Il tempo dei cavalli ubriachi (Zamani barayé masti asbha)
regia e sceneggiatura di: Bahman Ghobadi, con Nezhad Ekhtiar-Dini,
Amaneh Ekhtiar-Dini, Madi Ekhtiar-Dini, Jouvin Younessi; distribuzione:
Lucky Red; Anno: 2000; Nazione: Iran
recensione di Marco Ferrari
Povertà, desolazione, solitudine e una vita durissima dove il
pane quotidiano viene guadagnato giorno per giorno tra lacrime, sudore e sangue.
E questo il contesto in cui si inserisce una famiglia curda di un piccolo
villaggio al confine tra Iran e Iraq , composta da cinque ragazzini rimasti
orfani. Il più grande di loro, Nezhad, ha abbandonato gli studi per
lavorare in modo da mantenere la famiglia e cercare di accumulare il denaro
necessario a curare Madi, il fratello affetto da una gravissima malattia deformante.
Il tempo dei cavalli ubriachi è un film essenziale, rarefatto, severo, sulla vita che in alcune parti del mondo è dura e difficile, in quello stile neo-neorealista tipico del nuovo cinema iraniano.
Contrariamente ad altri suoi colleghi, il trentaduenne Ghodabi - già assistente di Kiarostami, ha lavorato anche con Makhmalbaf padre e figlia- si è astenuto da riprese leziose e compiaciute per commuovere le grandi platee occidentali.
Forse per questo il film ha riscosso minor successo rispetto ad altre
pellicole nazionali.
Ghobadi, all'esordio nel lungometraggio, ha vinto a Cannes 2000 la Camera d'Or. con un film delicato e forte allo stesso tempo. Magari non particolarmente
innovativo, ma senzaltro interessante.
Il titolo del film merita una spiegazione: per aiutare i muli a sopportare le
fatiche, il freddo e il gelo, durante il valico dei monti per passare il confine
con la merce di contrabbando, i contrabbandieri aggiungono allacqua offerta agli animali il contenuto di qualche bottiglia di alcol. Ma a volte
le quantità sono eccessive e i poveri muli finiscono per ubriacarsi.
Da ricordare: la sequenza drammatica in cui proprio per aiutare Madi, la sorella
maggiore Ameneh, accetta di sposare un ricco iracheno, dietro la promessa che
Madi venga portato in Irak e ivi operato. Su un terrapieno innevato avviene lincontro tra i due gruppi: la madre dello sposo non accetta in casa Madi, si
accende una disputa e alla fine alla famiglia della sposa, in cambio, viene offerto
un mulo. Nezhad, Madi e lo zio se ne tornano al villaggio insieme al mulo, mentre
Ameneh si avvia al proprio destino di sepolta viva
