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FUMETTI: DOVE, COME, QUANDO?
di Paolo Ferrara
Mettiamo caso che qualcuno tra quelli che leggono gli articoli
proposti qui intorno sul mondo del fumetto si è fatto venire
voglia di leggerne ma non sa nulla di questo mondo, come si
dovrebbe comportare?
Vi ho parlato di una geografia del fumetto. Ora, forse, è
il caso vi offra qualche indicazione geologica del fumetto.
Se dobbiamo parlare di geologia, è meglio cominciare facendo
un piccolo passo indietro nel tempo.
La prima via di diffusione del fumetto erano le edicole, la
prima forma, di questo ve ne avevo già parlato, erano
le riviste. Albi mensili, settimanali o periodici vari dove
erano presentati diversi autori e diverse storie.
Ci fu un epoca in cui testate come
Linus, una delle poche sopravvissute tuttora, non
solo aveva una marea di lettori, ma si poteva permettere di
generare una spinta con ripercussioni mondiali. Come? Dovete
sapere che all’epoca Linus aveva l’esclusiva del
materiale prodotto da una rivista francese, la famosa Metal
Hurlant, dove si fecero le ossa grandi autori come Moebius
o Druillet. Metal Hurlant era, però, trimestrale
mentre Linus mensile. Il contratto in esclusiva di Linus e
i soldi sicuri che questo fece cominciare a piovere su Metal
Hurlant, permise alla rivista francese di ampliarsi e trasformarsi
in mensile, aumentando il parco autori e via dicendo. E così
Metal Hurlant crebbe e divenne quel fenomeno che poi avrebbe
sarebbe arrivata a generare la gemella americana Heavy
Metal, nonché uno stuolo di appassionati in tutto
il mondo.
I grandi editori italiani come Mondadori, Rizzoli e Bompiani
allora erano molto attenti al mercato fumettistico (Mondadori
era la detentrice dei diritti Disney italiani: Topolino,
l’albetto settimanale, era suo fino agli anni 90), e
ogni tanto tiravano fuori libri pregiati, splendide edizioni
che ristampavano materiale apparso in rivista o magari qualche
inedito.
Comunque,
anche allora, i nostri grandi autori (Hugo
Pratt, Guido Crepax e tanti altri) godevano
di maggiori consensi all’estero piuttosto che da noi.
Arrivarono poi gli americani, con due case editrici storiche:
l’Editoriale Corno che pubblicava il materiale
dell’americana Marvel (e quindi Uomo Ragno, Capitan
America, Fantastici Quattro, Incredibile Hulk, etc. etc) e
la Cenisio, che invece pubblicava il materiale della
diretta concorrente, la DC Comics (ovvero Batman, Superman,
Wonder Woman, etc. etc.). E ancora, sempre con le edicole
come veicolo di diffusione viveva la controcultura, terreno
di autori come
Andrea Pazienza, Filippo Scozzari, Tanino
Liberatore e altri, che diedero vita alla rivista Frigidaire
e al fumetto underground italiano.
Unica alternativa alle edicole erano le fiere del fumetto,
di cui
Lucca e il Quark
Hotel sono le sopravvissute più vecchie. Per
le fiere le case editrici di fumetto producevano albi speciali
e unici o stampavano una versione limitata dei numeri dei
loro mensili che andavano a caderne in concomitanza. Inoltre
alle fiere si potevano trovare ragazzi che distribuivano i
propri fumetti autoprodotti, magari sull’erba, sopra
un telo, fuori dagli stand ufficiali.
Nel corso degli anni si avvicendarono alcuni colossi (Corno
e Cenisio sparirono per esempio) e la nascita di nuove realtà
editoriali come Star Comics, Play
Press, Granata. Alcune ripresero le file del
passato (Star e Play si spartirono il materiale Marvel, Play
riprese quello DC e così via), altre vie del tutto
nuove (Granata, casa editrice pioniere del manga in Italia,
chiusa nei primi anni novanta. Una piccola curiosità:
un buon 50-60%, ma forse anche qualcosina di più, dei
manga di maggior successo degli ultimi anni sono ristampe
o prosecuzioni di manga già pubblicati da Granata negli
anni ottanta…ecco cosa vuol dire essere troppo in anticipo
sui tempi..)
La cosa più importante, però, fu la nascita
della prima libreria specializzata nella distribuzione e vendita
di soli fumetti: Alessandro Distribuzioni di Bologna.
Il sasso era lanciato. Gli anni scorrono. Cominciano a nascere
nuove librerie e, in parallelo a queste, le case editrici
cominciano a sfornare edizioni destinate solo a quel circuito,
e quindi più pregiate e destinate ad un pubblico più fine
e ricercato.
