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DISCOGRAFIA
More than a New Discovery 1966, Verve Folkways
Eli and the Thirteenth Confession 1968, Columbia
New York Tendaberry 1969, Columbia
Christmas and the Beads of Sweat 1970, Columbia
Gonna Take a Miracle 1971, Columbia
The First Songs 1973, Columbia
Smile 1976, Columbia
Season of Lights 1977, Columbia
Nested 1978, Columbia
Mother's Spiritual 1984, Columbia
"Laura" Live at the Bottom Line 1989, Cypress
Walk the Dog and Light the Light 1993, Columbia/Sony
Stoned Soul Picnic:
The Best of Laura Nyro 1997, Columbia/Legacy
Time And Love-The Essential Masters 2000, Sony/Columbia
Angel In The Dark 2001, Rounder
testi
delle canzoni
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SFUMATURE DA UNA METROPOLI: (Stra)ordinario
tributo a una (stra)ordinaria esploratrice dellanimo umano:
LAURA NYRO
Nel mio 'etero-immaginario-musical-collettivo', se la cosiddetta
coppia di innamorati sospesi in tenere effusioni e' intenta a coccolarsi
di fronte al camino all'ascolto di Tapestry di Carole King,
non puo' che esistere, in una dimensione parallela lontana e remota,
una piccolissima, invisibile schiera di individui solitari e cronici
depressi pervasi da decadentismo spirituale immersi in una musica
che sembra essere stata concepita appositamente per loro, musica
per dissolute anime, cosi' tragicamente sensibili e innamorate della
piu' profonda (e disturbante) essenza della vita da non riuscire
a ritagliarsi un preciso spazio all'interno di una societa' sempre
piu' esigente e nevrotica.
Laura Nyro e' stata il filtro attraverso il quale venivano
'spurgate', a volte lanciate con dirompenza, confessioni scaturite
da una psiche in folle altalenanza: eterna fanciulla,
al contempo artista dalla straripante sensibilita, apparentemente
sempre sullorlo dellauto-distruzione, sebbene contraddistina
da sprazzi di autentica, sorprendente, debordante vitalita' e joie
de vivre. Questo dualismo emotivo veniva idillicamente trasposto
in forma musicale, attraverso composizioni che tradivano, senza
pudore alcuno, la trasparenza e ricchezza dei suoi sentimenti. Dove
vi sara' gente distratta ad ascoltare le hits del momento,
captate distrattamente lungo le frequenze di una radio commerciale,
da tutt'altra parte, 'sepolto' nelle nebbie di raccapriccianti crisi
di ego, si nascondera', distante anni-luce da clacson e clamori
di una metropoli impazzita, qualche schizophrenico accovacciato
a ridosso di un angolo sporco di stanza buia, mentre appoggia i
propri corrotti sensi sui continui cambi di tempo inferti dai terremotanti
umori psico-musicali della Nyro. Eli's Coming e' emblematica,
in tal senso: Nyro introduce, con voce distante ed evocativa, un'atmosfera
glaciale che, secondo dopo secondo, crea un incalzante clima di
attesa, il quale successivamente sfocia in un turbinio mozzafiato
di tempi e contro-tempi: la sezione centrale e' irresistibile, un
serratissimo, travolgente 'soul' di rabbiosa frenesia, per poi venire
ricondotti all'intro iniziale, al quale succede, genialmente, lo
stesso tema, ma rallentato (!) e trasformato, rivisitato
in una sensuale, oscura 'ballata', in graduale dissolvenza finale:
e' come godersi una corsa sulle montagne russe: inizio lento e catartico,
parte centrale esplosiva e frizzante, ritorno alla fase iniziale,
ma con umore del tutto dissimile, in ideale antitesi con quanto
vissuto solamente pochi secondi prima. ...o come assistere al calare
della sera da una finestra di grattacielo newyorkese, mentre scende,
inesorabile, una nebbia sempre piu' fitta, impietosa metamorfosi
di un'ordinario giorno di autunno pre-invernale... il mio
spirito che si scioglie con morbida rassegnazione alla stessa maniera
della voce eterea e sospesa di Laura che svanisce soavemente, quasi
sussurrando...
