The Frank Miller Library: sfoglia la completa cronologia delle opere dell'autore americano

Un'intervista a Frank Miller ospitata su Ultrazine

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Frank Miller e Lynn Varley, DK 2: il cavaliere oscuro colpisce ancora. Vol. 1. Play Press. 17x26, colore, brossurato, s.n.p., euro 9,00, in fumetteria.

Un minaccioso pugno appare sulla copertina di uno dei fumetti più attesi della stagione. Dopo quindici anni dall’uscita di Batman: il ritorno del cavaliere oscuro, pietra angolare del fumetto supereroistico degli anni Ottanta, Frank Miller torna a cimentarsi con la figura di Batman, vera araba fenice del fumetto mondiale.
In quel romanzo grafico, Miller ci aveva fatto scoprire un nuovo Batman attraverso un sofferto monologo interiore. Un Batman postmoderno che divenne icona della rinascita del fumetto supereroistico americano, restituendogli dignità e riscattandolo da trame banali e da un congenito infantilismo.
Il primo volume della nuova trilogia viene ora proposto dalla Play Press dopo aver conquistato il mercato fumettistico americano. Siamo esattamente tre anni dopo le vicende de Il ritorno del cavaliere oscuro che si concludeva con la finta morte di Batman.
L’America è claustrofobicamente soffocata da un regime di polizia dove le libertà individuali sono state pragmaticamente abolite. È governata da un Presidente sottoposto ad una costante esposizione mediale. Un consolatorio e inutile Presidente, perennemente sorridente che scopriamo essere totalmente virtuale, un simulacro creato da un computer, un fantasma della falsa democrazia vigente. In questo “sorridente” mondo i supereroi sembrano essere scomparsi, svuotati da ogni funzione. Sopravvive solo un Superman beotamente asservito al nuovo ordine costituito.
In questo contesto, Bruce Wayne, torna ad indossare il costume di Batman e, l’uomo pipistrello, coadiuvato da un piccolo esercito di Bat-soldati ritorna a far parlare di sé.
Miller continua a sviluppare il tema a lui caro dell’approccio vigilante alla realtà, affidandolo ad una scrittura decisamente più raffinata anche se, paradossalmente, dal minore potenziale di coinvolgimento emotivo. Sono cambiati tempi e contesti dalla sua prima rilettura di Batman e quel suo lavoro, assieme a quelli di Alan Moore, ha abituato i lettori a un livello qualitativo medio decisamente più alto di quello di quindici anni fa. Miller mette in gioco tutti gli eroi della DC Comics con gustosissime riprese mentre, la moglie e colorista, Lynn Varley si sbizzarrisce con tonalità psicadeliche che, però, non convincono totalmente. Così come decisamente freddo è l’uso dei computer.
Un’opera che ha certamente una sua ragione d’essere ma che, come da copione, fatica a staccarsi in modo netto dalla storia matrice rischiando di infilarsi nel cimitero dei sequel; e questo non per suo demerito, ma per troppo merito del primo lavoro di Miller
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© 2002 Stefano Gorla - per gentile concessione dell'autore

IL RITORNO DEL CAVALIERE OSCURO
di Paolo Ferrara

Sono passati parecchi anni da quando quel folle di Frank Miller rivoluzionò il mondo dei supereroi americani con una miniserie dura e spettacolare. Ovviamente, quando lo stesso autore decide, appunto a più di vent’anni di distanza, di scriverne un sequel, sul pubblico si genera un’irrefrenabile ondata di aspettativa. Un aspettativa tale che sarebbe capace di spaventare l’artista più coraggioso.
Vent’anni. In vent’anni ne succedono di cose. E difatti quello che accade sul Dark Knight Strikes Back alla fine dei conti e totalmente diverso da qualunque aspettativa degli ansiosi lettori. Già perché questa volta il nostro Miller non aveva bisogno di svegliare personaggi in caduta libera. Questa volta l’autore che è stato capace di creare capolavori come Born Again, Batman: Year One, Sin City o 300 ha voluto divertirsi, giocare su un piano completamente diverso e senza limiti, questa volta prendendosela con tutta la cosmonogia DC. Per ora abbiamo tra le mani solo un numero, ma è già più che evidente l’offerta e le intenzioni del nostro autore. E sicuramente Dark Knight Strikes Back non è un brutto fumetto.Come vi ho detto il risultato finale è qualcosa di completamente diverso da qualunque genere di aspettativa e quindi ha spiazzato tantissimi lettori. Il “sequel” del Ritorno del Cavaliere Oscuro è qualcosa di completamente nuovo e diverso, pur mantenendo, a ben guardare, un certo feeling filologico. E non solo perché la storia riprende le fila proprio da quella pietra miliare a vignette. Il futuro distorto che Miller ci aveva presentato negli anni ottanta torna come tornano parecchi personaggi, ma appare in una versione ancora più estrema e distorta, come si può subito intuire dal disegno. Estremo, semplice e deformato con qualche tocco underground. Personalmente trovo il risultato eccezionale. I personaggi vivono la loro evoluzione prima sulla pelle (vedi linea grafica) e poi sul loro intimo. Sia quelli già apparsi nella prima miniserie che i nuovi (e già di per sé la possibilità di una rilettura milleriana dell’universo DC Comics dovrebbe tentare molti appassionati) si sono evoluti attraverso una linea ed un idea ben precisa dell’autore. Arguzia e un filo di cattiveria in più caratterizzano questo preludio che promette faville, pregiudizi o meno dei fans che si sentono traditi. Lo scontro tra Superman e Batman che chiude questo primo numero vale da solo l’attesa.
Il cavaliere oscuro torna a colpire, Frank Miller anche. Ma questa volta i guantoni danno l’idea di essere più pesanti...

© 2002 Paolo Ferrara - per gentile concessione dell'autore

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