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Intervista
agli Antonius Rex realizzata con il contributo del ricercatore Norberth
Censi (18 aprile 2004)
a cura di Giovanni Carta
Ringraziamo Antonius Rex e Musik
Research Team per la grande disponibilità
ANTONIUS REX, the new album 2004:
Group
name: ANTONIUS REX
Album synthetic name: S.o.D.
Format: CD
Collection: only "ultra" limited (100 copies in the world)
& musicians signature LP
Musician: A. Bartoccetti
Guest musician: Andrea Bandel
Engineer & programming: D.Norton
Engineer assistant: A.Taylor
Medium: Monika Tasnad
States pre-production: mobile studio in France-Roumania
Production: Musik Research Studio (192 Khz)
Post-production: Halion Studio (28 bit)
Type-sound: esoteric - dark - horror movie - fusion - progressive metal
- doom
Songs: eight
Music publisher: Star s.r.l.
S.O.D.... the same guitar, the same organ, the next sound.
S.O.D.... the mysticdrug for the new generation.
1)
Vorrei
iniziare questa intervista partendo dal principio: nel 1969, in Italia
e in Inghilterra, il disco d'esordio degli Jacula In Cauda Semper Stat
Venenum ha rappresentato qualcosa di realmente alternativo. E' stato stampato
in poche copie ed ha avuto una diffusione alquanto sotterranea e, per
forza di cose, è rimasto sepolto nel tempo per diverso tempo almeno
fino alla ristampa della Black Widow Records. Eppure a guardare indietro
negli anni si tratta di una delle prime opere che hanno, in un certo senso,
reso "adulto" il rock in Italia... raccontaci un pò delle
motivazioni che ti hanno spinto a creare un'entità musicale cosi
particolare e le tue fonti d'ispirazione "giovanili", musicali
e non...
Sul finire degli anni '60, vivevo in una vecchia casa di campagna: le
uniche realta' erano una radio,
una chitarra, un registratore e una ragazza giovanissima. L'Italia musicale
era davvero piatta ed assurda mentre il mondo trend era diviso fra Stones
e Beatles. Passavo il tempo a comporre, a frequentare il medium Franz
oltre che assaporare i primi inutili libri del liceo. Una sera fuggii
a Milano e passai mesi a proporre le mie idee.... nessuno credeva in quella
roba... mi ricordo una frase di Gianni Sassi (poi produttore degli Area):
"cambiate mestiere...". A Milano comunque l'ambiente era piacevole
e molto dinamico... conobbi il dott.Tosi della Deram Decca che, entusiasmato
dalle mie idee, mi pago' 8 turni di studio e mi fece incidere il primo
singolo con 2 brani: "Aiuto" e "Dentro Me"... quest'ultimo
fu definito pre-underground per la chitarra solista. La Decca, d'accordo
con il settimanale Giovani, ci organizzo' un tour ma subito capii' che
quella strada del rock facile non era la mia. Fu la conoscenza di Alvin
Lee, artista della Decca e del produttore Travers che ci porto' a Londra
per realizzare il nostro primo album, davvero embrionale, anomalo e volutamente
non distribuito. Penso che "In Cauda" sia un buon documento
assolutamente spontaneo e libero da ogni progetto di marketing. Vi trasferimmo
tutti i nostri stati d'animo, la voglia di grandezza ma anche l'insicurezza
esistenziale di due giovanissimi.... il tutto avvolto da atmosfere mistiche
e miranti all'assoluta auto-riflessione. Musicalmente eravamo agli inizi
con tutte le logiche carenze, pero' se il disco lo si ascolta in uno stato
d'animo di auto-ricerca, allora puo' generare stati d'animo positivi e
lontani dal dinamismo amorfo del nascente consumismo di allora.
2) Oltre ad essere stati un gruppo imprevedibile dal punto di vista
compositivo gli Jacula hanno avuto la notevole peculiarità d'essere
un gruppo dall'identità particolarmente forte ed unica, oltre a
te e Doris Norton la formazione includeva l'organista Charles Tiring ed
il medium Franz Parthenzy. In particolare mi ha sempre incuriosito la
figura di Parthenzy: era da ritenersi come una fonte attiva d'ispirazione
per il gruppo ed in qualche modo la sua presenza è stata determinante
per la stesura e la riuscita dei brani???
