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I FILM PRESENTATI IN CONCORSO AL FESTIVAL DI CANNES 2002:
- Punch-drunk love di Paul Thomas Anderson (USA).
- L'ora di religione di Marco Bellocchio (Italia).
- Spider di David Cronenberg (Canada).
- Le fils di Luc e Jean-Pierre Dardenne (Belgio).
- Kedma di Amos Gitai (Israele).
- Chihwaseon (Ubriaco di donne e di pittura) di IM Kwon-taek
(Corea del Sud).
- Ren Xiao Yao (Piaceri sconosciuti) di Jia Zhang Ke (Cina).
- Mies vailla Menneisyytta (L' uomo senza passato) di Aki
Kaurismaki (Finlandia).
- All or nothing di Mike Leigh (GB).
- Sweet Sixteen di Ken Loach (GB).
- Ten di Abbas Kiarostami (Iran).
- O principio da incerteza (Il principio dell' incertezza)
di Manoel de Oliveira (Portogallo).
- The Pianist di Roman Polanski.
- Russian ark di Alexandre Sokurov (Russia).
- Intervento divino di Elia Suleiman (Palestina).
- 24 Hour Party People di Michael Winterbottom (GB).
- Bowling for Columbine, documentario di Michael Moore (USA).
- About Schmidt de Alexander Payne (USA).
- L'adversairè di Nicole Garcia (Francia).
- Marie-Jo et ses deux amours de Robert Guediguian (Francia).
- Demonlover di Olivier Assayas (Francia).
- Irreversible di Gaspar Noè (Francia).
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LUOMO SENZA PASSATO (Mies vailla menneisyyttä),
regia di Aki Kaurismaki, con Markku Peltola, Kati Outinen,
Annikki Tahti, Juhani Niemela, Kaija Pakarinen, Sakari Kuosmanen;
produzione: Finlandia; Giudizio: ***1/2
Un uomo viene aggredito nella notte in un parco di una grande città
(forse Helsinki, ma non è importante): derubato dei documenti
e colpito ripetutamente alla testa, il malcapitato non ricorda più
chi fosse prima dellincidente. Inizia così una nuova
vita, ai margini della società, provando nuove passioni e
interessi. Finché un giorno
..
Trionfatore allultimo Festival di Cannes 2002, dove ha vinto
il Premio speciale della Giuria e il premio per la migliore
interpretazione femminile (a Kati Outinen) il nuovo film
di Aki Kaurismaki (Ho affittato un killer, Leningrad Cowboy go
to America, Nuvole in viaggio, Juha) è una deliziosa
e intelligente commedia dolce-amara, condita del surrealismo tipico
dellautore finlandese e ottimamente incorniciata in una fotografia
che risalta i contrasti di luce.
Qualunque sia la nuova esistenza che il destino ci offre - sembra
dirci Kaurismaki non è detto che sia peggiore della
precedente: bisogna saper apprezzare il meglio e anche il peggio
di qualsiasi situazione.
I due interpreti principali Markku Peltola e Kati Outinen,
entrambi già visti in Juha, sono bravi e in sintonia con
lumorismo gelido del regista.
SWEET
SIXTEEN (id.), Regia di Ken Loach, Con Martin Compston,
William Ruane, Annmarie Fulton, Michelle Abercromby, Michelle Coulter;
Produzione: Regno Unito: Giudizio: ***
Cresciuto nel sottoproletariato urbano di Glasgow, il sedicenne
Liam cerca un riscatto da una vita di soprusi e povertà per
se
stesso e per sua madre, attualmente in carcere. Non avendo altre
opportunità o strumento, la via più sicura per una
ricchezza facile sembra essere il traffico di droga. Le intenzioni
sono le migliori ma la strada non è quella giusta e lesito
sarà esiziale.
Abbandonata la contestazione degli anni Ottanta e Novanta, Loach
ora punta maggiormente allintimismo, focalizzandosi su un
rapporto di amore-non amore tra un adolescente abbandonato a se
stesso e una madre disadattata ed egoista. La rabbia però
non è più la stessa: il regista non sembra essere
più in grado di tirare pugni in faccia allo spettatore, come
ai tempi di My name is Joe e a tratti ci si chiede quanto ci sia
di genuino e quanto di preconfezionato per un certo target di pubblico
in questopera.
Beninteso, stiamo sempre parlando di un regista che conosce il suo
mestiere e pertanto si tratta di un film comunque di un certo livello;
tuttavia, dal regista che ci ha emozionato con opere quali Black
Jack, Lagenda nascosta, Ladybird Ladybird
e il già citato My Name is Joe, ci saremmo aspettati
qualcosa di più. Tra laltro il consueto finale dei
film di Loach - gli sconfitti dalla vita non hanno possibilità
di riscatto - ha questa volta un sapore moralisteggiante
che non avremmo voluto sentire.
Forse anche per questo la giuria del Festival di Cannes, più
lungimirante che in altre edizioni, lo ha premiato solo con il riconoscimento
per la Migliore Sceneggiatura.
Tra gli attori, segnaliamo lesordiente Martin Compston
nel ruolo di Liam.
HOLLIWOOD
ENDING (id.) Regia di Woody Allen, con Woody Allen,
Tea Leoni, George Hamilton, Treat Williams, Mark Rydell, Debra Messing;
Produzione: USA; Giudizio: ***
Woody Allen, alias Val Waxman, regista nevrotico in disgrazia
da anni a Hollywood ha una possibilità di riscatto grazie
allinteressamento dellex-fidanzata Tea Leoni
(Jurassic Park III, Deep Impact) , ora promessa sposa
dellimportante produttore Treat Williams. Ma lo stress
per la nuova opera procura alluomo uno stato di cecità
che lo costringe a lavorare sul set senza vedere e senza che nessuno
scopra il suo problema...
Siamo nel filone della commedia pura ormai sembra abbandonato
definitivamente il filone psico-analitico-sociologico che pure ha
regalato alcune tra le migliori opere del regista con Allen,
nelle duplici vesti di regista e interprete.
Hollywood Ending, presentato a Cannes fuori concorso, è
una commedia che, seppur con qualche momento di stanchezza, rimane
comunque una gradevole visione in un panorama cinematografico piuttosto
modesto.
Da segnalare la curiosa partecipazione del redivivo George Hamilton
e dell'ex-macho Treat Williams: un grande merito di Woody
Allen è quello di saper recuperare e utilizzare in maniera
brillante vecchie glorie del cinema o star cadute nel dimenticatoio.
©
Marco Ferrari 2002 - per gentile concessione dell'autore
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