DATABASE LIBRI: Lettere, a cura di Guido Michelone

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Gennaio 2002 Lettere


AA.VV., Dizionario delle fiabe e delle favole, Bruno Mondadori, Milano 2001
Caprettini Gian paolo (a cura di), Dizionario della fiaba italiana, Meltemi, Roma 2001
Due testi complementari, entrambi utili nel comprendere e sistemare in ordine alfabetico un repertorio vastissimo. Nel primo caso l'orizzonte è perlopiù europeo, trattandosi una tradizione dall'olandese (curata da Fernando Tempesti) di tre autori (Dekker, Kooi, Meder) su origini, sviluppo e variazioni del microcosmo favolistico. Nel secondo il noto semiologia italiano (con l'aiuto di Perissinotto, Carlevaris, Osso) presenta (e analizza) invece simboli, personaggi, storie delle arie regioni italiane.

AA.VV., Natale in poesia, Interlinea, Novara 2001
Ladolfi Giuliano (a cura di), Così pregano i poeti, San Paolo, Cinisello 2001
Due libri imparentabili per la scelta di antologizzare alcuni testi lirici che hanno quale argomento comunque la fede religiosa, nel primo caso votata a rendere omaggio alla festività natalizia, nel secondo protesa a svilupparsi in forma di singolare preghiera. E ancora nel primo caso gli autori spaziano dal IV° al XX° secolo, nel secondo risultano di strettissima attualità, proprio in senso anagrafico.

AA.VV., Punteggiatura. I segni, Rizzoli Milano 2001
La torinese Scuola Holden ha di recente inaugurato la collana Holden Maps con una serie di piacevoli volumi che vogliono e devono rispettare le regole dello stesso laboratorio di scrittura creativa, il cui principio è proprio quello di affascinare (e mai annoiare) il lettore. Per fra questo sono stati messi a punto originali volumi di una saggistica che nello stile guarda volentieri e di proposito alla narrativa migliore, proprio nell'idea di sfatare il mito pensante di una prosa scientifica barbosa o accademica. Ecco quindi un insolito trattato sui segni di punteggiatura (dalla virgola alla parentesi) nell'uso della narrativa, attraverso la coinvolgente teorizzazione dei maggiori romanzieri italiani: Baricco, Doninelli, Mari, Franchini, Voltolini, Mozzi, Tadini, Veronsei, Carabba, Franco, Castaldi.

Arbasino Alberto, Rap!, Feltrinelli, Milano 2001
Intellettuale originalissimo nel panorama letterario contemporaneo, Alberto Arbasino (Voghera 1930) si cimenta in una scrittura poetica che nel ritmo evoca, fin dal titolo, la celebre musica afroamericana. Si tratta di una provocazione: di rap questi testi hanno nulla o molto a seconda di come li si voglia leggere. E' comunque l'ennesima riuscita provocazione arbasiana che mette in versi corrosivi il pesante disprezzo per l'Italia di oggi, il lato più volgare ed imbarazzante del nostro Paese.

Culicchia Giuseppe, A spasso con Anselm, Garzanti Milano 2001
Trentasei anni, torinese, alcune volte solare, altre invece molto ombroso, sul piano stilistico è senza dubbio tra i maggiori narratori della giovane letteratura italiana: in questo libro, in cui si scopre anche gustoso fumettista, propone le gesta di un buffo formichiere in grado di gettare uno sguardo intenso, lucido, disincantato sulla realtà odierna, in una serie di racconti ad incastro, un po' sull'onda del compte philosphique. Una piacevole sorpresa che tra l'altro conferma il positivo eclettismo di questo singolare romanziere.

Denti Francesco, Lo spolverino nero da tre zloty, Aletti, Roma 2001
Romanzo d'esordio per il trentenne scrittore romano (già autore del fortunato saggio Teen Idols per Castelvecchi). Questo libro è una sorta di viaggio iniziatico giovanile in cui i ventenni Walter, Michele e Giuseppe partono in treno alla scoperta del mondo (pardòn, dell'Europa) immergendosi in una serie di incontri 'eccezionali'.

Gamberale Chiara, Color lucciola, Marsilio, 2001, pagine 219, lire 26.000
Aletè è una ragazza dotata di poteri taumaturgici che viene chiamata sull'isola di Giannutri da una coppia quasi rassegnata alle turbe mentali del figlio Paolo, che a sua volta, con lo pseudonimo di Orfeo, vive in una roulotte da sette anni; il ragazzo, evitando le persone e il mondo, scrive un romanzo (vicenda amorosa tra Sofia e Ruggero) e accetta a soppressa le 'cure' di Aleté, al quale riesce poco alla volta a fargli scoprire le azioni i gesti di un ritorno alla normalità fino ad un imprevedibile drammatico finale. La vicenda reale s'intreccia con quella fiabesca ad un doppio livello: non soltanto perché le vicende narrate da Orfeo risultano gradatamente speculari a quelle che sta vivevano a contatto con la bella interlocutrice, ma anche per il fatto che Aletè incarna quasi il simbolo di una letteratura favolistica, in cui l'Autrice ventitreenne mescola giovanilismo, new age, magia arcana.

