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Green
Milk From The Planet Orange - "City Calls Revolution" (Beta/Iactam
Ring Records - 2005)
Leggendo la nota stampata sul retro di copertina, "progressive rock
is not dead", difficilmente si può dubitare del contenuto
artistico di quest'album, salvo poi rimanere piuttosto spiazzati subito
dopo i primi ascolti. Le origini noise-grindcore di questo trio
giapponese sono amalgamate in un contesto musicale ricco di richiami psichedelici
e progressivi... Ma attenzione, in City Calls Revolution non c'è
traccia alcuna di elementi sinfonico-classicheggianti, i GMFTPO
ruotano in un'orbita psichedelica affine alle fantasie siderali di Gong,
Pink Floyd, Shellac ed Acid Mother Temple... Un ibrido psichedelico selvaggio
e deviato, diviso fra gli istinti ribelli più violenti e la fuga
verso nuovi mondi (immaginari). Ad un anno di distanza da He's Crying
Look, disco d'esordio dei GMFTPO, City Calls Revolution
si presenta come un lavoro forse ancora più ambizioso e programmatico
del precedente. Strutturato principalmente su due lunghe suite che rappresentano
l'ideale manifesto dell'attuale vocazione della band, City Calls Revolution
sintetizza l'attitudine verso la più bieca aggressione sonora alle
distorsioni spazio-temporali della migliore tradizione acid-rock,
senza mai perdere il senso di una scrittura musicale piuttosto complessa.
Le ambizioni dei GMFTPO sono in buona parte riversate nel monumentale
tour-de-force psichedelico della suite di trentotto minuti A
Day In The Planet Orange, una lunga e lenta immersione nelle torbide
fantasie del chitarrista ed "agitatore" dead K, un blues
rock malato e notturno sviluppato fra soundscape atmosferici, variazioni
e progressioni chitarristiche impastate di allucinogeni ed improvvisi
assalti sonici. Nel resto del disco, specialmente nella bizzarra suite
d'apertura dell'album, Concrete City Breakdown, il gruppo lascia
maggior spazio alle isteriche parti vocali di A (che nome originale...)
mentre nei due brani brevi OMGS e Demagog il lato più
violento e hardcore dei GMFTPO prende il sopravvento. Registrato
senza troppi fronzoli, City Calls Revolution dovrebbe rispecchiare
piuttosto fedelmente le capacità live della band... In attesa della
possibilità di poter assistere ad un loro concerto, possiamo accontentarci
dell'ascolto di City Calls Revolution, vi assicuro che non è
affatto poco...
Links: www.green-milk.com
© 2005 Giovanni Carta - per gentile concessione dell'autore
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