monopoli e di valori passatisti. Tuttavia, attraverso percorsi
misteriosi, anche l'informatica continua a proporre pratiche sociali
che sono aperte e destabilizzanti, facendoci ancora una volta riflettere
sul problema della vera libertà di comunicazione.
Costanzo
Maurizio, La tv seocndo me, Il Sole 24 Ore, Milano, 2002.
Il futuro della televisione nella rivoluzione digitale è
il sottotitolo di questo breve libro, che consta di una lunga intervista
al popolare conduttore (nonché inventore del talk show all'italiana),
in cui egli esprime le proprie opinioni (spesso illuminanti) sul
destino immediato (e lontano) della tivù italiana, in rapporto
ovviamente alle svolte epocali che stanno ancora perpetuandosi dopo
la crescente diffusione dei computer e di Internet.
Crapis
Giandomenico, Il frigorifero del cervello, Editori Riuniti, Roma
2002.
Il sottotitolo, piuttosto lungo, dice: "Il PCI e la televisione
da 'Lascia o raddoppia?' alla battaglia contro gli spot. Ed in effetti
il libro è una lunga storia dei complessi rapporti che il
Partito Comunista aveva (o non) intrecciato con il nuovo medium
a partire dall'affermazione di massa col quiz di Mike Bongiorno
fino agli inizi degli anni Novanta quando moltissimi intellettuali
di sinistra si opposero all'uso delal pubblicità nei film
sulle reti di Berlusconi. In tutto questo purtroppo il PCI (a differenza
della DC e più tardi del PSI) ha quasi sempre mantenuto una
posizione di retroguardia, non capendo l'importanza strategica del
piccolo schermo e combattendo un'inutile guerra a favore della cultura
alta (la letteratura) per il popolo ben presto assuefatto all'etere.
Crast Maria Luisa, Olivero Nanni, Parlare scrivere comunicare,
Il Sole 24 Ore, Milano 2002.
Un libro sostanzialmente con tre obiettivi: come dare risalto alle
proprie idee e a qualsiasi tipo di messaggio; come usare filmati
o immagini per chiarire e rendere accattivante un contenuto; come
svelare i segreti di una presentazione interessante. Per tutto questo
il libro ci dice come trovare la forma più efficace per esprimere
le idee, come imparare a comunicare con il Web, come arricchire
i concetti con i mezzi audiovisivi, come organizzare incontri, riunioni
e conferenze di successo.
Gatti Maria Vittoria (a cura di), Cinema Tv pubblicità.
Riflessioni su un un'etica della comunicazione giovanile, ANCCI,
Roma 2002
Nato come testo universitario, questo libretto in realtà
diventa un'utile guida pratico-teorica per chi voglia portare avanti
un discorso sull'universo massmediologico in rapporto alle attuali
realtà giovanili e alla rappresentazioni che di quest'utile
hanno dato via via lungometraggi, programmi televisivi, spot
pubblicitari. Alcune schede finali relative a testi filmici (ed
audiovisivi in genere) completano un quadro argomentativo stimolante.
Grassoi Carlo, Sociologia della comunicazione, Bruno Mondadori,
Milano 2002
Lo studioso (esperto di sociologia dei processi culturali e comunicativi)
compie un'accurata ricognizione storico-critica sul cammino di questa
nuova disciplina, affrontando il tema decennio per decennio dagli
anni Venti agli Ottanta, passando dunque dalla Scuola di Chicago
ai reception Studies in sette grandi capitoli (Gli effetti sociali
dei media, Il gioco della persuasione, Il processo comunicativo
come dinamica sociale, Le reti sociali, Apocalittici e integrati,
Dal postindustriale al postmoderno, Alla ricerca del pubblico).
Il risultato è divulgazione eccellente di altissimo livello
qualitativo.
Metastasio Renata, La scatola magica. TV, bambini e socializzazione,
Carocci, Roma 2002
L'autrice, docente di Sociologia della Comunicazione, affronta lo
spinoso problema dei rapporti tra infanzia e televisione, senza
alcun pregiudizio né dall'una né dall'altra parte.
Né apocalittica né integrata, ma capace di redigere
una brillante sintesi di tutte le teorie in proposito, dimostrando
come non sia scientificamente provata l'influenza nefasta del piccolo
schermo sui minori, anche se è ovviamente da evitare una
sovraesposizione alla scatola non poi così tanto 'magica'.
