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Yoke Shire - "Masque of Shadows" (Zygo Records-1999)
di Giovanni Carta

I tre gentiluomini di campagna immortalati nella foto all'interno del cd sembrano volerci suggerire chissà quali antiche discendenze e conoscenze... l'immagine degli Yoke Shire in effetti si associa piuttosto bene ai contenuti musicali del loro cd d'esordio, un bizzarro e riuscito tentativo di riesumare certe tendenze dark-rock dei seventies, vaghe reminescenze della migliore n.w.o.b.h.m. ed un'attitudine genuinamente progressive rock. Gli Yoke Shire, americani di Boston, sono Craig Herlihy alla voce- basso-chitarra-tastiere-armonica-dulcimer-mandolino e molt'altro ancora, il chitarrista Brian Herlihy e il batterista (...ormai un ex) Brad Dillon. Masque of Shadows è un disco alquanto strano: il disco precede seguendo un tragitto tutto particolare che privilegia l'aspetto evocativo della musica...tanto da far quasi mutare la semplicità espressiva del rock in una sorta di misteriosa cerimonia pagana. Dovendo riassumere in brevi termini la musica degli Yoke Shire potremmo definirla generalmente come un singolare ibrido fra i Jethro Tull più duri, Rush e Blue Oyster Cult. La potente prova canora di Craig Herlihy ricorda molto da vicino il vecchio Ian Anderson mentre la ricercata struttura dei brani, specie nell'entusiasmante e tenebrosa suite centrale formata dai brani Maiden Voyage, The Brook-the Mirror and the Maiden, Return Voyage, rimane sempre velata da un sottile manto oscuro ed arcano che non impedisce comunque aperture strumentali folk-acustiche dal sapore antico come in Magic Circle oppure solismi chitarristici di un certo effetto nel poco rassicurante finale dell'eccentrica Shape of a Dancer. In attesa del nuovo imminente (?) disco, non rimane altro che godersi l'ascolto di Masque of Shadows e, magari, pure dell'interessante raccolta A Seer in the Midst contenente materiale inedito e pezzi live...

 
© Giovanni Carta 2004 - per gentile concessione dell'autore

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