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Stalk-Forrest
Group "St.Cecilia-The California Album"
(Radioactive Records - 2004)
Seconda ristampa che raccoglie per intero il materiale composto dagli
Stalk-Forrest Group per un album rifiutato nel 1970 in maniera
piuttosto misteriosa dall'Elektra, la Radioactive ha preso la buona
iniziativa di reinserire sul mercato, sia in cd che in lp (quest'ultimo
in edizione limitata), questo piccolo gioiello di tardo rock psichedelico
inciso fra il 1969 ed il 1970... A questo punto è necessario ricordare
dell'importanza di questo lp, preludio alla nascita di una band seminale
dell'hard'n'heavy americano, i Blue Oyster Cult: la grande
stagione psichedelica e libertaria americana degli anni sessanta era ormai
in pieda decadenza e proprio i B.O.C. nel 1972, con il rock psichedelico
oscuro e gelido del primo album omonimo, sono stati fra i primi a segnare
con cinismo e cattiveria la fine di un periodo memorabile per il rock.
Gli Stalk-Forrest Group, in pratica i Blue Oyster Cult sotto
pseudonimo, con tale Andy Winters al basso al posto di Joe Bouchard,
pur avendo rappresentato una musica luminosa in linea con la cultura hippy
anni '60, celavano nei loro brani alcune caratteristiche anticipatrici
di quello che diventerà in futuro il culto dell'ostrica. Le atmosfere
rilassate, oniriche e dilatate di St.Cecilia, tipiche di buona
parte dell'acid rock californiano di fine anni sessanta, richiamano
ai Quicksilver Messanger Service e Greateful Dead, specialmente negli
splendidi intrecci solisti di Buck Dharma (Donald Roeser, ovviamente)
e nei tappeti d'organo di La Verne (...Allen Lanier). In effetti, sotto
molti punti di vista, questo sarebbe potuto essere benissimo il primo
vero album dei B.O.C.: le arroganti e arcane vocals di Eric
Bloom sono già in "St. Cecilia", Donald Roeser
e Allen Lanier si esibiscono già in alcuni dei loro capolavori
come nei lunghi e misteriosi ricami elettrici di A Fact About Sneakers,
oppure nell'ipnotico assolo della title-track; ci sono diverse
esplosioni di energia pura, sostenute dal solito drumming potente
di Albert Bouchard (alias Prince Omega), come nelle travolgenti accellerazioni
hard di Curse of the Hidden Mirrors oppure, autentica chicca,
la prima versione conosciuta della leggendaria I'm on the lamb, but
i ain't no sheep, che diventerà successivamente The Red
and the Black in Tiranny And Mutation. Purtroppo, almeno nella
versione in vinile, è praticamente assente qualsiasi informazione
o documentazione che avrebbe alzato parecchio l'interesse, già
molto elevato, di questa ristampa...
www.radioactiverecords.com
www.blueorchardrecords.com
© 2005 Giovanni Carta - per gentile concessione dell'autore
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