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CLA$$
WAR: SUPEREROI INDIPENDENTI SENZA PELI SULLA LINGUA, di
Paolo Ferrara
Nel corso degli anni ottanta nacque il cosiddetto concetto
del supereroe revisionista, sviluppato in opere come
Watchmen, The Dark Knight Returns e Miracle
Man, a opera di autori come Alan Moore e Frank
Miller. Il supereroe era cresciuto e pronto ad affrontare
un diverso tipo di realtà, più cupa, più
problematica, e soprattutto più vicina alla nostra
realtà.
In questi ultimi anni, il supereroe sta conoscendo una nuova
strada che lo sta portando ad affrontare lattualità
e la società moderna
(ovviamente concentrandosi sulla società americana,
madre putativa dei comic book supereroistici) in una
chiave dissacrante e critica, quasi sempre ben poco gentile.
È il caso di due autori in particolare, Warren
Ellis e Mark Millar, che con i loro splendidi
Authority (la serie è stata creata da Ellis
e poi proseguita proprio da Millar), Ultimate X-Men
e Ultimates abbordano la nave del politically correct,
ne cambiano la bandiera e continuano la navigazione ben attenti
al solo political.
Cla$$war è un fumetto inglese esordiente che
rientra in questa categoria, spingendosi molto
oltre. I due giovani autori, Rob Williams ai testi
e Trevor Hairsine ai disegni, fanno una gran buona
impressione. Così buona che gli ultimi tre numeri della
serie di sei saranno disegnati da unaltro autore poiché
lesordio di Hairsine è stato notato da Joe
Quesada, leditor in chief della Marvel,
che se lo è subito accaparrato per disegnare le nuove
storie di Capitan America (buffo questo passaggio partendo
da un eroe che a tutti gli effetti è uno stravolgimento
di alcune caratteristiche proprio di eroi alla Capitan
America).
Il testo e la narrazione sono molto forti, dimpatto,
senza prendersi la briga di edulcorare o di lasciarci tirare
qualche sospiro. Crudo e violento Cla$$War racconta
le vicende di American, supereroe dalle capacità simil-Superman
al soldo del governo a stelle e strisce insieme al supergruppo
Enola Gay, a cui improvvisamente vengono aperti gli occhi
su quale sia esattamente il reale modus operandi e
i veri obiettivi dei suoi datori di lavoro. Verità
che sarà sua premura portare allattenzione di
tutti, con tutte le conseguenze derivanti nel tentare una
simile impresa. A coadiuvarlo un ex agente dei servizi segreti,
vera mente dietro a quello che a tutti gli effetti è
il braccio American. Storia decisamente coraggiosa (anche
perchè esce dopo l11 settembre) che mantiene
nel suo costrutto anche le caratteristiche base del fumetto
supereroistico, come lazione e la suspence, decisamente
ben orchestrate, in un coacervo di personaggi sporchi e corrotti
dove ben poco spazio trovano però i classici ideali
da sogno americano, mostrato in tutto il suo marciume che
puzza al di sotto della patina lucente.
I disegni di Hairsine, intensi e dimpatto tanto quando
la scrittura, ricordano da vicino autori come Brian Hitch,
noto proprio per aver disegnato-cocreato due serie citate
più sopra, proprio quellAuthority e quellUltimates,
senza però esserne un clone, dimostrando invece una
propria forte personalità e tutti gli estremi di ulteriori
crescite e miglioramenti. Niente male per un primo lavoro.
Lopera pubblicata dallinglese COM.X che
tanto scalpore ha suscitato e che in America è andata
pressoché esaurita viene pubblicata qui da noi in due
agili volumetti brossurati dalla piccola Indy
Press, casa editrice in pieno fermento produttivo (ha
moltiplicato parecchio le proposte in questi ultimi mesi,
diversificandole parecchio) che merita un occhio di riguardo.
Forse il prezzo di copertina non è esattamente popolare,
ma provate a sfogliare lalbo o a leggerne qualche passaggio.
Credo comincerete a rovistarvi nelle tasche per vedere se
riuscite a mettere insieme monetine sufficienti.
© 2003 Paolo Ferrara - per gentile concessione dell'autore
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