Kureishi Hanif, Il dono di Gabriel, Bompiani, Milano 2001
Lo scrittore di padre pakistano, nato a Londra nel 1954 è oggi uno dei massimi narratori britannici. Ha scritto per il teatro e per il cinema, ma è con i romanzi ed i racconti che ha conquistato una fama internazionale meritatissima, senza diventare il pennivendolo alla moda. Anzi l'impegno che profonde in ogni suo nuovo libro è sempre lodevole: in questo romanzo la storia del quindicenne Gabriele, fra humour e sentimenti, assume una connotazione iniziatica oltre ad approfondire in parallelo un discorso sul potere salvifico del talento e dell'immaginazione.

McCarthy Mary, Le pietre di Firenze, Archinto Milano 2001
Includiamo questo libro nella sezione 'letteratura' pur non essendo un romanzo, ma una sorta di memoria sospesa tra il diario, il saggio e la guida, non solo perché si tratta di un'opera di una grande scrittrice americana (1912-1989) che anche in Italia divenne celebre per il romanzo Il gruppo, ma in particolare per la scrittura che alle prese con un viaggio in Toscana negli anni Cinquanta seppe restituire il fascino di una città per lei emblema dell'Italia, in stretto collegamento passato/presente, rileggendo le vicende di tanti celebri protagonisti: Savonarola, Galileo, Uccello, Leonardo, Michelangelo, Machiavelli, Vasari, Pontorno, Donatello, Arnolfo, Brunelleschi.

Motor, Il sogno di Eliza. Nulla è come vuole sembrare, Addictions Milano 2001
Originale esperimento di paraletteratura fantastica, da parte di un autore di culto nel panorama cyberpunk italiano: si tratta in questo caso di un progetto di narrativa digitale che viene generata dal computer, in una sorta di visionarietà neofuturista che anche nella grafica più o meno consciamente si rifà ai modelli avanguaristici, anche se in questo caso non è tanto la scrittura automatica quanto piuttosto la tecnica combinatoria assieme all'intelligenza artificiale che è al servizio della forma e dei contenuti.

Mozzi Giulio, Fiction, Einaudi, Torino 2001
Uno dei massimi talenti della nuova letteratura italiana si interroga sul senso di raccontare storie, scrivendone altre, in un rapporto con i soggetti prescelti di realtà e appunto di fiction, proprio nel senso di finzione (in rapporto alla verità e alla verosimiglianza). E nel far tutto questo sceglie ogni variante possibile che può offrire ancora il potere scrittoreo con ogni sua tecnica più o meno nobile (novella, lettera, pubblcio appello, memoriale, orazione funebre, dichiarazione tribunalizia).

Pagan Hugues, Dead end blues, Meridiano Zero, Padova 2001
Fin dai tempi di Boris Vian nell'immediato dopoguerra sulla Rive Gauche, gli intellettuali francesi hanno nutrito grande ammirazione per i noiristi americani, al punto da imitarli e giungere talvolta a risultati autonomi di grande espressività. E' anche il caso di Pagan (Algeri, 1946) che semplicemente rifà la classica storia del detective solo con se stesso contro un potere malvagio. In apparenza nulla di nuovo, ma ritmo e suspense sono eccezionali.

Pasolini Pier Paolo, Poesie, Garzanti, Milano 2001
Viene ristampato in una nuova veste grafica la celebre antologia del 1970 dove Pasolini medesimo selezionò per Garzanti le sue poesie: ad essa si aggiunge un bellissimo compact in cui l'attore Sandro Lombardi (già fondatore del gruppo Magazzini Criminali) ne legge un'ulteriore scelta con grande espressività vocalica.

Ponte di Pino Oliviero, Chi non legge questo libro è un imbecille. Una storia universale della stupidità attraverso 565 citazioni, Garzanti Milano 2001
Difficile collocare questo volume simpatico, colto, intelligente: è in effetti una storia della stupidità umana attraverso il pensiero di molti secoli, che viene esternato di volta in volta da scrittori, filosofi, attori, mediante una formula a quiz che rende il testo ancor più divertente e stimolante. Giustamente ricorda, a proposito del libro, il romanziere cattolico Luca Donibelli: "C'è il timore che la stupidità si sia trasformata in questo secolo in una sorta di Alzheimer universale, più cattivo di quello cinico poiché, invece di divorarci il cervello, ci sta divorando l'io".

Quasimodo Salvatore, Senza di te, la morte, Archinto, Milano 2001
E' una raccolta di lettere che il poeta siciliano (Premio Nobel 1959) scrisse negli ultimi cinque anni della propria vita, ossia tra il 1963 e il 1968. Un epistolario intimo e privato che pur consente di mettere a fuoco la personalità complessa di un grande scrittore, a torto oggi un po' snobbato.

