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Roz Vitalis - "Enigmarden" (autoprod. - 2005)

Fra i talenti cresciuti nel panorama musicale indipendente dell'Est Europa, il tastierista russo Roz Vitalis è sicuramente uno dei musicisti più enigmatici e misteriosi... Roz Vitalis, alias Ivan Rozmainsky, attivo dai primi anni del Duemila come un progetto musicale puramente solista, è riuscito in breve a organizzare una band più o meno stabile, formata in questa occasione dal clarinettista Yuri Verba, dalle vocalist-flautiste e compositrici Klara Metelkova e Nadezhda Regentova, dal tastierista Vladimir Polyakov. La musica di Roz Vitalis trae ispirazione principalmente dal misticismo cristiano e dalle sue suggestioni più antiche ed arcaiche, dall'immaginario medievale più lugubre alla narrativa gotica; lontano dal rappresentare una musica a sfondo religioso, Enigmarden può essere definito meglio come lo sfondo di una qualche ambientazione o rappresentazione macabra e orrorifica... Il profondo senso di angoscia e penitenza che si avverte nel polveroso marasma sonoro si confonde in maniera ambigua con una certa morbosità e malignità espressiva, suggerita dall'uso distorto dell'organo, dalle ossessive dissonanze dei fiati e flauti, da alcune aperture e contaminazioni musicali azzardate se non proprio deliranti. Per dare un'idea delle composizioni di Enigmarden, per la maggior parte strumentale, si può pensare a un pericoloso incontro e fusione fra Jacula/Antonius Rex, il dark ambient rituale e apocalittico alla Cold Meat Industy, qualche traccia sparsa dark-wave anni ottanta, le pantomime teatrali di un Sopor Aeternus, e un suono criptico che sembra ricollegarsi idealmente alle sinfonie catacombali dei Rainy Season e alle ben più note contaminazioni lovecraftiane degli Univers Zero. Una parte delle composizioni di Enigmarden si orienta verso un rock sinfonico aggressivo e ostico, l'organo distorto di Vitalis tratteggia melodie severe e imponenti, allo stesso tempo si fanno strada le folli e deviate performance dei flauti e clarinetti in un crescendo di tensione a dir poco orgiastico; l'altro aspetto dei brani in Enigmarden è quello di una dolente e catacombale introspezione, l'aggressività lascia spazio ad atmosfere più meditative e crepuscolari... l'impressione è comunque quella di un ensemble impegnato a suonare l'accompagnamento musicale per un rituale funebre... Senza esagerare, l'ultimo lavoro di Roz Vitalis è forse il titolo più macabro che mi sia capitato di ascoltare in questi ultimi tempi, nonostante alcune composizioni risentano ancora di una certa artigianalità nella produzione, specialmente le parti (con batteria programmata) più accostabili alla forma espressiva del rock, Enigmarden può essere considerato come una delle uscite più interessanti e singolari del trascorso 2005...

© Giovanni Carta 2006 - per gentile concessione dell'autore


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