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CANNIBAL CORPSE
Originario di Buffalo, New York, questo quintetto, nato dalla fusione di due gruppi, i Beyond Death e i Tyrant Sin, e' diventato ben presto una cult band del grind insieme a gruppi come Morbid Angel e Obituary. Definitisi nelle loro stesse note autobiografiche come un incrocio tra Slayer e Morbid Angel, Sadus e Autopsy, fautori di un death gore furioso, intenso e pesantissimo, Chris Barnes e soci esprimono tutto il fascino del cattivo gusto e il piacere di tuffarsi senza ritegno in quelle atmosfere malate di splatter che dominano il loro universo lirico-sonoro. I loro dischi sono veri e propri attacchi all'umana sopportazione, percorsi da assoli claustrofobici e dalla monotona e iperveloce voce da zombie del cantante. Con loro Scott Burns, ancora una volta padrino dell'operazione, ha prodotto un death metal estremamente deviante. I cinque componenti del gruppo hanno fatto del gore una vera e propria ragione di vita. L'album di esordio, Eaten Back to Life, con una cover esplicita che richiama alla mente certe immagini dei double bill cinematografici anni Settanta, con horror di quarta serie e immagini da estetica thrash, esprime subito contenuti altamente corrosivi. Cio' che impressiona maggiormente e' la delirante descrittivita' di pezzi come Shredded Humans o Mangled. Nel primo si descrive un incidente stradale che costa la vita a cinque persone, un intero nucleo familiare, con abbondanza di descrizioni degli effetti fisiologici dell'incidente. In Scattered Remains Splattered Brains si assiste dal vivo a un'autopsia. In Rotting Dead si parla di mostruosi interventi di chirurgia sperimentale con tanto di scienziato pazzo al centro della vicenda. I testi dei Cannibal Corpse estremizzano ancora di piu' lo stile e le tecniche rese popolari dallo splatterpunk letterario: "una festa inizia mentre il cranio dei pazienti viene aperto come una noce. Cervello divorato in un frenetico macello sete di sangue niente di piu'/la bile gocciola, il pus cola dalle ferite mentre il coroner la beve/sembianze facciali disintegrate con gusto". E in Bloody Chunks: "Grida quanto vuoi ma non potrai fermare questo orrore". Il tutto potrebbe rappresentare un'eccellente colonna sonora ai due iconoclasti film di Re-Animator, di Gordon e Yuzna. La tecnica strumentale non e' indifferente, e la voce di Barnes piu' che cantare emette sordi gorgoglii, tanto da rendere irriconoscibili le parole stesse. Fra i ringraziamenti in copertina troviamo i nomi, assunti a numi tutelari, di Dario Argento e Lucio Fulci, accanto a queli di altri personaggi (reali o fantastici) dell'universo cinematografico splatter: Crawford Tillinghast, il dottor Pretorius, Ash, Bub, George A. Romero, Tom Savini (master of all gore). D'altronde i Cannibal Corpse non hanno mai nascosto il loro amore sviscerato per certo cinema orrorifico, prediligendo in particolate i due Evil Dead, i due capitoli de Il ritorno dei morti viventi, Hellraiser 1 e 2, Zombie, Basket Case e, naturalmente, tutti gli esempi italiani di horror cannibalico a basso costo. Eaten Back to Life e' dedicato alla memoria di Alfred Packer, il primo vero cannibale della storia americana, precursore dei moderni Hannibal Lecter, un personaggio che pare sia realmente esistito. Nei primi tempi di attivita' il gruppo divide il proprio destino con i Deicide, trasferitisi dalla Florida a Buffalo, e lo stesso Benton appare come ospite alla voce sul primo album del gruppo. In seguito a minacce di morte (pare che la casa occupata dal gruppo sorgesse accanto a una chiesa cattolica), Benton e compagni decidono di ritornare alle paludi della terra natia. Ma se il leader dei Deicide ha posto il satanismo in primo piano, per Barnes e si suoi soci massacratori, veri e propri mostri di truculenza, l'importante e' spingere al massimo il pedale dell'acceleratore su argomenti malati e scabrosi agli occhi dell'opinione comune. Tuttavia accade che i Cannibal Corpse continuino ad essere considerati alla stregua di una caricatura di cattivo gusto, mentre i Deicide vengono presi sul serio. Sul secondo album, Butchered at Birth (macellato alla nascita), il gruppo prepara all'ascoltatore un'ulteriore festa gore. Come il precedente disco l'artwork della copertina viene affidato nuovamente a Vincent Locke, della Deadworld Comics, ma, questa volta, il disegno (che raffiguara una partoriente letteralmente fatta a pezzi da due zombie dall'aspetto famelico) viene ritenuto troppo offensivo e trasferito sulla busta interna. Le parole piu' che cantate continuano a venire vomitate dall'ugola di Barnes, la cui voce viene registrata su tonalita' molto basse, in modo che contribuisca a creare una macabra