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Six
Red Carpets - Nightmares+Lullabies
(Six Red Carpets 2009)
Disco davvero strano e intenso questo esordio dei Six Red Carpets,
gruppo milanese dell'area indie post rock-pop attivo da circa
un lustro, carico di energia positiva e con l'ambizione di poter sfondare
il pesante muro d'indifferenza e anonimato che spesso grava sui gruppi
emergenti e alle prime armi. I Six Red Carpets sono Majlco
(Marco Palmizio, chitarra e synth), Leaf (Efrem
Borroni, basso), Mills (Stefano Croci,
voce e chitarra) e Fly (Luca Baldan,
batteria): inciso fra la primavera e l'inverno del 2007, Nightmares+Lullabies
è il frutto della passione e della dedizione di un gruppo di ragazzi
che sogna e spera di poter vivere della propria musica... Niente di più
difficile, mi vien da dire, eppure i Sex Red Carpets
possiedono più di un numero in loro favore, in particolare dimostrano
di conoscere quello che suonano, la loro attitudine non è tanto
quella frivola impostata dalle mode del momento ma si basa invece nella
consapevolezza di appartenere ad un mondo musicale ben preciso, con una
sua precisa identità. Nei tredici pezzi di Nightmares+Lullabies
si fondono la dolcezza e il romanticismo delle sonorità acustiche
alle irruenze elettriche più urbane e inquiete, mentre zone d'ombra
in cui si respirano le tipiche ansie e paranoie della vita metropolitana
si alternano a momenti più sognanti e solari...Concepito come una
sorta di concept album, Nightmares+Lullabies
si apre con un brano al limite del post punk (Twenty
Two and the Charm of Gravity, sembra risentire della recente
ondata revivalista anni ottanta) per chiudersi con una intensa ballata
acustica dalle tonalità dolceamare (Asphalt Song):
in mezzo troviamo una quantità eterogenea di brani che spaziano
dall'indie rock più canonico a quello più cantautorale,
con aperture e deviazioni melodiche raffinate, tentazioni vagamente psichedeliche
e sinfoniche, arrangiamenti a tratti inusuali, talvolta dal gusto quasi
barocco... Se alcune delle influenze apertamente dichiarate dei Six
Red Carpets sono i Muse, Radiohead e Jeff Buckley, certe soluzioni
musicali, insieme alla voce di Stefano Croci, mi ha fatto venire in mente
la malinconia degli Smashing Pumpkins post Mellow Collie, come certe soluzioni
melodiche piuttosto oblique e rarefatte mi hanno ricordato anche certe
cose dei Pinback. Come disco totalmente autoprodotto da un gruppo di esordienti,
Nightmares+Lullabies non ha molto da farsi rimproverare,
gli squilibri interni dei brani e qualche indecisione tecnica non pesano
eccessivamente nella riuscita finale del cd, c'è solo da augurare
ai Six Red Carpets (se vogliono davvero sfondare) di
trovare un buon produttore che sappia indirizzare al meglio ed in maniera
più professionale la loro musica. Nel frattempo la band sta accumulando
importanti esperienze live... incrociamo le dita ed aspettiamo da parte
loro nuove e buone notizie!
www.sixredcarpets.com
www.myspace.com/sixredcarpets
© 2006 Giovanni Carta - per gentile concessione dell'autore
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