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drive magazine © Stefano Marzorati 2010

 

La ville est tranquille (id.)
di Robert Guediguian con Ariane Ascaride, GĂ©rard Meylan, Jean-Pierre Darroussin, Pierre Banderet, Jacques Boudet, Pascale Roberts; produzione: Francia; anno: 2000
recensione di Marco Ferrari

La città è tranquilla, vista dall'alto di una terrazza panoramica di una casa signorile abitata da uno spocchioso pseudo-intellettuale di sinistra. Come recita un personaggio del film, il punto di vista non è altro che il punto di osservazione soggettivo di ciascuno. E da questo punto di osservazione privilegiato della città, potremmo addirittura definirla bella, in quanto non vediamo gli orrori che si consumano tra le sue vie. Ma se si scende nel dedalo di vie e si entra negli alveari delle case popolari, scopriamo che Marsiglia è tutt'altro che bella e, soprattutto, assolutamente non tranquilla. Veniamo a contatto con diverse storie, alcune che si intrecciano tra loro, altre che viaggiano parallele, tutte unite dal comune denominatore della tragedia quotidiana, del rimorso per scelte sbagliate, della sofferenza per sopravvivere del desiderio di riscatto di fonte a una vita avara. Droga, prostituzione, alcoolismo, disoccupazione, razzismo e omicidi si intrecciano in un racconto forte, asciutto e privo di retorica alcuna. Guediguian, dopo il piacevole Marius e Jannette e il meno riuscito Al posto del cuore, si conferma gran conoscitore del tessuto sociale urbano della città francese, regalandoci un'opera più ambiziosa e completa, caratterizzata da un eccellente montaggio e da un'ottima compagnia di attori, la stessa utilizzata nei suoi precedenti film. Oltre alla bravissima Ariane Ascaride (Jeannette nel precedente film e qui nella parte di Michéle, che lavora al mercato del pesce) desideriamo segnalare Gérard Meylan, un attore la cui sola presenza nell'inquadratura è già grande cinema. Già interprete del ruolo di Marius in Marius e Jannette, qui impersona Gérard, il grande e segreto amore di Ariane. Il finale del film, amaro e spiazzante è tutto suo e a lungo resterà nella memoria dello spettatore.