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drive magazine © Stefano Marzorati 2010

 

EYES WIDE SHUT (Eyes Wide Shut), regia di Stanley Kubrick Tom Cruise, Nicole Kidman, Sydney Pollack tratta dal romanzo "Doppio Sogno" di Arthur Schnitzler Warner Bros.160' 2 ottobre 1999

Desiderio e fedeltà. Convivenza dinamica di due stati d'animo, sia nel singolo sia nella coppia, che posso essere in perfetta simbiosi (l'oggetto del desiderio e quello della fedeltà coincidono) o in totale antitesi (i due oggetti differiscono tra loro).
In quest'ultimo caso, l'oggetto del desiderio può essere reale (l'amante) oppure semplicemente idealizzato: è il desiderio stesso che crea la situazione ambita.
L'oggetto del desiderio è comunque causa scatenante di un conflitto interiore, nonchè di una frattura nel rapporto di coppia, come avviene tra Fridolin e Albertine di Schnitzler e ai loro (ipotetici) successori Bill e Alice.
La confessione di una idealizzazione dell'oggetto del desiderio - di Albertine/Alice scatena in Fridolin/Bill il desiderio dell'oggetto: nell'uomo, colpito nel suo amor proprio, scatta il desiderio di una situazione contrapponibile a quella che viene vista come un tradimento della moglie.
L'insicurezza di Bill gli fa perdere di vista l'insoddisfazione latente nel rapporto di coppia per focalizzarlo sulla ricerca di qualcosa che possa compensare la sua sofferenza.
E su questo forzato obnubilamento, in questo volontario rifiuto di vedere la realtà - eyes wide shut/occhi ben chiusi anzichè ben aperti/ wide open - Kubrick sviluppa il viaggio erratico di Bill alla ricerca dell'oggetto del suo desiderio.
Questa contrapposizione tra reale e virtuale, il doppio sogno schnitzleriano, Kubrick la trasferisce dalla Vienna degli anni Venti a una decadente New York di fine secolo.
Il film ha un ritmo narrativo indovinato e in linea con il romanzo, di cui rispetta tempi e personaggi: peccato per l'inserimento della figura di Frank Ziegler, facoltoso e cinico amico del medico (peraltro interpretato molto bene da Sydney Pollack) che risulta essere didascalica, facendo a tratti scivolare il film su un piano hitchcockiano che non gli pertiene.
La coppia Cruise-Kidman, probabilmente imposta dalla produzione, è convincente nella loro dialettica: in particolare Cruise, in inedita versione ambigua e tenebrosa.
Pur essendo il film un'opera d'arte da valutarsi indipendentemente da un eventuale libro al quale si ispira, in questo caso suggeriamo una preventiva lettura del romanzo¬†: si ottiene in cambio una chiave di lettura più ricca ed approfondita.
Non è il miglior film di Kubrick, ma neanche "Doppio sogno" - nonostante l'ampia notorietà - può essere considerato il miglior romanzo di Schnitzler, troppo compiacente e morboso rispetto allo stile abituale dello scrittore austriaco.
Sono entrambe due opere stilisticamente eccellenti, molto interessanti, ma imperfette.