DATABASE LIBRI: Cinema - saggistica, a cura di Guido Michelone

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Gennaio 2003 Cinema


Accardo Alessio, Age & Scarpelli. La storia si fa commedia, ANCCI, Roma 2001.
Il maggior tributo critico alla copia di sceneggiatori più famosa del mondo. Il giovane studioso romano scrive quasi cinquecento pagine, servendosi anche giustamente di parecchi materiali documentari, su Agenore Incrocci e Furio Scarpelli, in arte Age & Scarpelli, che insieme hanno firmato le migliori sceneggiature del cinema italiano soprattutto tra gli anni Cinquanta e Settanta. Il loro maggiore contributo va alla commedia all'italiana dei Sordi, Tognazzi, Gassman, Manfredi, quando interpretarono film storici legati alla stretta attualità, dalla Grande Guerra alla lotta partigiana.

Allegretti Elisa, Giraud Giancarlo, Ermanno Olmi. L'esperienza di Ipotesi Cinema, Le Mani, Recco 2001.
Questo bel libro, fatto di saggi, interviste, riflessioni, su iniziativa dei CGS (Cinecircoli Giovanili Socioculturali) affronta la storia di un grande regista (tra i maggiori di tutta la storia del cinema), nella seconda parte della sua carriera, da quando cioè egli ha dato vita alla scuola Ipotesi Cinema, una sorta di laboratorio, da cui sono usciti nuovi talenti come Maurizio Zaccaro, Mario Brenta, Toni de Gregorio, Giacomo Campiotti, testimoni anche nel libro della propria esperienza, oltre gli interventi di studiosi come Morando Morandini, Enzo Natta, Piero Pruzzo.

Bernardi Sandro, Il paesaggio nel cinema italiano, Marsilio, Venezia 2002
Il libro scritto, da uno dei più importanti teorici del cinema, si divide in due parti: nella prima Bernardi spiega la funzione trasgressiva del paesaggio in molto cinema italiano di ogni epoca, un'esperienza tra le più singolari dell'arte novecentesca; nella seconda si sofferma sull'opera di Michelangelo Antonioni, nella duplice convinzione che si tratta sia di estetica sia di etica: imparare a guardare è fondamentale per conoscere il mondo, nonché se stessi con i propri limiti.

Calò Piero, Grosso Giuseppe, Gola profonda. la pornografia prima e dopo Linda Lovelace, Lindau, Torino 2002.
Al di là dell'argomento questo è un libro serissimo, ben documentato, ben scritto, ben impostato, da parte di due giovani mediologici, che analizzano in particolare il successo nelle sale normali (primo e unico caso nella storia dle porno) del film Gola profonda interpretato da Linda Lovelace, poi redenta e tragicamente scomparsa poco dopo l'uscita di questo volume. Un caso unico nella storia del cinema e delle videocassette, che sembra quasi archeologia del settore, visto che Goal profonda ha da poco già compiuto trent'anni.

Cano Cristina, La musica nel cinema. Musica, immagine, racconto, Gremese, Roma 2002.
La maggior esperta italiana di rapporti tra musica e film scrive un vero e proprio trattato scientifico, in cui , servendosi delle teorie semiotiche, illustra la complessità delle sinergie tra immagine e suono, impostando il discorso sulla duplice linea del funzionamento semantico e pragmatico del commento musicale nell'opera cinematografica. Seguono due capitoli esemplificativi, rispettivamente sulla musica nell'opera di Woody Allen e su Fantasia di Walt Disney, quasi un referente assoluto di come si debba (o non si debba) visualizzare il suono in movimento.

Dabit Eugène, Hôtel du Nord, Garzanti, Milano 2002
Si tratta del romanzo (poco noto in Italia, anche se in Francia è ormai ritenuto un classico) da cui venne tratta l'omonimo film diretto da Marcel Carné nel 1937 con Arletty, Louis Jouvet e Bernard Blier. E' la storia di questo piccolo albergo (ora diventato monumento nazionale) sulle rive del Canal Saint-Martin, allora alla periferia di Parigi (il libro fu pubblicato per la prima volta nel 1929). E all'Hôtel du Nord transita o staziona un microcosmo di piccola borghesia. In appendice al volume, Ville Lumière, un saggio sulla Parigi di quegli anni ad opera dello stesso Dabit (1898-1936).