Gli Jacula erano in 4.... la prima regola era comporre anche in chiave
classicheggiante con contaminazioni reali e con l'obiettivo di creare
atmosfere non terrene e dubbi esistenziali. Tiring era sicuramente un
buon organista con cui non era comunque semplice dialogare. Andavamo a
casa sua a creare gli arrangiamenti di organo classico sui nostri spartiti.
Era una persona matura e molto metodica.... aveva una moglie di 18 anni.
Forse la causa della rottura fu che in un gruppo non ci potevano essere
due tastieristi.... una sperimentale dedita al piano e al Moog ed uno
assolutamente classico. Per quanto riguarda Parthenzy, oggi sostituito
da Monika Tasnad, praticava lo spiritismo e quando cadeva in trance cantava
delle melodie... alcune delle quali noi rielaborammo.
3) Le liriche di buona parte delle vostre composizioni hanno avuto
spesso una particolare attenzione verso temi d' urgente attualità
come l'alienazione urbana o l'inquinamento, argomenti sempre filtrati
attraverso la vostra peculiare sensibilità. Ma altrove i vostri
testi sembrano tesi verso una ricerca spirituale raggiungibile solamente
attraverso un'arduo cammino interiore, in altre composizioni invece l'immaginario
gotico ed "horror" prende il sopravvento. Al di fuori della
vostra critica, sempre attuale, rivolta ai mali della società contemporanea
non temi che il vostro sincero e non volgare interesse verso particolari
argomenti possa apparire al giorno d'oggi lontano dal gusto e dai sentimenti
della maggior parte dei vostri nuovi possibili fans?
Il contenuto globale di tutte le nostre opere e' sintetizzabile in termini
di: rispetto della natura, condanna della falsita', piattezza della vita
dei normali succubi, constatazione della ricerca umana suicida dell'oro,
incapacita' del cercare il proprio io e successiva tendenza alla ricerca,
esaltazione della vita mistica, coscienza della forza invisibile, riconoscimento
delle due divinita'. Se poi tutto questo al giorno d'oggi rischia di essere
anacronistico, ci interessa ben poco. Sta di fatto che, sempre oggi, gli
acquirenti di nostri dischi sono, sia gli amanti del progressive anni
'70 che fans giovanissimi positivamente stanchi delle droghe, della techno,
del noise e..... desiderosi di misticismo.
4) Il secondo ed ultimo album degli Jacula, Tardo Pede In Magiam Versus,
rispetto al disco d'esordio oltre a contenere uno dei vostri classici
per eccellenza, "U.F.D.E.M.", forse uno dei brani più
sperimentali che abbiate mai scritto, si avvantaggia di una produzione
dei suoni notevole, però segna anche l'abbandono della dimensione
rock che caratterizzava il precedente lavoro e la quasi totale assenza
di una sezione ritmica come della chitarra elettrica rende "Tardo
Pede..." uno degli album più enigmatici e di difficile catalogazione
nel panorama italiano (e non solo) degli anni '70. Insomma, cosa è
successo?
E' successo che dopo "In Cauda'', volevamo un album, lontano da ogni
schema o moda o tendenza. "Tardo Pede" e' un'opera basata sulla
composizione e non certo sulla tecnica. Eravamo nel 1972 (credo) e quando
e' uscito nessuno l'ha compreso... ma nel 1985 era gia' diventato un piccolo
mito. Ha subìto diverse ristampe ma la piu' shock curata personalmente
da noi (e questo e' un vero scoop per il tuo magazine), vedra' la luce
fra una luna in formato LP con copertina curatissima e foto davvero particolari
(Bwr label). Oltre cio', e qui sta la novita', l'LP sara' correlato da
un DVD con immagini naturalmente del 1972 per la gioia dei collezionisti.
vai alla seconda parte
dell'intervista 
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The
Rock and Horror Encyclopedia © 1999-2004 Stefano Marzorati
- a true romance production
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