atmosfera che ben si adatti ai testi. La pubblicita' dell'album recita lo slogan chiarificatore: "Totalmente e dannatamente malato". E in effetti questo secondo capitolo dela saga del gruppo li conferma come band estrema, espressione di una brutalita' demente e folle che si ritrova al meglio in nuove canzoni come Meathook Sodomy, Livin'Dissection e Rancid Amputation/Scattered Remains Splattered Brains e' il nuovo manifesto del gruppo: "Incidi, taglia, smembra,lacera, stappa/preparati a vedere un luogo di dissezione legale e di sangue sul pavimento". Al centro dei testi rimangono le figure di sinistri e deviati uomini di scienza che il contatto frequente con la morte ha reso pazzi e psicopatici. Il peggio, tuttavia, deve ancora venire e il terzo album del gurppo dimostra che non ci sono proprio piu' limiti. Locke continua a essere fiduciario delle cover e quella di Tomb of the Mutilated raggiunge l'apice del cattivo gusto di questi guru americani dello splatter piu' immondo. L'illustrazione immortala una scena di sesso orale tra due zombie in avanzato stato di decomposizione, e anche i titoli delle canzoni seguono lo stesso binario, tanto che i censori, oltre a bandire la cover (di nuovo occultata all'interno) hanno permesso solo a meta' dei pezzi del disco (quelli piu' accettabili!) di essere listati sul retro di copertina. Vengono esclusi percio' episodi come I Cum Blood, Addicted to Vaginal Skin (che e' caratterizzata da una parte vocale recitata davvero rivoltante) e Entrails Ripped. Ovviamente anche i testi non vengono inclusi e una nota avvisa che possono essere richiesti direttamente alla casa discografica. Tomb of the Mutilated e' una nuova collezione di canzoni ripugnanti, malate e grottesche, come Necropedophile, dove appaiono in sottofondo voci di bambini. Che si tratti di una trovata pubblicitaria oppure del frutto di una autonoma decisione di proseguire testardamente sulla strada dell'oltraggio non ci importa piu' di tanto. Una cosa e' certa: I Cannibal Corpse sono stati il gruppo piu' contestato negli Stati Uniti negli ultimi anni, insieme ai Deicide, agli Gwar e agli Obituary. Dice Barnes a proposito della loro posizione: "Il satanismo e' qualcosa di specifico e di misterioso, mentre le cose truculente accadono tutti i giorni . Io scrivo poesie realistiche, ecco tutto!" Per il cantante e leader carismatico della formazione, che ha ormai imparato a modulare il suo grugnito a varie velcita', il death metal altro non e' che una semplice forma di intrattenimento. Certo e' che canzoni come Post Mortal Ejaculation evocano immagini talvolta piu' forti di quelle di un film splatter, restando fedeli al culto per le cose morte e inanimate. D'altronde lo stesso Barnes appare scopertamente sincero ed esplicito sia nei suoi atteggiamenti che nelle sue dichiarazioni. Lo affascinano i serial killers e in Tomb of the Mutilated la band riporta in vita due personaggi come Albert Fish e Barron Guideret. Ama inoltre certi prodotti horror italiani di serie B e desiderebbe collaborare con alcuni di questi registi per la realizzazione di un video: "L'orrore mi ha sempre fatto ridere. E' come quando si va a vedere un film horror con scene cosi' disgustose da non poter fare altro che sghignazzare. Lo stesso spero succeda con i nostri testi". Anche se prima di comporre sembra che Barnes si immerga nella visione di capolavori come Night of the Living Dead o qualsiasi altro lungometraggio dove abbondino zombies e scene horror, il cantante confessa: "l'ispirazione la traggo dalla mia immaginazione. Mi eccita parlare di perversioni sessuali e gustosi omicidi. E comunque affrontare determinati argomenti non mi ha fatto perdere una certa sensibilita'. Qualcosa che ritengo veramente orribile e che non posso sopportare c'e' ancora ed e' la violenza sui bambini. E aggiunge: Sono superstizioso e vredo nei fenomeni paranormali. Credo anche in qualcosa di spirituale che sta al di sopra dell'uomo. Ma non credo, comunque, che un disegno, e mi riferisco alla cover del nostro disco, possa ispirare o condurre qualcuno alla violenza". Le canzoni dei Cannibal Corpse sono state recentemente adattate per il fumetto grazie all'opera di Hart D. Fisher. Tra le canzoni tradotte sula pagina il discusso hit Hammer Smashed Face. Il primo numero della serie, intitolata come l'ultimo album del gruppo, Tomb of the Mutilated, e' uscito per conto della Boneyard Press e si colloca sul mercato staunitense accanto ad altre serie indipendenti, come l'ormai famosa collana dedicata agli psychokillers dalla Comic Zone. Quello che e' certo e' che i Cannibal Corpse continueranno ancora per un bel pezzo a costruire i loro brani su fantasie malsane e morbose. La splatter rock band per eccellenza.