De Certeau Michel, La lanterna del diavolo. Cinema e possessione, Medusa, Milano 2002
Sessanta pagine che raccolgono gli interventi che il teologo e gesuita francese (1925-1986) ha dedicato ai film L'esorcista I e II, I diavoli, L'eretico, Il diavolo probabilmente, ossia come il cinema d'autore e quello hollywoodiano hanno affrontato il tema del demonio su grande schermo in diverse maniere, dalla metafora alla spettacolarità. Analisi competente e lettura stimolante.

Di Giammatteo Fernaldo, Dizionario del cinema, con dizionario delle tecniche, dei generi e del linguaggio, Bruno Mondadori, Milano 2002
Nella prima parte del libro (una sessantina di pagine) il decano dei critici cinematografici italiani passa in rassegna le grandi teorie sull'immagine in movimento; nella seconda (circa 160 pagine) dalla A di aaton alla z di zoom abbiamo un vero e proprio vocabolario non solo di terminologia filmica, ma anche di voci tematiche che appunto illustrano procedimenti e tendenze della storia cinematografica dalle origini ai nostri giorni. Una guida utile e completa.

Grisolia Raul, Le metamorfosi dello sguardo. Cinema e pittura nei film di Luis Buñuel, Bianco & Nero, Roma 2002
Eccellente lavoro di analisi comparativa sulle ascendenze figurative nel cinema bunueliano, in particolare quello dell'ultimo periodo, in cui il regista spagnolo torna un po' al surrealismo degli esordi (che lo avevano non a caso visto creare i primi due film con il pittore Salvador Dalì). Ma nei lungometraggi degli anni '60 e '70 Buñuel recupera piuttosto la grande arte spagnola dal Cinque al Settecento con esplicite citazioni di tele famose tra Murrillo, Goya, Velasquez, senza dimenticare l'Ultima cena di Leonardo 'rifatta' in Viridana, la pellicola più studiata in questo ottimo libro.

Laura Ernesto G., Boris e Bela. Fiabe di mostri, ANCCI, Roma 2000
I Boris e Bela del ttiolo sono all'anagrafe Boris Karloff e Bela Lugosi, attori d'origine est-europea, ma celebri in America nel periodo aureo del cinema hollywoodiano per aver dato vita a grandi interpretazioni nei film horror, gothic e fantasy, sin quasi ad identificarsi totalmente nei loro rispettivi personaggi (Frankenstein e Dracula). Il decano dei critici italiani ricostruisce mirabilmente queste e altre storie, prendendo in considerazioni soprattutto i classici film della Universal, la major che più si dedicò a questi generi, in pratica dal 1913 al 1959.

Mannino Franco, Musica per film. Ricordi ed esperienze, Marsilio, Venezia 2002
Mannino è pianista, compositore, talent scout, didatta, romanziere, direttore d'orchestra. Ma è stato anche autore di colonne sonore per registi famosi da John Huston a Mario Soldati, fino al decisivo sodalizio con Luchino Visconti. In questo libello ci racconta la propria esperienza di musicista filmico, narrando in sintesi anche la storia della musica da film, con osservazioni precise ed argute, pur nell'inevitabile stringatezza delle analisi e delle osservazioni.

Novielli Maria Roberta (a cura di), Kawase Naomi, Effatà, Cantalupa 2002
Catalogo dell'Infinity Festival inaugurato ad Alba nel 2002 proprio con una personale di questa giovane regista giapponese, pressoché sconosciuta in Italia. Grazie alla rassegna e a questo libro, il nome e il cinema della Kawase, che dal 1988 ad oggi ha già girato molti corto e lungometraggi, è finalmente noto anche al pubblico italiano: un'artista spirituale che simbolicamente perpetua la memoria di grandi maestri come Ichikawa e Kurosawa.

Scorsese Martin, Il bello del mio mestiere. Scritti sul cinema, Minimum Fax, Roma 2002
A differenza degli europei, i registi americani (persino quelli grandissimi, o i più intellettuali) raramente sono teorici, anche se molti provengono dal mondo della critica cinematografica. Ecco perché questo bel volume di uno dei maestri del film contemporaneo è fatto solo di interviste, in cui Scorsese comunque trova spesso quei lampi di genio che, assai più distesamente costellano tutta la sua opera. Si capisce che però Scorsese ama parlare di più con le immagini che con le parole, come dimostra il suo 'saggio' sulla storia del cinema italiano, realizzato con un bellissimo documentario.

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