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Dalla
cripta: Castle
- Malodorous Mangled Funnards, 1993
di Giovanni Carta
I Castle furono in qualche modo fra i sostenitori della scena doom
sinfonico-progressivo d'inizio anni '90 che vide come punti di riferimento
le opere di artisti del calibro di Celtic Frost, Paradise Lost,
My Dying Bride e Gathering. Il disco, composto da sette
brani di cui quattro dalla durata piuttosto elevata, si inserisce degnamente
fra le opere più interessanti del panorama metal
d'avanguardia in particolar modo grazie ad un intelligente utilizzo delle
tastiere e ad un songwriting privo di qualsiasi timore reverenziale verso
l'ascoltatore... peccato solo che la qualità di registrazione non
sia particolarmente esaltante, anzi, spesso i suoni vengono fuori in maniera
eccessivamente ovattata, tanto da smorzare l'impatto generale. A parte
questo difetto sin dal primo brano, The Seventh Empire, l'ascoltatore
è catapultato in un mondo oscuro e nebbioso ma non privo di fascino
e di romanticismo destabilizzante. Il brano d'aperuta si presenta come
una granitica cavalcata doom-death aperta a soluzioni ed aperture melodiche
inaspettate, fra cui l'introduzione di un pianoforte solenne e drammatico
che sviluppa ulteriormente il senso d'epicità malata che pervadeva
il brano. Dal secondo brano, The Emperor's Children, fino al penultimo
brano, Castle, si sviluppano cinque brani dall'incedere lento ed
ossianico ricchi di spunti pregevoli ed originali grazie sopratutto all'interessante
lavoro dei due chitarristi che spesso tirano fuori dal loro armamentario
aperture melodiche piuttosto al di fuori dei soliti schemi doom e sostenuti
da interventi di tastiere mai banali. In particolar modo Travelling
si fa notare per la sua tristezza malinconica, quasi riflessiva nel suo
incedere lento e melodico, mentre il brano omonimo del disco, Castle,
è con molta probabilità il brano più oscuro e criptico,
quasi angosciante nel suo incedere ossessivo e minaccioso. Insomma, si
tratta di un disco che può riservare più di una sorpresa
per ogni appassionato del metal più estremo ed intelligente. Provate
a cercarlo in qualche mercatino dell'usato o magari in qualche fiera del
disco e difficilmente ne verrete delusi... a meno che non siate puristi
del suono perfetto o appassionati di funambolismi strumentali.
© Giovanni Carta 2002 - per gentile concessione dell'autore
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The
Rock and Horror Encyclopedia © 1999-2004 Stefano Marzorati
- a true romance production
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