Formazione: Chris Barnes: v / Jack Owen: ch / Alex Webster: bs / Paul Mazurkiewicz: bt

Discografia: Eaten Back to Life (Metal Blade), 1990; Butchered at Birth (Metal Blade), 1991; Tomb of the Mutilated (Metal Blade), 1992; Hammer Smashed Face (Metal Blade), 1993, ep; The Bleeding (Metal Blade), 1994; Vile (Metal Blade), 1996; Gallery of Suicide (Metal Blade), 1998

CARCASS
Fondati da Bill Steer all'indomani della sua uscita dai Napalm Death, i Carcass hanno ispirato moltissimi altri gruppi a recuperare polverosi dizionari medici nella perenne ricerca di un vocabolario trasgressivo e al di fuori dell'ordinario. Il loro e' un immaginario totalmente inzuppato di sangue con abbondanti riferimenti medici e testi che sembrano uscire direttamente dalla Anatomia di Gray. Con il primo album, Reek of Putrefaction (1988), hano dato il via, assieme ai connazionali Napalm Death, al fenomeno del grindcore. Il disco conteneva un primo assaggio del repertorio di rock chirurgico elaborato dal gruppo: brani come Genital Grinder, Carbonize Eye Sockets, Psychopathologist, Excreted Alive, Foeticide, Suppuration, Regurgitation of Giblets. In tutto diciannove frammenti fulminei esemplificativi del nuovo stile iconoclasta e sperimentale. Con il successivo Necroticsm-Descanting the Insalubrious (1991), sono diventati piu' lenti rispetto al passato, conservando comunque, la solita miscela di cattivo gusto, musica assassina e atmosfere da morgue. La cover mostra un tavolo per autopsie sul quale sono appoggiate le foto dei quattro componenti del gruppo e un gran numero di strumenti chirurgici. In primo piano si vede la mano di un chirurgo che impugna un martello e degli schizzi di sangue che si allargano sulle foto, quasi in una simbolica dissezione. E' un disco che li avvicina maggiormente allo stile del death metal tecnico: il risultato prodotto e' una musica sempre soffocante, fatta di riffs serrati, accelerazioni su accelerazioni. I nuovi capitoli dell'avventura dei Carcass hanno nome Symposium of Sickness, Fortensic Clinicism/The Sanguine Article, Lavaging Expectorate of Lysergide Composition, Incarnated Solvent Abuse. I testi sono scientifici e direttamente ispirati ai consueti manuali di medicina e di anatomo-patologia che riempiono la biblioteca del gruppo. Sono stampati su un fondo di nervature e di reti vasali del cranio. Il merito di questo processo di evoluzione in atto va probabilmente ascritto al batterista Ken Owen (pare laureato in medicina) e alla coppia di chitarristi Mike Amott (ex Carnage) e Bill Steer, che hanno saputo smussare gli angoli ruvidi ancora presenti nel precedente Symphonies of Sickness. Accusati in passato di violazione di tombe, i Carcass mantengono tuttavia inalterata la loro fama di profanatori sonori e musicalmente hanno saputo mantenere intatta la cattiveria di un tempo.

Formazione: Bill Steer: v, ch / Jeff Walker: v, bs / Michael Amott: ch / Ken Owen: bt
Discografia: Reek of Putrefaction (Earache), 1988; Symphonies of Sickness (Earache), 1989; Necroticism - Descanting the Insalubrious (Earache), 1991; Tools of the Trade (Earache), 1992, ep; Heartwork (Earache), 1994; Swansong (Earache), 1996; Wake Up and Smell the Carcass (Earache), antologia con inediti e live, 1997


CARNIVORE
Emergono nel 1986 dalla scena underground newyorkese con un album d'esordio, Carnivore, che suscita immediatamente commenti contrastanti a causa di un contenuto musicale e lirico ritenuto da molti altamente offensivo, razzisra e maschilista. pezzi come Predator, Male Supremacy, Legion of Doom e God is Dead sono improntati a un nichilismo esistenziale di stampo negativo e catastrofico, scaturito dalla cupa e bizzarra personalita' del leader della formazione, Pete Steele. Il successivo album, Retaliation (1987) non e' da meno. Dopo lo scioglimento Steele proseguira' il suo personalissimo discorso fondando, quattro anni dopo, i Type O Negative coi quali e' riuscito a portare alle estreme conseguenze la propria filosofia e lo stile dei Carnivore.

Formazione: Pete Steele: v, bs / Marc Piovanetti: ch / Louie Beateaux: bt
Discografia: Carnivore (Roadrunenr), 1986; Retaliation (Roadrunner), 1987

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