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Naikaku -"Shell" -
(Poseidon/Musea - 2006)
Questo è uno di quei dischi che non vogliono farsi giudicare facilmente:
mezza cavolata oppure piccolo colpo di genio? Il problema principale
di questi Naikaku, progetto del bassista Satoshi
Kobayashi e del flautista
Kazumi Suzuki (supportati dai chitarristi Mitsuo e Kei
Fushimi, dal batterista
Norimitsu Endo e dal tastierista Daichi), è da
rintracciare nella quasi assoluta programmaticità della loro musica.
Dopo una serie di ascolti, Shell mi ha dato proprio
l'impressione del classico disco realizzato a tavolino, magari anche
inconsciamente, per impressionare
incondizionatamente i cultori di un particolare genere di suoni... Ci
sono le suite di quasi venti minuti, il flauto in bella evidenza, le
spinte jazz-fusion, la musica etnica, il mellotron, i momenti di improvvisazione,
arrangiamenti complessi e lunghi assolli... Tutto molto corretto ed ordinato
dal punto di vista strettamente musicale, purtroppo manca il vero genio
e la giusta spinta artistica che permette di creare quella che è la
grande musica. Le tante idee accumulate in Shell si disperdono
nel compiacimento del voler stupire a tutti costi: intricati arrangiamenti
techno metal e pseudo math-rock, molto meno originali di quanto pretendono
d'essere; l'ormai quasi immancabile pezzo jazz rock un pò di maniera,
con tanto di tromba, l'ancor più inevitabile brano ispirato al
gelido ed oscuro rock sinfonico dei soliti Anglagard e Anekdoten (il
brano omonimo, forse il più interessante del cd). Con un pò di
ironia, vien quasi da pensare che i Naikaku abbiano avuto l'intenzione
di scrivere una sorta di bignamino del prog-rock contemporaneo...
Qualche attimo di buona musica in Shell la si può ancora ascoltare,
peccato che siano assenti i momenti davvero memorabili!
© 2006 Giovanni Carta - per gentile concessione dell'autore
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