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Garden
Wall - Towards the Silence (Mellow Records - 2005)
Con oltre dieci anni di attività e sei dischi pubblicati, i Garden
Wall ormai sono da considerarsi uno dei gruppi più longevi
ed attivi usciti dal fermento creativo di "rinascita" del rock
italiano durante la prima metà degli anni novanta. Dopo un inizio
votato a una rilettura personale e scurissima dei grandi nomi del rock
romantico e progressivo (Genesis, Marillion, Van Der Graaf Generator),
i Garden Wall hanno con il tempo abbandonato qualsiasi velleità
sinfonica e romantica per trasformarsi, gradualmente, in un'entità
aliena ed inquietante all'interno del nostro panorama musicale, spesso
un pò troppo omologato e standarizzato in generi ben definiti e
precisi. Towards The Silence è il sesto cd per i Garden
Wall, uscito a dire il vero con un pò di ritardo, le registrazioni
ed il missaggio risalgono infatti all'estate del 2003, questo piccolo
appunto non toglie comunque nulla all'urgente attualità delle composizioni
dei Garden Wall, composizioni che brillano per estrema violenza e chirurgica
precisione. Il nucleo creativo in Towards the Silence si concentra
ancora una volta sul duo storico formato da Alessandro Seravalle
e Camillo Colleleuori, rispettivamente il chitarrista-cantante
ed il batterista della band: se il precedente Forget the Colours
(Mellow Rec. 2002) è stato il loro apice metallico, Towards the
Silence aggiunge ulteriori sfumature alla furiosa e brutale fusione di
generi organizzata dai Garden Wall. Possiamo parlare di "prog metal"...
Attenzione, con i Garden Wall siamo molto lontani dalle smanie pop/pomp
alla Dream Theater e soci, l'unico proposito in questo disco è
quello di far del male a chi ascolta, pezzi come Luna, Bottom,
Caesura, Cursed Nature (For Caligola) comunicano un senso
di angoscia e allucinazione difficilmente accostabile a qualsiasi altra
uscita discografica attuale. Come da abitudine i Garden Wall inseriscono
nella loro musica una quantità di elementi e suoni dalle sfumature
addirittura inedite e originali, in una cinquantina di minuti vengono
compresse ed elaborate idee ispirate da band differenti come Area, Voivod,
Robert Fripp, Deus Ex Machina, Mekong Delta, Metallica... Una bella serie
di nomi, vero? Differentemente dall'ultimo lavoro in studio, Towards the
Silence trasmette un maggior senso di ordine e compostezza nelle composizioni,
vengono date maggiori profondità alle molte parti riflessive che
inframezzano brani sempre estremamente articolati e complessi. Si avverte
anche un tentativo, più o meno compiuto, di avvicinarsi verso uno
stile sempre più contemporaneo e urbano, mentre il difetto storico
del gruppo, la voce di Seravalle, talvolta sin troppo esasperata e declamatoria,
ha guadagnato qualche punto in termini di intensità ed efficacia.
Come già nei lavori passati della band, non si può negare
come Towards the Silence sia un disco decisamente impegnativo,
a tratti "pesante" e difficile da ascoltare tutto di un fiato,
sia per i suoi contenuti che, in particolare, per la sua complessità
talvolta forse fine a se stessa, specialmente se inserita in un contesto
musicale di oltre sessanta minuti. Questa, comunque, è l'ennesima
conferma di una band diventata ormai unica nel suo genere, anzi, probabilmente
i Garden Wall hanno realizzato con Towards the Silence una delle
loro migliori prove...
© 2005 Giovanni Carta - per gentile concessione dell'autore
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