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Travolta
- "Gusto in Bocca" (Macaco Records -
2004)
I Travolta hanno vissuto cinque anni d'esistenza fra demotapes,
esibizioni dal vivo di un certo successo, sono stati vincitori della selezione
veneta dello psycho stage di Arezzo Wave nel 2003, ed infine il
mini-cd d'esordio Gusto In Bocca con sei canzoncine birichine e
bizzarre, sorta di via di mezzo fra Blur, Bluevertigo, Skiantos e qualche
ambizione semiseria di beat psichedelico anni '60. Alle sonorità
delle chitarre acidule e garage si insinuano sintetizzatori analogici
dall'effetto piuttosto esilarante, così il tutto diventa divertente
e spensierato senza farci dare troppo peso ad eventuali ingenuità
e/o scopiazzature. Chissà, in futuro non sarebbe male dare un maggior
peso a certe sonorità retrò mantenendo inalterata la potenza
del cassarullobassochitarra!
www.travolta.it
Libra
- "Frog's Signals" (Macaco Records -2004)
Con i Libra invece è il caso di frenare un attimo la nostra
verve giovanile: lo spirito vagamente goliardico e burlesco dei Travolta
è qui assente, i Libra predeligono un approccio riflessivo e malinconico
sia nella musica come nei testi. Frog's Signals è il terzo
disco della band veneta ed oltre a condividere con i Travolta lo stesso
batterista, Giorgio Trez, condividono anche una passione comune
verso certe sonorità psichedeliche ed analogiche; se la psichedelia
è il punto di riferimento principale dei Libra, la ballata dilatata
e visionaria sembra essere la loro base di scrittura ideale. In alcuni
frangenti, come ne La Seconda Classe, si sfiorano suggestioni acid
rock di un certo effetto, altrove le tastiere ricoprono un importanza
essenziale, come nell'iniziale Marta, mentre Le Due di Notte invece
è una rivisitazione dell'omonimo pezzo già presente sul
bel disco di debutto dei Grimoon
(in cui, non a caso, suona Andrea Stevanato, chitarrista e cantante
dei Libra). L'unica nota stonata di Frog's Signals è rappresentata
da un utilizzo della voce sin troppo in linea con certe usanze indie
rock nostrane... sicuramente un cantato più "adulto"
si intonerebbe meglio con la profondità delle composizioni di questo
cd e, probabilmente, l'intera scena ne trarrebbe un buon profitto.
www.librait.it
© 2004 Giovanni Carta - per gentile concessione dell'autore
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