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London Underground
- "Through A Glass Darkly"
(Musea Records-2003)
Gli anni Sessanta, la psichedelia, Syd Barrett, il movimento beat, la
contestazione e chissà quant'altro... la musica dei sixsties ha
avuto un ruolo enorme per la diffusione di certi valori, tanto da avere
ancora oggi una rilevante importanza artistica e culturale: l'esistenza
di bands come i London Underground sono la dimostrazione vivente di quanto
sia ancora attuale un particolare modo di vivere e sentire la musica.
Through a Glass Darkly, seconda uscita discografica dei London
Underground, si discosta leggermente dalla divertita e scatenata vena
beat-rock dell'omonimo disco d'esordio per una serie di brani più
riflessivi, meno irruenti, in alcuni casi forse ancor più sottilmente
legata alla psichedelia con brani come Sermonette, tanto vicina
ai Pink Floyd di Syd Barrett, Another Rude Awakening e The Days
of Man. Anche in questo caso sono presenti due cover, Can't
Find the Reason degli Atomic Rooster e Travelling Lady dei
leggendari Manfred Mann Chapter Three; non è un caso la presenza
in questo cd di un brano degli Atomic Rooster... e non c'è da stupirsi,
Daniele Caputo, batterista-cantante-compositore nonchè fondatore
insieme al bassista Stefano Gabbani della psych-prog-cult band
Standarte, ha dedicato gran parte della sua musica al genio misconosciuto
di Vincent Crane.
La bravura di band come London Underground sta nella capacità
di rendere perfettamente attuali sonorità e musiche apparentemente
lontane dal nostro vivere quotidiano, giusto per ricordarci che la buona
musica (come tutte le forme d'arte) non risente mai del trascorrere del
tempo.
© 2004 Giovanni Carta - per gentile concessione dell'autore
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