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Cirrha Niva - "Liaison De La Morte" (Parnassus Records 2001)
di Giovanni Carta

Nonostante Liaison De La Morte sia, credo, il secondo disco pubblicato nell'arco di una decina d'anni di intensa attività anche come gruppo di supporto live per alcuni gruppi di una certa rilevanza, non pare proprio che gli olandesi Cirrha Niva godano di una vastissima popolarità, ed a dire il vero se non avessero consigliato l'acquisto di questa ultima prova discografica al sottoscritto probabilmente adesso non starei a scrivere di questo gruppo...! Liaison De La Morte rappresenta la messa in scena musicale di una classica ghost-story che ben poco rispecchia l'immaginario moderno ma mostra piuttosto una sensibilità decisamente più vicina alla letteratura romantico-decadente del XIX° secolo. In sette capitoli prende dunque forma la storia di un vecchio vedovo stremato dal peso degli anni, desideroso di poter riabbracciare la sua dolce, defunta sposa... senza tener conto dei pericoli che questo incontro potrebbe comportare: questa storia d'amore e morte è quindi alla base di questa particolare rock-opera, ambiziosa nella forma musicale quanto pretenziosa nella scrittura del concept. Per fortuna in questa sede ci interessiamo esclusivamente di musica, e visti i buoni risultati raggiunti con questo disco in teoria potremmo anche annoverare i Cirrha Niva fra i gruppi culto da tenere in considerazione (speriamo) per il futuro.
Il gruppo, composto da sei musicisti, Rob Willemse e Peter Vennema alle chitarre, Arnold Kloek alla voce, Liselotte Hegt al basso e voce femminile del gruppo, Tommy White alla batteria ed infine Wilbert Van Den Broek alle tastiere, si è avvalso per la realizzazione delle parti vocali anche della collaborazione di un vasto numero di musicisti, giusto per sottolineare i momenti maggiormente drammatici dei brani, collegati fra di loro in modo da creare un filo logico alla storia. Stilisticamente il disco si pone a metà strada fra un heavy rock di stampo anni '80 non particolarmente aggressivo, ed una sorta di progressive sinfonico dai tratti oscuri e barocchi, piuttosto raffinato nell'orchestrazione (merito soprattutto del buon lavoro del tastierista). Potremmo allora definire tranquillamente Liaison De La Morte come un disco prog-metal di buona fattura, lontano da certe pompose pacchianerie e dotato di una buona attitudine che spinge i musicisti a sviluppare il discorso musicale a costo di dover correre il rischio di poter annoiare i profani con dei brani dal minutaggio piuttosto elevato. Dispiace solo che le parti vocali principali non siano state curate al meglio e la qualità sonora della produzione non sia allo stesso livello della qualità musicale...infine lascio a voi il piacere di intuire le svariate influenze musicali dei Chirra Niva, di sicuro non ci impiegherete troppo tempo!

 
© Giovanni Carta 2002 - per gentile concessione dell'autore

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