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Pochakaite
Malko "Laya" - (Tutinoko Label - 2004)
La particolarissima ed enigmatica copertina scelta per rappresentare Laya,
secondo nuovo lavoro dei Pochakaite Malko, rivela un'inquietudine
di fondo assai efficace per descrivere i contenuti musicali dell'album:
umori oscuri ed arcani, un rock sinfonico funereo dai tratti esotici e
folk tutt'altro che rassicuranti. L'inserimento in organico del virtuoso
violinista Akihisa Tsuboy, fondatore e compositore dei sinfonici
KBB nonchè autore di diversi pregevoli lavori in proprio,
in sostituzione del precedente tastierista Junzo Tateiwa, ha determinato
un certo allontanamento dalle spiccate sonorità anni settanta (con
ampi richiami agli EL&P) del disco d'esordio in favore di una maggiore
introspezione, come se il rock sinfonico degli esordi, esasperato ed aggressivo
sino a lambire la cacofonia, fosse stato sostituito da una concezione
musicale votata all'austerità ed all'essenzialità della
musica. Il violino elettro-acustico di Tsuboy assume dunque il
ruolo di protagonista del disco, affiancato dal pianoforte e dalle tastiere
di Kazuo Ogino (un nome ben noto per gli ammiratori della psych-cult-band
Ghost) e da una sezione ritmica ben inquadrata nelle potenti e
distorte linee di basso di Shigekazu Kuwahara e dal batterista
Junzo Tateiwa. A parte qualche raro intervento vocale, la musica
dei Pochakaite Malko è del tutto strumentale, come lo era
nell'omonimo disco d'esordio. Come la spettrale ragazza disegnata in copertina
lascia intuire, Laya è un lavoro dall'incedere tenebroso
e solenne, quasi come una versione "dark" e oscura dei KBB,
un punto di incontro fra il prog rock sinfonico venato di folk
del precedente gruppo di Akihisa Tsuboy e le ispirazione primarie di Kuwahara
e Ogino: Magma e Univers Zero. Purtroppo alla perfezione esecutiva si
mette in risalto anche un'eccessiva programmaticità nelle composizioni,
sino a rendere un pò troppo prevedibile lo svolgimento dei brani,
nella volontà assoluta di mantenere fedeltà a schemi e procedimenti
ormai risaputi. Insomma, i Pochakaite Malko questa volta hanno
"solamente" pubblicato un buon disco di art rock che
attirerà certamente qualche entusiasmo ma anche qualche leggero
disappunto, specie per chi (come il sottoscritto) si era esaltato all'ascolto
delle deliranti sinfonie psycho-prog del disco d'esordio.
Per contatti:
www.tutinoko.net
www.homepage.mac.com/ogino1827/pocha/
© 2005 Giovanni Carta - per gentile concessione dell'autore
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