Rodari Gianni, Gip nel televisione e altre storie in orbita, Mursia Milano 2001
La ristampa di un libro di diciotto racconti del grande narratore per ragazzi (Omegna 1920 - Roma 1980); la pubblicazione originaria risale al 1993 e purtroppo mancano indicazioni su quando vennero scritte queste gustose favolette contemporanee: dal brano che dà il titolo alla doppia raccolta si presume possano risalire agli anni Sessanta-Settanta. In Gip si parla ancora di Carosello: ma che si tratti o meno di paleotelevisione il pezzo è purtroppo ancor oggi attualissimo e il messaggio di Rodari chiaro ed esplicito, pur con la delicatezza di chi si rivolge all'infanzia.

Sanguineti Edoardo, Ideologia e linguaggio, Feltrinelli, Milano 2001
Questo libro uscì la prima volta nel 1965 nel bel mezzo del Gruppo 63 e del neosperimentalismo italiano, dei quali allora (come oggi) il poeta genovese era il rappresentante assoluto assieme a Balestrini, Pagliarani, Porta, Giuliani. Sanguineti era anche professore e critico letterario ed il libro esprimeva perciò anche la vocazione a teorizzare quanto esprimeva in versi, attraverso la disamina sugli autori preferiti. Ora il volume raddoppiata nelle dimensioni offre acute analisi sui grandi avanguardisti del XX° secolo tra narrativa, lirica, teatro, musica, passando da Pascoli a Marinetti, da Montale a Palazzeschi, da Cage a Berio, da Brecht a Benjamin.

Scott-Heron Gil, La fabbrica dei negri, Shake, Milano 2001
Finalmente tradotto questo romanzo, dopo quasi trent'anni, si tratta forse dell'opera libraria migliore di questo singolare intellettuale della cultura americana, che in Italia è noto ad un pubblico di nicchia, quale cantautore, ovviamente in un linguaggio musicale soul e funky. In effetti Gil Scott-Heron, senza la rabbia estremista delle pantere nere, è un alfiere dell'orgoglio di razza: in questo romanzo assai intelligente però chiama in causa anche gli scontri generazionali, talvolta sul filo dell'ironia.

Serafini Francesca, Punteggiatura. Storia, regole, eccezioni, Rizzoli Milano 2001
E' in fondo il sequel del volume di Autori Vari sulla punteggiatura: in questo caso, però, un'unica giovane autrice (più l'appendice 'Punteggiatura e discorso' di Filippo Tariccio) racconta l'evoluzione della punteggiatura nella storia letteraria italiana, cercando di estrarre anche regole precise, anche se non definitive.

Toussaint Jean-Philippe, La televisione, Einaudi Torino 2001
Il protagonista di questo originale romanzo è un quarantenne studioso di cultura rinascimentale che, durante l'estate, lasciando moglie e figlio al mare in Italia, si trasferisce da Parigi a Berlino, per meglio analizzare il tema del suo nuovo libro: la favola secondo cui re Carlo V si sarebbe inginocchiato a raccogliere un pennello di Tiziano Vecellio durante una visita occasionale nell'atelier del celebre pittore veneziano. Il libro un po' nouveau roman di Toussaint svela in fondo il dominio di un universo teledipendente, dove viene meno anche l'interesse e la vocazione della ricerca e della scoperta. Ma ricercare e scoprire diventano invece la forma di una scrittura pacata, ironica, filosofeggiante, di alto valore morale, che può avvicinarsi ai lettori più esigenti come a quelli meno colti o preparati. Il romanzo procede quasi senza trama, ridotto, volutamente, ai minimi termini, concentrandosi magari su dettagli insignificanti che ancora una volta metaforizzano egregiamente il vuoto televisivo nel duplice senso del distacco del protagonista e della nullità intellettuale del medium stesso. Poi l'estate finisce e la ricomposizione del nucleo familiare è segnata dall'acquisto improvviso di un secondo apparecchio, nella zona commerciale dell'ex Berlino comunista diventata ora un triste deposito consumistico.

Voltolini Dario, Primaverile (uomini nudi al testo), Feltrinelli, Milano 2001
Questo libro assume un valore macabro e paradossale nell'uscire uscito profeticamente nel settembre 2001 e nel raccontare di un uomo alla ricerca di un amico nei meandri di un enorme grattacielo, che assume i tratti metaforici del mondo e dell'esistenza. Non bisogna però leggere questo importante romanzo pensando alle Torri Gemelle (che pur campeggiano nel collage della copertina), ma guardando all'ennesima prova di talento indiscusso del giovane scrittore torinese, che è ormai giunto all'ottava priva narrativa nel corso di dodici anni, con un approccio stilistico originalissimo.

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