E da lì eccoci arrivati alla situazione odierna.
La maggior parte dei fumetti sono prodotti direttamente per
le librerie specializzate, in volumi di bassa tiratura e costi
medio alti.
La
crisi di vendite ha quasi fatto sparire i fumetti dalle edicole,
dove sono rimasti pochi mensili, per lo più manga e
serie supereroistiche, nonché i nostri Bonelli
(Dylan Dog, Tex, etc..) e l’immancabile Disney.
Questo comporta principalmente due condizioni.
Il fatto che i lettori siano in numero inferiore implica che
quelli rimasti, soprattutto i frequentatori di librerie specializzate,
difficilmente sono occasionali. Questo significa che si fanno
più esigenti, soprattutto visto quanto questi devono
cominciare a sborsare per leggere. Morale della favola: il
livello dell’offerta si è mediamente alzato. Meno
prodotti ma un livello medio discreto.
Dalla prima deriva direttamente la seconda condizione: difficilmente
arrivano lettori occasionali. Relegare la maggior parte dei
prodotti nelle librerie specializzate significa limitarne
la visibilità solo ai loro frequentatori. Morale della
favola: legge fumetti solo chi conosce i fumetti.
La situazione, per fortuna, non è statica. In questi
ultimi anni, nonostante crisi su crisi di lettori, l’interesse
nei confronti del fumetto cresce. Si moltiplicano le iniziative,
le associazioni e, parrà strano, persino l’entusiasmo.
Gli editori li sentite sempre tutti pessimisti (e purtroppo
molti a ben donde: tante piccole case editrici sono morte
o sull’orlo del collasso), eppure nuove case editrici
nascono continuamente. E persino i grandi editori come, ad
esempio Mondadori, Rizzoli ed Einaudi
hanno recuperato il loro vecchio interesse e si sono messe
in gara per recuperare il materiale migliore. (negli ultimi
anni questi colossi dell’editoria hanno sì pubblicato
qualche fumetto, ma, escludendo Einaudi con i suoi Stile
libero, si sono sempre limitati a ristampe di materiale
Disney, Bonelli o a strisce…).
Mondadori,
per esempio, si sta attrezzando percorrendo una strada che
è quanto mai una sorpresa per gli appassionati del
mondo di fumetto, ovvero materiale di diretta provenienza
dall’Underground americano. Ha prodotto Little Lit,
volume di fiabe rinarrate, appunto, da un vasto gruppo di
autori underground e ha annunciato Gorazde, nuovo volume
di Joe
Sacco, giornalista nonchè il secondo autore
di fumetti, dopo Art
Spiegelman e il suo Maus, a vincere un premio
Pulitzer.
Per quello che riguarda invece le fiere del fumetto ora come
ora la situazione è molto triste, tra sciocche battaglie
(quest’anno sono state realizzate due diverse manifestazioni
nello stesso week-end a Roma, che hanno dato vita a numerosi
dibattiti e conflitti) e poco entusiasmo da parte degli organizzatori.
Concludendo vi riassumo cosa potete trovare oggi attorno a
voi.
In edicola potete trovare qualche serial mensile di manga
e qualche supereroe (ma per quelli DC Comics, come Batman,
Superman, etc. dovrete rivolgervi nelle librerie specializzate),
qualche rivista sopravvisuta, Linus, Skorpio, etc.
nonché la neorinata Frigidare, materiale Disney e materiale
Bonelli e qualche piccolo nuovo tentativo ogni tanto.
In molte libreria di varia troverete un angolo dedicato ai
fumetti in crescita, che oltre alle imponenti case editrici
di cui sopra (Mondadori and Company) spesso ospita anche qualcosa
delle case editrici di solo fumetto.
Nelle librerie specializzate in fumetto: bè, in quelle
cosa pensate di trovare?
A questo punto non mi resta che consigliarvi, la prossima
volta che entrerete in una libreria, di provare a cercarlo
quel famoso angolo dei fumetti. Guardateci un po’, prendete
in mano qualche volume. Sfogliatelo, leggete qualche passo
o magari l’introduzione o la presentazione, proprio come
fareste con un normale libro. E magari provate a comprarne
uno. Forse troverete proprio quello che potrebbe anche piacervi.
E forse potrete cominciare a capire come mai ci siano persone
che si prodigano tanto per cercare di diffondere questo genere
tanto sottovalutato e bistrattato.
Se poi per caso il germe della curiosità è riuscito
a germogliare, potreste anche provare a scoprire se, nella
vostra città, esiste o meno una libreria dedicata ai
fumetti e decidere un giorno di farci una gita.
©
2001 Paolo Ferrara - per gentile concessione dell'autore
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