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Barbara Buoso, Aspettami, Fabio Croce Editore,
96 pagg., 10 euro
Un monologo lirico, uno stile asciutto e sobrio, che non può
però essere definita minimalista per la volontà
di lasciare indeterminati luoghi e tempi. Una storia d’amore
senza connotazioni temporali, che permette di dare a questo
breve e intenso romanzo un significato più ampio e
di portata universale.
Nina, la protagonista, vive una situazione familiare atroce,
subisce violenze di tipo fisico ed è t,rascurata da
un punto di vista affettivo. È quasi naturale allora
il nascere in lei di due atteggiamenti contrapposti: il desiderio
di essere amata e quello di chiudersi in sé stessa
non appena le venga offerto affetto in maniera disinteressata,
cosa che non può fare a meno di considerare con sospetto.
È a questo punto che Nina conosce Alessandra, e con
lei il primo amore. Ma con l’amore non arriva anche
la volontà di accettare questo sentimento.
E Nina scappa, scappa finché non scoprirà che
Alessandra si è ammalata di una malattia da cui difficilmente
si salverà. Finché non accetterà quel
suo sentimento e ne accetterà le conseguenze fino in
fondo, per quanto estreme possano essere (non aggiungiamo
altri particolari per non rovinare il gusto della lettura).
La scrittura di Aspettami, primo romanzo
di Barbara Buoso pubblicato nella collana
di Esordienti “L’Erba Voglio” della Fabio
Croce Editore, è solida e anche nei momenti
più emotivi, la scrittrice non perde il controllo di
una vicenda emotiva. Il finale estremo può forse apparire
eccessivamente melodrammatico, ma è perfettamente in
linea con il percorso emotivo e psicologico della protagonista.
Un aspetto che costituisce un punto debole ma anche di interesse
del romanzo è il suo autobiografismo. Come dichiara
l’autrice, ogni riferimento a fatti e personaggi realmente
esistiti è puramente casuale, eppure sarebbe interessante
leggere qualche romanzo di un autore omosessuale a tematica
omosessuale che non abbia un sapore puramente (o quasi) cronachistico.
Ma questo aspetto (che comunque ci sembra di riscontrare in
molta produzione omosessuale) presenta anche un interessante
rovescio della medaglia: è a questa letteratura che
bisogna rivolgersi se si vuole avere una letteratura che racconti
“in presa diretta” il mondo che ci circonda, impresa
che la letteratura cosiddetta alta non sembra ormai più
in grado di compiere. È anche per questo che “Aspettami”
merita assolutamente una lettura.
Fabio Croce, Perché no? Racconti d’amore,
Fabio Croce Editore, pagg. 152, 7.50 euro Pagine
156, Roma 2001
Perché no? è il titolo della
raccolta di racconti di Fabio Croce che raccoglie
alcuni scritti dell’autore già apparsi in
altri volumi. Ma “Perché no?” è
anche la domanda, implicita o esplicita, che lo scrittore
pone in tutti gli scritti dell’antologia, che trattano
degli ostacoli che si frappongono verso l’instaurazione
di un sentimento amoroso “puro” e assoluto.
Questi impedimenti sono di varia natura: spesso si tratta
di fattori esterni, come la ristrettezza culturale della provincia
italiana, presentata nella sua grettezza e nel suo attaccarsi
a una parvenza di cosiddetta normalità puramente esteriore,
in altri casi si tratta della paura che è propria di
uno o dei partner, spaventato dalla forza di un sentimento
che non è ugualmente importante e “totale”
per entrambi.
Gli epiloghi sono sempre amari, spesso tragici. Nonostante
il tono estremamente personale e lirico delle narrazioni,
non esiste nessuna facile fuga verso un lieto fine consolatorio.
In questo Croce è durissimo con i suoi personaggi,
e la sua morale severa: nel suo universo narrativo esistono
solo la morte o la solitudine e non i sentimenti, sulla cui
autenticità c’è sempre da dubitare, ma
lo strazio che dai sentimenti deriva, quello sì vero
e sempre presente.
Una difesa dell’amore, quindi, in qualsiasi sua manifestazione.
Questa impostazione in alcuni casi rischia di diventare troppo
didascalica, caratteristica che si riflette anche in alcuni
dialoghi, forse eccessivamente letterari. A questo si aggiunge
anche il difetto dell’eccessivo autobiografismo che,
come abbiamo già detto precedentemente, si riscontra
in alcuna letteratura omosessuale.
Si tratta comunque di una raccolta interessante, che costituisce
un ottimo viatico per conoscere meglio l’opera di Fabio
Croce, che spazia dalla narrativa alla saggistica.
© Adriano Barone 2003 - per gentile concessione
dell'autore
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