Laura Nyro non sentiva lirrinunciabile, malata
tentazione di dover far lamore con il proprio
pubblico alla maniera di Janis Joplin, ne ha mai goduto,
lungo larco della sua lunga vicenda artistica, delle gratificazioni,
sia personali che commerciali, che altre artiste meno eclettiche
ed estrose di lei hanno, al contrario, ottenuto: come spesso accade
a chi e in anticipo sui tempi, sia per questioni di tematiche
sociali ritenute scomode se non addirittura pericolose
che per ostentati atteggiamenti di riluttanza nei confronti del
cinico music-business, lartista in oggetto di disputa
e fatalmente destinato ad abitare in contesti
di cosiddetto raffinato culto: Laura Nyro e una
superba cantrice dellanimo umano, maniacalmente scrupolosa
nel cogliere le sfumature piu nascoste e meno prevedibili,
in drastica contrapposizione alle sognanti ballate damore
di Carole King (si, sempre lei!
) o a figure dallo straordinario
carisma scenico quali Grace Slick dei Jefferson
Airplane, the Queen Of Soul Aretha Franklin,
Diana Ross (con e senza Supremes), Tina Turner e, last but not the
least, la gia citata, indimenticabile Janis Joplin.
Miss Nigro (questo, il suo reale cognome) non puo che occupare,
idealmente, un ristretto fortino allinterno del
quale si avvicendano solari figure inneggianti alla gioia piu
estrema ed abbagliante, contrastate, osteggiate da minacciose ombre
pronte a prender il loro posto
in attesa che il Sole si riaffacci
di nuovo per scaldare anime dissipate, stuprate, bisognose
piu che mai di impulsi e vibrazioni emotive
si arranca,
si sgomita tra nevrosi e paranoie
fino al momento in cui avviene
l ennesima rinascita spirituale
"one child born in this world to carry on"
Nessuna cantautrice al pari della Nyro ha saputo affiancare, con
simile disinvoltura, la propria forza emotiva e struggente umanita
ai contrasti sociali/urbani di New York (citta-natale dellartista
e sua indiscussa musa creativa), metropoli per eccellenza, di giorno
solare e piena di vita, di notte scabrosa e vomitante
delinquenza in ogni angolo: questi due aspetti antitetici si complementano
meravigliosamente nelle sue composizioni: viene a formarsi un calvario
sonoro spesso trascinante, nondimeno contrappuntato
da spunti di altissimo lirismo melodico, lunghe, affannose corse
e poi stop improvvisi, onde soffermarsi e ripartire di nuovo, ma
su tracciati diversi e raramente prevedibili: non si tratta di emozioni
in nero e bianco, bensi continui incroci di chiaroscuri dalle
enigmatiche sfumature, non necessariamente comprensibili e forse
mai rivelati/svelati fino in fondo dalla stessa autrice. Un'obliquo
giocare con i propri sensi, astratti passaggi da una psiche
troppo complessa anche per unArte infinitamente espressiva
come la Musica. Laura Nyro e New York sembrano costituire un naturale
parallelo emotivo: entrambe estremamente umorali ed imprevedibili:
la gioia di vivere cosi palpabile e terribilmente contagiosa
della Grande Mela in versione diurna si spezza e scende
a compromessi, con drammatica, tetra irruenza, con linquietitudine
e la solitudine che regnano nella notte: allo stesso modo, sono
gli irrefrenabili cambi di tempo indotti dalla propria
lunatica indole a dipingere il contrasto giorno/notte,
amore/decadenza perpetuamente dimoranti nel suo coloratissimo,
cangiante e ribelle spirito.
Laura Nyro fu donna orgogliosa, testarda e fragilissima allo stesso
tempo, straordinariamente creativa ma in egual modo auto-indulgente:
attraverso i suoi oltraggiosamente non convenzionali testi, Laura
Nyro-racconta-Laura-Nyro, senza la benche minima concessione
al gratuito e/o commerciale, con uno stile e una perseveranza cosi
spudoratamente personali da influenzare alcune tra le cantautrici
piu progressiste dei decenni a venire: Joni
Mitchell, Carly Simon, Rickie Lee Jones, Patti
LaBelle e, piu recentemente, Tori Amos e Suzanne
Vega le sono innegabilmente debitrici.
E, statene certi, il sottoscritto ha trovato forse la sua icona
definitiva sulla quale stendere le proprie malinconie e depressioni
tardo-autunnali, che da sempre fungono da metronomo emotivo
allinterno del mio pericolosamente auto-indulgente ecosistema-cerebral-pindarico
Elis coming youd better hide your heart, Alan
Elis coming youd better hide your heart, Alan
Elis coming youd better hide your heart, Alan
(in catartica dissolvenza )
©
Alan Tasselli 2005 - per gentile concessione dell'autore
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