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DANCER IN THE DARK, regia e sceneggiatura di
Lars Von Trier, con:
Bjork, Catherine Deneuve, Peter Stormare, David Morse, Jean Marc Barr,
Udo Kier; fotografia: Robby Muller; produzione:
Danimarca; distribuzione: Istituto Luce; anno:
2000; commento: *****
"Ho visto
tutto. Non c'è più niente da vedere" canta Biork
la sua scelta di vita. E niente al cinema sarà più come
prima . Gli ultimi vent'anni cinematografici ci avevano abituati a racconti
duri - drammi, soprusi, violenze - colpendoci come un pugno nello stomaco,
ma mai sono stati raggiunti gli apici di drammaticità toccati da
quello che può essere definito senza timore il capolavoro di Lars
Von Trier.
Dancer in the dark avviluppa in una morsa d'angoscia che annichilisce
anche lo spettatore più smaliziato. In sala si piange, ma non per
commozione: è un grido di disperazione perchè non si vuole,
non si riesce a sostenere il dramma che vive la protagonista. America
anni '60. Selma, giovane operaia emigrata dalla Cecoslovacchia, lavora
notte e giorno per raccogliere la somma di denaro sufficiente all'operazione
che salverebbe la vista a Gene, il suo unico figlio, dodicenne. Entrambi
sono afflitti da una tara ereditaria che porta alla cecità: mentre
per Selma è ormai troppo tardi, per Gene c'è ancora una
speranza. In questa vita di sacrificio la donna ha come unico svago i
musical, nelle cui melodie si rifugia, sognando a occhi aperti. Ma il
destino crudele è in agguato e l'America liberal e solidale
si trasforma in un girone infernale senza via di scampo. Lars Von Triers
- girando in realtà in Svezia perchè il regista ha il terrore
di volare - ha portato sugli schermi il musical tragico, rompendo
i canoni narrativi del genere volti all'ottimismo e al lieto fine e vincendo
meritatamente la Palma d'Oro al Festival di Cannes 2000.
Pur avendoci abituati ad opere di grande qualità - L'elemento
del crimine, Europa, Le onde del destino, The Kingdom, Idioti (L'elemento
del crimine e Europa le nostre preferite) - Von Triers è
riuscito a superare se stesso con un film originale e spiazzante, dalla
tragicità devastante.
La cantante islandese Bjork, nel ruolo di Selma si aggiudica il
premio come migliore attrice al Festival di Cannes 2000, commistionando
con bravura ingenuità e tenacia. Ricordiamo anche Catherine
Deneuve nell'appassionato ruolo dell'amica Cvalda; Peter Stormare
(Fargo) l'innamorato di Selma; Jean Marc Barr (The Big Blue), il
responsabile dell'officina dove lavora la protagonista; e non ultimo il
bravo David Morse (caratterista in numerosi film, tra i quali ricordiamo
Pazzi in Alabama e Tre giorni per la verità)
nella parte dello squallido e perfido poliziotto.
Sequenze indimenticabili : 1) quella musicale sul vagone ferroviario dove
Bjork canta a Peter Stormare "I've seen it all"; 2) quella dei "107 Steps";
3) la scoperta del furto e la drammatica lotta per riavere i propri sudati
risparmi.
© Marco Ferrari
- per gentile concessione dell'autore
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