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Seasons
of the Wolf – Once in a Blue Moon
(Earth Mother Music – 2007)
Al primo ascolto di Once in a Blue Moon credevo di essermi
trovato di fronte un disco dei Judas Priest, con la voce ruspante del
vocalist Wes Waddell che sembra presa direttamente
dal catalogo di Rob Halford. Poi mi accorgo di qualche strana assonanza
alla King Diamond, le tastiere fanno da costante e sinuoso tappeto sinfonico
alle galoppate epiche e c'è pure un pezzo che quasi quasi potrebbero
averlo scritto i Pain of Salvation: mi rendo presto conto che non sono
i Judas Priest a girare nel mio ormai malandato lettore cd, bensì
i Seasons of the Wolf, cavalieri neri del metal più
classico ed infernale, giunti al loro quarto disco fieramente autoprodotto
e attivi da ormai circa un decennio. Vista la risibile copertina di Once
in a Blue Moon il primo approccio con i Seasons of the
Wolf fa temere il peggio. Dopo il prevedibile impatto iniziale,
di gruppi metal in giro per il mondo ce ne sono migliaia (milioni?), mi
accorgo che l'ascolto di Once in a Blue Moon diverte
più del previsto... anzi, dopo un po' bisogna ammettere: caspita,
questo cd non è neanche così malaccio! L'immaginario horrorifico
dei Seasons of the Wolf è quanto mai iconografico
per la musica che fanno e alcuni brani sono praticamente un tributo ai
grandi del passato, Snaggletooth e The Reaper
(con un titolo così...) mi sembrano omaggi abbastanza
espliciti ai Judas Priest. Altrove le ritmiche si fanno più cadenzate
e si incupiscono sensibilmente, si affaccia così lo spettro eighties
dei Black Sabbath; l'enfasi sulle tastiere invece mi ha fatto quasi pensare
ai nostri Death SS (primo
periodo) come anche ai vecchi lavori di King
Diamond e Mercyful Fate specialmente in
brani come Nikhedonia e Ghost Woman.
Sono invece abbastanza sorprendente le atmosfere di In The Shadows,
atmosfere rilassate da blues notturno che sono state tanto care ai Blue
Oyster Cult... Peace on Earth e Name
Your Poison per contrasto chiudono il disco con toni leggermente
più “modernisti”, senza perdere comunque l'impatto
eminentemente heavy metal dei precedenti brani. Bisogna poi dire
che Once in a Blue Moon è stato inciso nell'arco
di tre anni non senza qualche difficoltà, specialmente di line-up:
dunque, tanto di cappello a questa band americana per aver realizzato
un'opera più che dignitosa dopo tante traversie!
www.sotwmetal.com
© 2009 Giovanni Carta - per gentile concessione dell'autore
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