navigazione
drive home page

cinema

home

recensioni

speciali

anteprime
articoli
eventi

rubriche

prossim@mente
strani oggetti
diario americano
dvd world


categorie

musica

cinema

libri

fumetti

database
libri sul cinema


contatti

 

 

drive magazine © Stefano Marzorati 2010

 

La comunidad - intrigo all'ultimo piano (La comunidad)
Regia di Alex De La Iglesia; con Carmen Maura, Eduardo. Antuña ; Anno: 2000; Produzione: Spagna; distribuzione: Nexo

In un fatiscente condominio - microcosmo autonomo catalizzatore dei lati peggiori dell'uomo - l'agente immobiliare Carmen Maura trova la vincita al Totocalcio di un anziano inquilino recentemente defunto. La sua vita sembrerebbe a una svolta se non fosse per gli altri condomini, che per anni hanno atteso la morte del vecchio e che sono disposti a tutto pur di entrare in possesso del tanto agognato tesoro. Questo é l'incipit del grottesco film di Alex De La Iglesia (Azione mutante, El dia de la bestia), regista emergente e pretenzioso del nuovo cinema spagnolo, che, tuttavia, riesce a mettere in sequenza situazioni già viste - scopiazzando a più riprese lo stile di Almodovar - per poi precipitare nel finale. Carmen Maura é sempre brava ed é grazie a lei che il film, complessivamente, si lascia vedere.
Peccato perché il soggetto era interessante e, nelle mani di un altro sceneggiatore e di un regista più bravo, se ne poteva trarre un film interessante.

© Marco Ferrari - per gentile concessione dell'autore

Una commedia nera, un thriller grottesco, comunque un peto in viso al "politically correct", propugnato o strisciante, di tanti blockbuster hollywoodiani, La Comunidad - Intrigo all'ultimo piano è la più recente fatica di Alex de la Iglesia, ex enfant terrible del nuovo cinema spagnolo, ex pupillo di Pedro Almodóvar, già noto (?) al pubblico italiano per i peraltro mediocri Acción mutante (1993) e El dìa de la bestia (1995). In un condominio nel centro di Madrid, Julia, intermediario immobiliare, prende possesso di un appartamento sfitto per farne il nido d'amore dei propri incontri romantici con un poco aitante compagno di letto. Ma i condòmini tramano per impossessarsi della vincita miliardaria al totocalcio dell'anziano inquilino dell'ultimo piano...
E non è certo la facile metafora dell'attuale crisi politica ed economica spagnola a rendere memorabile il film, né le scelte registiche, spesso incerte, di de la Iglesia; eppure il film, pur con brusche virate di registro, è tutt'altro che sgodibile. In primo luogo per la grande prova di Carmen Maura, già attrice-feticcio del solito padre-padrone-padreterno del cinema madrileno Almodóvar, in grado di reggere la scena -e le sorti del film- su un copione che dà l'impressione di seguire a braccio, affidandosi a una recitazione di almeno due spanne sopra le righe.
E poi, su tutto, un'atmosfera macabra, malata, claustrofobica, venata da humor nero, che porta alla memoria altri film -e altri condomìni e altri condòmini- non certo della celebre serie inaugurata da Sam Raimi o dei suoi epigoni (anche caserecci), bensì come l'inquietante (quello sì) L'inquilino del terzo piano di Polanski (1976) o il sottovalutato Apartment Zero di Martin Donovan (1988).

© Glauco Guardigli - per gentile concessione dell'autore