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Red Harvest - "Internal Punishment Programs" (Nocturnal Art Productions, 2004)

Gruppo cult per eccellenza della scena scandinava più estrema, i norvegesi Red Harvest in oltre dieci anni di attività ed una serie di dischi, come il capolavoro HyBreed uscito nel 1996, hanno red harvestdato un nuovo significato alla contaminazione fra il metal più radicale ed oscuro e le più ostiche tendenze musicali electro-industrial. Nella loro discografia i Red Harvest hanno attraversato un percorso assai contorto ed enigmatico, tanto da risultare difficile riconoscere i Red Harvest del periodo Voice of Wonder (circa 1994-1996) con i più recenti lavori usciti sotto Nocturnal Arts, ed alla fine è come dover quasi contrapporre la musica decadente, morbosa e crepuscolare degli esordi alle aggresioni soniche più oltranziste e brutali uscite dal 2000 in avanti. Il filo che unisce i titoli dei Red Harvest rimane sempre l'immaginario fantascientifico più cupo e pessimista, il rapporto-simbiosi fra uomo e macchina, il terrore del nucleare... temi, purtroppo, sempre più attuali. L'ultimo disco dei Red Harvest, Internal Punishment Programs, uscito a due anni di distanza da Sick Transit Gloria Mundi, si distacca dai precedenti clangori industrial-death-electro-black voivodiani per ricondurci verso sentieri ldidaeggermente meno tortuosi e caotici. Per certi versi è un pò come un ritorno alle origini, senza mai abbandonare certe sfumature alla Voivod post Negatron i Red Harvest riscoprono un attitudine thrash-core sviluppata in serrati e granitici mid tempo ritmici, una brutale, gelida sequenza di riff dissonanti e grooves psicotici insieme al consueto bombardamento sonoro a base di samples, rumori ed effetti elettronici. Pur senza portare nessuna sostanziale innovazione, Internal Punishment Programs è una impressionante rappresentazione dei nostri peggiori incubi high tech, una lancinante operazione di lucida e chirurgica violenza sonora studiata per scatenare il corpo e sconvolgere le menti. Probabilmente i Red Harvest con la pubblicazione di I.P.P. hanno logicamente chiuso un ciclo iniziato nel 2000 con Cold Dark Matter... il futuro ci dirà come il gruppo sarà in grado di evolversi.


© Giovanni Carta 2005 - per gentile concessione dell'autore

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