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B.T.
EXPRESS: NON-STOP (Roadshow)
Tracklist:
1. Peace Pipe
2. Give It What You Got
3. Discotizer
4. Still Good, Still Like It
5. Close to You
6. You Got It, I Want It
7. Devils Workshop
8. Happiness
9. Whatcha Think About That?
Formazione
Bill Risbrook (sax, voce)
Louis Risbrook (basso, organo)
Carlos Ward (sax)
Richard Thompson (chitarra, voce)
Dennis Rowe (congas)
Terrell Woods (batteria)
Kashif (tastiere)
Barbara Joyce Lomas (voce)
Discografia
1974 Do It ('Til You're Satisfied) Roadshow
1975 Non-Stop Roadshow
1976 Energy to Burn Columbia
1977 Function at the Junction Columbia
1978 Shout! Columbia
1980 B.T. Express 1980 Excalibre
1982 Keep It Up Coast To Coast
1998 Live Collectables
2002 Do It ('Til You're Satisfied) [Collectables] Collectables
Soulwalking.com,
all'interno una sezione dedicata alla band
70disco.com,un
sito dedicato agli anni '70
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IL PRIMO DISCO NON SI SCORDA MAI/8
La musica funky degli anni '70 e' sempre stata una mia grandissima
passione e gia' all'eta' di 18 anni ero un avido ascoltatore di
black music, "piacevolmente" indeciso tra il travolgente
"funk/rhythm'n'blues" e le prime sonorita' Disco.
In questo ideale, contagioso clima di "eccitamento sonoro",
emergono alcuni complessi dall'alta levatura tecnica e compositiva,
complessi che avrebbero sancito il passaggio tra il vecchio, arrabbiato
funk dei ghetti neri ed una nuova forma musicale piu' spensierata
e dedita alla nascente moda da ballo da discoteca. E sara' il 1975
a fare da spartiacque tra queste due mode rappresentanti l'orgoglio
e la bandiera sonora del popolo afro-americano.
Non-Stop dei B.T. Express e', legittimamente, uno
di quei dischi di "transizione"tra il vecchio ed il nuovo
"verbo" del soul anni '70.
Raffinati, eccitanti, a tratti travolgenti e sensuali, i B.T.
Express incarnano alla perfezione quel sound a base di corposi
giri di basso, sorrette da melodie tutt'altro che complesse, dominate
dalla voce "fiammante" di Barbara Joyce Lomas,
la cui
vocalita' a tratti sembra riecheggiare, sebbene con toni leggermente
meno sovracuti, quella di Gloria Gaynor, anch'ella protagonista
di un'opera di "rottura-soul" quale Never Can Say Goodbye,
uscito proprio in quel 1975.
La struttura musicale dei B.T. Express e' riconducibile ad
un coinvolgente intro, a cui segue la pirotecnica, assai elastica
ugola della Lomas complementata da regolari quanto ammiccanti middle
eights, i quali vengono ripetuti regolarmente in
pressoche' ogni traccia dell'LP.
Un percorso e un approccio musicale sicuramente non molto vario,
lievemente monocorde, ma di grande, contagioso impatto, estremamente
funzionale alle pretese da ballo comune o al divertimento piu' sfrenato
dei quali il moderno funky dei B.T. Express rappresenta un'originale
colonna sonora senza particolari e ruffiani e cervellotici trucchi
da studio, essenzialmente, sinceramente devota ad un pubblico prevalentemente
nero e senza alcuna pretesa intellettuale.
Peace Pipe e' la memorabile opener, un corposo rhythm'n'blues
dai vaghi ammiccamenti arabici, dal magnetico andamento tribale,
su cui imperversa la voce multi-ottava della Joyce-Lomas.
La traccia seguente, Give It What You Got, con il suo ritmo
ipnotico e ripetitivo, si rivela il perfetto incrocio tra black
music passata e moderna, fungendo sia da gioioso funky da ballo
che da hit di successo nella classifiche americane. L'erotismo assai
esplicito e senza inibizioni e' uno dei marchi di fabbrica degli
Express su cui si poggia imperiosa una proposta musicale tendente
al lato piu' emotivo della musica soul di quel periodo, tralasciando
le tematiche politiche e di rivolta, a favore di uno spensierato,
idilliaco rapporto sessuale "accompagnato", "avvolto"
dalla partiture funky incalzanti e traboccanti continui peccati
sessuali. I testi, assai banali sebbene strettamente funzionali
alle musiche, non fanno che confermare questo perpetuo "eros-musicale",
testimonianza di un'epoca nella quale l'amore libero e sfrenato
era regola essenziale ed abitudine di vita, apparentemente lontana
anni-luce dal grigiore e dalla glacialita' che avrebbe provocato
il fenomeno-AIDS a partire dai primi anni '80.
L'imperativo di Non-Stop
e' "divertiti, non pensare e fai l'amore..." senza alcun
imperativo al quale supplire.... un party-and-sex in musica
dall'appeal irresistibile, implicita una certa arroganza tipica
di un popolo nero da sempre soppresso e represso dalla dittatura
dei bianchi. Purtroppo i due scatenatissimi, eccitanti brani di
apertura non saranno adeguamente sorretti dal resto del disco, assai
alterno nel proporre miscele spazianti fra "erotico",
conturbante funky e momenti di appiattimento compositivo generale:
ne e' esempio la fiacca, scadente Discotizer, grazie alla
quale viene avvertita una pressoche' totale mancanza d'ispirazione,
in netto contrasto con le felici intuizioni contenute in Peace
Pipe e Give It What You Got . A fungere da splendida
eccezione fortunamente e' il terzo "brano-chiave" di Non-Stop:
You Got It, I Want It , il cui testo ossessivamente ripetuto
fino allo sfinimento legittima quel "passaggio di consegne"
di cui ho parlato alcune righe sopra: monumentale, monolitico giro
di basso, su cui irrompono fiati e ottoni che tracciano di seguito
il "varco" alla eccitata, conturbante ugola di Barbara
Joyce-Lomas, come sempre debordante nel suo pathos interpretativo.
Si tratta di un sound piacevolmente ossessivo ed estremamente disimpegnato;
peccato che le tre piccole gemme che ho citato non siano eguagliate
da un song-writing all'altezza, in perenne bilico tra groove
e hooks di grande impatto e momenti di stanca grave e
disorientante.
In fondo cio' che contava allora era mettere sul piatto il disco,
ballare fino a tarda notte, un ballo saltuariamente interrotto da
un rigoroso bisogno di amplessi, per poi di seguito tornare a danzare
e fare di nuovo l'amore, in segno di una promiscuita' e di una liberta'
di intenti sessuali in un'America ancora del tutto ignara della
tragedia sociale che l'avrebbe psicologicamente e fisicamente stroncata
nel giro di qualche anno.
Ma mi piace pensare a quel 1975 di Non Stop dei B.T. Express,
e tutt'a un tratto i brutti pensieri del presente sono spazzati
via...
©
Alan Tasselli 2002 - per gentile concessione dell'autore
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