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Dark Millenium...dai tormenti degli inferi alla pace dei sensi in due dischi da riscoprire 
di Giovanni Carta

Pur avendo pubblicato due dischi a loro modo rivoluzionari come Ashore the Celestial Burden e Diana Read Peace i tedeschi Dark Millenium, per un motivo o per l'altro, non hanno avuto la possibilità di crescere ulteriormente lasciando a Hilton Theissen, chitarrista e cervello del gruppo, il compito di continuare in qualche modo lo spirito dei D.M. con il suo progetto solista (ed eventualmente di poco successo!), i Cherub, con un disco pubblicato nel 1994 dalla Massacre, Sarc Art.
Sappiamo bene che i primi anni '90 sono stati caratterizzati anche dal diffondersi su larga scala nella scena heavy-metal di una sensibilità gotico-progressive piuttosto inedita per il genere, gruppi come Anathema, My Dying Bride, Tiamat e via dicendo stavano muovendo i loro primi e probabilmente migliori passi della loro vita discografica. Così fra i molti gruppi allora emergenti i Dark Millenium hanno sviluppato in breve tempo uno stile particolarissimo che li metteva sistematicamente al riparo da qualsiasi definizione e possibile banalizzazione. Il loro disco d'esordio Ashore the Celestial Burden, pubblicato nel 1992 dalla Massacre Records, pur essendo ancora identificabile con un death'n'doom alquanto aggressivo già possiede diversi elementi che lo rendono estremamente caratteristico, in particolar modo risalta la volontà del gruppo di andare oltre i soliti schemi musicali per una maggiore ricerca negli arrangiamenti ed un approccio volutamente anticommerciale. Di certo l'estrema giovinezza dei cinque Dark Millenium si riflette nelle liriche dei brani ancora legate, e non sempre con particolare raffinatezza, ad un immaginario orrorifico death-black che tutto sommato lascia il tempo che trova, eppure a una altalenante ispirazione dei testi si oppone una forza espressiva tremenda e innovativa. I brani più rappresentativi di Ashore the... tendono in pratica ad una evoluzione del doom più brutale che, pur non rinnegando la sua dimensione luciferina, reinventa di fatto il genere attraverso fraseggi acustici inusuali, pause abissali, cambi di tempo ed esplosioni sonore improvvise, aperure melodiche dissonanti e claustrofobiche. Il sospetto che i D.M. avessero avuto l'intenzione di dare una svolta progressiva e contaminata al doom-death metal è confermato dal loro ultimo disco e probabile capolavoro Diana Read Peace, pubblicato sempre dalla Massacre nel 1993. Con questo secondo lavoro Hilton Theissen reinventa la musica dei D.M. abbandonando in parte certe sferzate brutali presenti nel disco d'esordio a favore di un approccio decisamenete più meditativo e cerebrale, riscontrabile anche nel deciso miglioramento delle liriche scritte dal cantante Christian Mertens. Il minutaggio dei brani si è elevato in maniera esponenziale e di conseguenza i riferimenti verso forme musicali estranee al metal (almeno sulla carta) sono continui e costanti sin dai primissimi minuti del disco. Personalmente ritengo Diana Read Peace uno dei più interessanti esempi di metal progressivo e "contaminato" di sempre: con un occhio di riguardo, come sempre, verso il doom i Dark Millenium allargano a dismisura e con la massima libertà i propositi del primo disco ponendosi idealmente vicino a gruppi come Voivod e Mekong Delta. Ovviamente il potenziale oscuro dei D.M. non è andato perduto ma ha guadagnato in efficacia soprattutto grazie ad alcune raggelanti dilatazioni sonore (ascoltate per credere Brotherhood Sleep... e Pandemonium, quest'ultimo ispirato al The Damnation Game di Clive Barker) derivate con ogni probabilità da qualche trip allucinogeno di troppo. E' davvero difficile dare realmente un'idea della musica prodotta in Diana Read Peace, sta di fatto che quest'opera rappresenta con ogni probabilità una delle massime espressioni musicali della musica estrema degli anni '90... ora sta a voi il piacere di riscoprirla!

 
© Giovanni Carta 2003 - per gentile concessione dell'autore

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