|

IT'S
A BEAUTIFUL DAY: IT'S A BEAUTIFUL DAY (Columbia)
1.White Bird Listen
2. Hot Summer Day
3. Wasted Union Blues
4. Girl With No Eyes
5. Bombay Calling
6. Bulgaria
7. Time Is
il
sito di David La Flamme
|
‘IT’S A BEAUTIFUL DAY’
Prendete Grace Slick e Marty Balin
versione After Bathing At Baxter's; aggiungetevi
un violino elettrico, un pizzico di acido lisergico, garbate reminiscenze
classiche, immagini tratte da una San Francisco 'imbevuta' di crepuscolarismo
(in fondo, si tratta del 1969-quasi-1970); miscelate il tutto con
sensibilità, spargendo qua e là chiaroscuri dettati
da stati malinconici 'figli' di un Autunno alle porte; un dolce
decadentismo avvolge prima, scioglie, poi, le nostre utopie. Una
volta portate a termine le suddette operazioni, il prodotto finito
risponderà al nome di It's A Beautiful Day,
l'album omonimo di esordio di una band purtroppo, oggi,
del tutto dimenticata.
Sin dalle primissime battute di White Bird, brano
di apertura dell’LP, ci si imbatte in un crescente flusso
di voci e sonorità incantatorie: un incrocio tra fiaba e
senso di disillusione per amori che non troveranno più la
via del ritorno; ballate dimesse solcate da qualche lacrima invisibile
e pianti silenziosi. Sembra quasi il logico completamento, solo
più accentuatamente malinconico, del già citato After
Bathing At Baxter’s dei Jefferson Airplane
(1967): qui emerge un senso di dispiaciuta consapevolezza verso
un’utopia prossima alla dissoluzione, una generazione che
sta per smarrire (e per sempre) l’’Estate dell’Amore’,
una generazione dubbiosa e perplessa, impaurita e spaesata su come
affrontare l’imminente Autunno Esistenziale. Hot Summer
Day, la seconda traccia (nonché ideale ‘seguito’
di White Bird), fotografa egregiamente questo ‘limbo
emotivo’, all’interno del quale gli ideali hippie
e l’’Era dell’Acquario’ lasciano gradualmente
spazio a percezioni di ansia ed incertezza. E quel violino divinamente
‘accarezzato’ da David La Flamme (già
nel giro di Jerry Garcia & Co., mica un cretino qualunque…)….
ora ansimante ed insolente, ora tenue e morbido come una cascata
di carezze sul nostro viso, assoluto ‘prim’attore’
di questo ispirato esordio. E poi… in qualità di ‘terza
implacabile stoccata’: Bombay Calling, i
cui fraseggi iniziali troveranno (ingiusta) immortalità nell’ormai
conclamatissimo plagio ad opera dei Deep Purple: mi riferisco, naturalmente,
all’ultra-celeberrima Child In Time, la quale,
come ‘scippo epocale’, è, a mio avviso, seconda
solo a You’re So Fine/My Sweet Lord (la prima,
edita nel 1963, a opera delle Chiffons, la seconda, edita nel 1970,
composta da George Harrison)….. (per (spietato) dovere di
(spietata) cronaca, i Nostri, tutt’altro che degli sprovveduti,
si riprenderanno la loro sacrosanta (e meritatissima, beffarda)
rivincita plagiando Wring That Neck dei medesimi
Purple: procuratevi Marrying Maiden, seconda fatica
discografica di La Flamme e Soci, dopo-di-che dilettatevi spassosamente
nell’ascolto del brano di apertura, ovvero Don And
Dewey… eh eh eh eh eh eh)…
Se l’impatto ‘sonoro-incantantorio’ delle prime
due tracce è pressoché ineguagliabile, sia in termini
di pathos che di melodia, Girl With No Eyes,
con quel subliminale contrasto tra harpsichord, violino e chitarra,
avvolge mirabilmente i sensi dell’ascoltatore, ‘spargendo’
atmosfere dal levigato senso dissolutivo: fraseggi reiterati che
si incollano nella mia mente prossima ad una irrefrenabile ‘assuefazione-in-progress’.
Infine, Time Is, la quale funge, ai miei occhi
cuore e mente, da reinterpretazione di Your Time Has Come
dei Chamber’s Brothers: stesso potere evocativo,
stessa martellante solennità da trip-lisergico, uno di quei
pezzi che (senza remora alcuna) ti scomoderesti ad incastrare in
qualche finale apocalittico cinematografico, perfetto complemento
‘trip-melodico’ ad una imminente fine del mondo.
In definitiva, il ‘capolavoro misconosciuto per antonomasia’.
©
Alan Tasselli 2007 - per gentile concessione dell'autore
drive
index
| musica | borderline:
index
drive magazine © Copyright 1999-2010 Stefano Marzorati | a True
Romance Production
scrivete a drive
|