Moroni Gian Carmelo, Quando la televisione... Le origini della
TV, Il Rostro, Segrate Mi 2002
Più che di mediologia è un libro di tecnica, anche
se il percorso storico-evolutivo del più importante medium
dei nostri tempi non può che interessare l'esperto o l'appassionato
di comunicazioni di massa. Moroni racconta le origini della TV che
risalgono addirittura al 1842 e all'idea tutta ottocentesca di trasmettere
immagini a distanza. Poi si sofferma soprattutto sugli anni Trenta
del XX secolo, con la messa a punto di quelle che ancor oggi restano
le basi dell'audiovisivo. E lo fa selezionando rigorosamente materiali
d'epoca, sia commenti di riviste specializzate sia immagini talvolta
curiose o preveggenti.
Pecchenino
Mauro, Bonalumi Felice, Scrivere e comunicare in azienda, Il Sole
24 Ore, Milano 2002
Attraverso lettere, circolari, brochure, libretti illustrativi,
comunicati stampa, l'azienda comunica con i media, i clienti, i
fornitori, i dipendenti, i collaboratori. Saper scrivere è
dunque fondamentale per usare la comunicazione all'interno e all'esterno
dell'azienda stessa. Questo manuale (che si collega idealmente a
Organizzare gli eventi, scritto dallo stesso Pecchenino) racconta
efficacemente cos'è (e come si fa) la scrittura in azienda,
una mansione spesso trascurata persino dalle più autorevoli
scuole mediologiche.
Pezzini Isabella (a cura di), Trailer, spot, clip, siti, banner.
Le forme brevi della comunicazione audiovisiva, Meltemi Roma 2002
Ci sono oggigiorno, nei media, le cosiddette 'icone dense' forme
testuali di breve durata, ma piene di energia, rimi, potenza espressiva.
Sono appunto i promo di vario tipo, gli spot pubblicitari, i video-clip
rock, la pubblicità politica, i portali su Internet.
E questo libro analizza in chiave semiotica il funzionamento di
queste novissime forme comunicative, con interventi di Barbieri,
Dusi, Guarino, Melchiorri, Peverini, Polidoro e della stessa Pezzini.
Pirella Emanuele, Il copywriter mestiere d'arte, Il Saggiatore,
Milano 2001.
Il noto umorista e pubblicitario analizza la professione dal di
dentro, forte di un'esperienza pluridecennale, che lo condotto ai
vertici di quella che, come dice il titolo, si può considerare
una vera e propria arte: il copywriter ha infatti il non facile
compito di trovare le parole o le frasi giuste per le campagne pubblicitarie
condotte soprattutto a mezzo stampa. Ed in effetti il libro è
arricchito da tantissime immagini di réclame per i giornali
o le affissioni, che assumono spesso grande valore estetico e comunicativo.
Ragone Giovanni, Analogie. Introduzione al linguaggio della pubblicità,
Liguori, Napoli 2002.
E' una guida ragionata attraverso un percorso formativo che va dalle
teorie alle tecniche di analisi, di produzione e di controllo dei
messaggi pubblicitari. Secondo l'autore la pubblicità ha
contributo, forse di più di altri fenomeni mediatici, all'attuale
forma di società globalizzata, poiché la pubblicità
ha cambiato l'iniziale atteggiamento (informazione e persuasione)
in un uso analogico dell'immagine del mito, funzionale insomma a
ristrutturare (talvolta violentemente) ogni relazione sociale.
Varni Angelo (a cura di), Storia della comunicazione in Italia:
dalle Gazzette a Internet, Il Mulino, Bologna 2002.
E' un libro a più voci e per molti versi interdisciplinare
(nel senso che convergono le competenze di storici, mediologi, giornalisti)
sull'evoluzione dell'informazione giornalistica in Italia (con l'analisi
persino di casi regionali) dall'Ottocento ai giorni nostri attraverso
i mezzi che appunto hanno caratterizzato uno scenario culturale
e tecnologico in continua metamorfosi: stampa, radio, televisione
ed ora l'informatica al servizio della notizia, con relative conseguenze,
sul piano sociale, organizzativo, finanziario e persino antropologico.
Zelazny Gene, Dillo con le slide. Guida alla comunicazione visiva,
Il Sole 24 ore, Milano 2002
Esce solo ora in Italia questo libro del 1985, che negli Stati Uniti
ha già avuto quattro edizioni ed è ormai ritenuto
un classico nel suo genere. L'autore, infatti, director di Visual
Communication alla McKinsey & Company ci spiega come la comunicazione
sia un business e come, dal dialogo interpersonale al rapporto con
l'azienda, occorra rispondere in maniera veloce, convincente ed
esaustiva alle molte domande dei gironi nostri, servendoci di tutti
i mezzi a disposizione.
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