|
il
sito ufficiale del film
unofficial
fan page
|
COWBOY BEBOP: I CACCIATORI DI TAGLIE
PASSANO SUL GRANDE SCHERMO di Paolo Ferrara
In una delle classiche anomalie distributive ecco apparire inatteso
(e soprattutto quasi per niente pubblicizzato) un nuovo (ma in patria
ha già più di un anno) nuovo lungometraggio animato
giapponese. Oltre ad essere penalizzato appunto dalla mancanza di
pubblicità il film è stato proiettato in pochi cinema
dove è rimasto in cartellone raramente per più di
una settimana e solo ed esclusivamente in orari pomeridiani.
Viene da chiedersi perché sforzarsi a distribuirlo se poi
costruisci le condizioni per farne un flop di botteghino, soprattutto
quando il film in questione avrebbe potuto anche raccogliere consensi.
Il film in questione è Cowboy Bebop, lungometraggio
che nasce dal successo di una delle migliori
serie televisive prodotte ultimamente nel mercato nipponico.
Come è ovvio il livello già molto alto della produzione
televisiva qui, con un budget molto maggiore, non fa che salire
in maniera esponenziale. Animazioni, disegni, fondali, tutto concorre
ad essere superlativo.
La regia di Shinichiro Watanabe, lo stesso della
serie televisiva e uno degli autori coinvolti nel progetto Animatrix,
è fascinosa, poetica, poco convenzionale, fatta di immagini
al margine, carrellate distaccate e sguardi soffusi, con un carattere
in tutto e per tutto simile a quello del protagonista, apparentemente
indifferente e superiore alle vicende ma in realtà profondamente
coinvolto.
Le musiche di Yoko Kanno, splendide come al solito,
si distaccano leggermente dai canoni della serie e si fanno più
ritmate, per incalzare sulla trama di cui ne condividono le emozioni
e gli sviluppi.
La trama è come sempre intrigante, da profondi risvolti psicologici
ed emozionali. La Bebop è sulle tracce di un terrorista,
quando si ritrova coinvolta nelle conseguenze delle trame di una
industria farmaceutica coinvolta in conflitti bellici. E mentre
la città rischia di essere la vittima di un terribile contagio
scopriremo i segreti di un uomo senza memoria.
Un vago richiamo a pellicole come Mission
Impossibile 2 e Matrix per un film
dove nonostante un buon livello d’azione ottimamente sviluppata
(spettacolari i corpo a corpo e la battaglia aerea), questa non
riesce a prevaricare su trama e atmosfera, che vincono e permangono
sullo spettatore.
L’edizione italiana risulta molto buona, con l’unica
stonatura dovuta al cambio di doppiatore per il personaggio di Jet
Black.
Insomma, un bel film che non spreca un fotogramma o una battuta
il cui unico insuccesso è da imputare al fatto che nessuno
sapeva neppure della sua uscita.
Non resta che aspettare e sperare che l’eventuale futura edizione
in dvd offra al pubblico al di fuori della cerchia di appassionati
la possibilità di conoscere e avvicinarsi ad un prodotto
di alto livello su cui pesano discriminazioni formali (è
ancora fin troppo diffusa la convinzione che il cartone animato
sia solo prodotto per bambini/famiglie) e geografiche (ancora tante
le remore sulle produzioni giapponesi su cui ancora pesano alcuni
vecchi luoghi comuni).
©
Paolo Ferrara 2003 - per gentile concessione dell'autore
drive
index
| cinema | archivio
recensioni
© Copyright 1999-2004 Stefano Marzorati | a True Romance Production
scrivete a drive
|